A bordo di un catamarano il trampolino a prua è spesso la zona della coperta preferita dall’equipaggio perché è molto ampia e consente di rilassarsi, dormire e ammirare il panorama. I materiali con cui è realizzato, gli agenti atmosferici e l’usura ma anche un’installazione non corretta possono ridurne la durata.

Il trampolino a bordo di un catamarano da crociera è quella rete posta nella zona di prua che unisce i due scafi e permette di avere un piano di camminamento per cambiare le vele, eseguire un ancoraggio oppure semplicemente distendersi al sole. Rispetto a un piano solido consente di risparmiare molto peso nella zona prodiera della barca con il vantaggio di diminuire il fastidioso beccheggio della stessa in caso di mare formato. Lo svantaggio è che per camminarci sopra richiede una buona dose di equilibrio ed è un po’ scomodo.

Prima di andare in acqua, dai un’occhiata da vicino a questa zona cruciale di ogni catamarano per mantenerlo al sicuro e funzionale.

Usura, carichi e raggi solari i nemici maggiori

Con il tempo questo componente subisce l’azione deleteria dei raggi solari, del salino, dell’usura, oltre ai carichi a volte importante che può sopportare. È bene quindi periodicamente procedere a un’accurata ispezione della rete e soprattutto dei suoi punti di attacco volta a evidenziare rotture o segni di usura. Se possedete un vecchio catamarano oppure ci navigate per parecchie miglia a stagione, specialmente ai tropici, dove i raggi UV sono al loro massimo, sicuramente l’usura del trampolino sarà maggiore proprio perché il sole causa l’invecchiamento repentino dei materiali. Spesso è difficile valutare le condizioni generali di un trampolino in base all’età. La maggior parte dei trampolini sui catamarani dura da 5 a 7 anni, ma questa durata può essere ridotta per esempio se la rete viene lavata spesso con candeggina o detersivi aggressivi.

Controllare elasticità e punti di fissaggio

Durante l’ispezione del trampolino, il primo controllo da effettuare è la sua rigidità: se camminandoci sopra tende a essere troppo morbido e affossate troppo con i piedi o viceversa troppo rigido e legnoso questo è un chiaro segno di usura delle fibre. Vanno poi valutate le sue condizioni generali. È lucido o opaco? C’è sporco e muffa nelle fibre? Un vecchio trampolino in genere da la sensazione di essere gessoso, opaco e si sentirà rigido. Se è costruito con una rete osservate attentamente le cuciture, poiché il filo invecchia più velocemente rispetto alla fibra. Una rete o un tappeto elastico di alta qualità saranno cuciti insieme con un filo PTFE (noto anche come Teflon), che dura considerevolmente più a lungo di quello tradizionale in Dacron. Se si usano delle cime per fissare il trampolino agli scafi, fate attenzione agli angoli che spesso sopportano i carichi maggiori e mostrano segni precoci di invecchiamento o lacerazioni. Se il trampolino viene tirato tramite occhielli, occorre verificare tracce di corrosione e la lacerazione del bordo in vinile attorno a ciascun occhiello.

Naturalmente le aree ad alto uso, come le zone centrali mostreranno maggiori segni di sfregamento. Se il trampolino è verniciato, invecchierà in modo non uniforme, il che si tradurrà in punti deboli più evidenti. Occasionalmente, per ottimizzare le prestazioni e la durata del trampolino, gli armatori periodicamente lo girano invertendo la parte superiore che è stata esposta direttamente ai raggi UV.

Un corretto fissaggio lo fa durare più a lungo

Altri problemi di usura possono essere legati a un’istallazione approssimativa o non corretta oppure a manovre maldestre con l’ancora, il tender un tangone o altre attrezzature pesanti. Il punto critico dei trampolini è proprio il modo in cui sono fissati alla barca. In generale, un trampolino ben fissato invecchierà meno e durerà più a lungo di un trampolino installato in modo sbagliato. Un allestimento allentato per esempio favorisce lo sfregamento su ogni occhiello attorno alla rete.

A volte per contrastare questo sfregamento, si utilizzano fibre in Dyneema dai carichi e resistenza molto superiori. Le reti in Dyneema sono molto robuste, con un’eccellente resistenza ai raggi UV. Non si allungano, ma vanno anche queste fissate correttamente: per esempio se sono troppo stretti in un punto, potrebbero creare problemi alla struttura della barca. Poiché questo materiale è molto costoso e non molto confortevole sotto i piedi, le reti in Dyneema per il momento sono prese in considerazione solo per i catamarani ad alte prestazioni o da competizione.

Altri materiali funzionali sono la rete in polietilene e poliestere che di solito costa meno di 100 euro per metro quadrato, oppure tessuti a rete di Dacron che possono variare da circa 20 a 70 euro a metro quadrato. I trampolini su qualsiasi multiscafo sono uno dei posti della coperta preferiti da ospiti ed equipaggio proprio perché sono ampi e permettono di rilassarsi, dormire oppure guardare il panorama durante la navigazione. Un trampolino installato correttamente e tenuto con cura regalerà all’armatore anni di divertimento e migliorerà l’aspetto della barca.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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