La campagna di Legambiente per l’estate 2020 punta sulla cosiddetta citizen science e sfrutta i canali social per coinvolgere i cittadini nel monitoraggio di mare e laghi. A via i campionamenti e le segnalazioni di reati ambientali per combattere l’inquinamento.

Centinaia di volontari sono già da settimane al lavoro sulle spiagge e lungo le sponde dei laghi italiani con l’obiettivo di raccogliere campioni di acqua e scovare le situazioni più critiche di inquinamento legate alla cattiva depurazione dei reflui. Riparte anche in questa particolare estate 2020, caratterizzata dalle misure sanitarie anti Covid-19 la 34° edizione della campagna ecologista di Goletta Verde e Goletta dei laghi. Tra i grandi temi da affrontare in questa stagione per il team ambientalista ci sono l’abusivismo edilizio, la cattiva depurazione, l’uso della plastica usa e getta, la pulizia delle spiagge e l’erosione costiera, ma anche la salvaguardia delle biodiversità e delle aree marine protette, così come la lotta contro le fonti fossili.

Quest’anno le due campagne estive di Legambiente sempre in difesa della natura e del nostro territorio sono decise a puntare sulla citizen science e sulla territorialità in difesa delle acque e delle coste italiane. Tutto il lavoro dello staff di tecnici locali volto ai campionamenti e alle analisi microbiologiche sarà affiancato dal supporto di tanti volontari che hanno a cuore l’ambiente: lo stesso ufficio scientifico di Legambiente si occuperà della loro formazione, individuando i laboratori certificati sul territorio. Rimane invariato o quasi peraltro il numero dei punti di campionamento rispetto al 2019, dai cui risultati si riparte: inquinato e fortemente inquinato oltre un punto ogni tre di quelli campionati, sia lungo le coste sia nei laghi.

Abuso edilizio in testa ai reati ambientali

Ecco allora i numeri da cui ripartire, un quadro sempre più drammatico che ci restituisce il Mediterraneo e che da la misura di un’aggressione all’ecosistema marino che non concede deroghe agli impegni sul fronte ambientale. In testa ai reati nelle regioni affacciate sul mare, c’è sempre quello al cemento selvaggio (il 42,5% del totale), settore nel quale è la Campania a guidare la classifica, seguita da Puglia, Lazio, Calabria e Sicilia.

Dalla Costiera amalfitana alla Scala dei Turchi, dal Salento al litorale calabrese con Isola di Capo Rizzuto, fino alle isole minori come Lampedusa, Capri, le Eolie, le perle del Mare Nostrum sono costantemente preda degli appetiti degli abusivi, che non risparmiano posti idrogeologicamente fragili come Ischia; mentre in Sicilia fa eco un nuovo tentativo di condono contro cui Legambiente si sta battendo.

Inquinamento, scarichi e pesca illegale

In seconda posizione nella classifica del dossier di Legambiente è l’inquinamento del mare correlato al problema cronico della depurazione: secondo l’Istat poco più del 44 per cento dei Comuni italiani infatti è dotato di impianti di depurazione adeguati agli standard Ue. Addirittura in 342 comuni il servizio di depurazione delle acque reflue urbane è del tutto assente: le maggiori criticità si riscontrano in Sicilia, Calabria e in Campania. Nel complesso l’inquinamento da cattiva depurazione, scarichi fognari e idrocarburi ha registrato 7.813 infrazioni nel 2019, il 33,1 per cento delle illegalità accertate a danno del mare.

C’è poi il tema della pesca illegale che rappresenta il 22 per cento delle infrazioni accertate, con 555 mila chili di pescato, 69 mila metri di reti killer e oltre 7.500 attrezzi da pesca sequestrati: in testa la Sicilia, seguita da Campania, Puglia, Liguria, Sardegna.

La pulizia delle spiagge e quei preziosi volontari

Anche i cittadini possono svolgere la loro parte nel monitoraggio delle acque inquinate. I volontari potranno segnalare attraverso SOS Goletta le situazioni sospette di inquinamento di mare, laghi e fiumi per consentire a Legambiente e ai suoi Centri di azione giuridica di valutare la denuncia alle autorità. Ma i cittadini possono essere protagonisti di questa iniziativa anche grazie alla sfida social dell’estate, intitolata la #GolettaChallenge: Legambiente invita infatti a ripulire dai rifiuti anche un piccolo pezzettino di spiaggia e a condividere la foto sui social, sfidando tre o più amici a fare altrettanto. Per aderire basta taggare Legambiente e inserire #GolettaChallenge nel post, contribuendo così a una catena di buone azioni.

Spiagge più pulite con il plogging, un fenomeno mondiale

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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