Cos’è la strambata e l’abbattuta nella vela e come si esegue

Strambata Vela

Nella navigazione a vela a cosa serve la strambata? La strambata è una manovra che ti consente di cambiare mura, come la virata, ma passando con la poppa nella direzione del vento. I termini “strambata” e “abbattuta” sono spesso utilizzati come sinonimi, ma non è così ed è importante precisare la differenza di significato.

Con strambata si intende una manovra involontaria e incontrollata che comporta il passaggio del boma da un lato all’altro della barca con la poppa al vento e può essere causata da un improvviso cambio di direzione del vento, da un’onda anomala o da un errore del timoniere.

L’abbattuta è la stessa manovra, ma controllata e pianificata, che prevede una precisa sequenza di azioni da parte dell’equipaggio, tra cui la preparazione delle vele, il controllo del timone e la coordinazione dei movimenti. Vediamo insieme come fare un’abbattuta con la nostra barca a vela senza metterla a rischio, come evitare una strambata e quando è meglio virare piuttosto che strambare per cambiare mura in navigazione.

Come si fa un’abbattuta

L’abbattuta, o virata di poppa, è una manovra di vela all’apparenza semplice, che ti consente di cambiare mura attraversando l’angolo morto con la poppa, ma in presenza di vento forte o al contrario vento leggero ma onda formata può risultare di difficile esecuzione se non è ben preparata. Innanzitutto, si esegue partendo dall’andatura al granlasco, quando il vento giunge dai 130° ai 170° rispetto all’asse longitudinale dell’imbarcazione, accostando con un angolo di circa 70° (che significa bordi di circa 35° rispetto alla direzione del vento).

Per effettuare una strambata sicura e controllata è necessario avere ben chiaro i passaggi da eseguire, spiegando all’equipaggio le rispettive mansioni e chiarendo in anticipo gli ordini che il timoniere darà durante la manovra. Vediamo passo dopo passo le azioni da compiere per fare una abbattuta con la nostra barca a vela:

1. Navigando al granlasco, in procinto di iniziare la manovra, il timoniere allerta l’equipaggio con un “Pronti a strambare?” o “Pronti all’abbattuta?”. Prima di passare alla prossima azione, è necessario attendere una risposta unanime e affermativa.

2. A questo punto il timoniere avvertirà “Strambo” o “Abbatto” e porterà la barca alla poggia, in modo molto lento e graduale.

3. Una volta portata la poppa al vento, dovremo cazzare la randa al centro e far passare il fiocco sulle altre mura, lascando la scotta che passerà sopravento e recuperando l’altra. In caso di barca di piccole dimensioni, anche l’equipaggio dovrà seguire lo spostamento del fiocco disponendosi nell’altro lato.

4. Il fiocco avrà cambiato mura, ma la randa sarà ancora al centro: il timoniere ordinerà, a questo punto, “Lasca randa” e l’equipaggio risponderà filando la scotta della randa fino a quando non sarà nella corretta posizione per l’andatura al granlasco. Questo è il momento di fare ben attenzione alla propria testa: è bene osservare sempre il comportamento del boma e tenere la testa abbassata per evitare incidenti spiacevoli o addirittura gravi.

5. Quando la barca sarà giunta al granlasco sulle nuove mura la strambata sarà terminata e il timoniere potrà decidere se continuare a questa andatura o se orzare mettendo a segno nuovamente le vele in base all’angolo del vento.

A differenza della virata, l’abbattuta inizia poggiando e una volta passata la poppa al vento compiendo un’accostata di circa 70°, termina orzando. Si esegue, quindi, partendo dall’andatura al granlasco e si conclude nella stessa andatura sulle nuove mura: attenzione a non saltare i passaggi accelerando i tempi, e cambia andatura solo una volta terminata correttamente, e senza strappi, la tua strambata.

Strambare in barca a vela

Quando virare e quando strambare

Quando si esegue la strambata? Tendenzialmente si preferisce l’abbattuta quando è la manovra più semplice o più vicina all’andatura che si sta tenendo. La virata, per contro, si fa quando si vuole cambiare mura navigando di bolina: è anche la manovra più sicura e facile in molte situazioni e comporta meno rischi per la barca. Tuttavia, la strambata è necessaria in moltissimi casi: vediamone insieme alcuni in cui si preferisce alla virata:

– Se stai navigando al lasco e vuoi cambiare mura mantenendo la stessa andatura: è senza dubbio la scelta più logica, sicura e veloce.

– Quando stai navigando al traverso e vuoi passare al lasco con mura opposte: in questo caso sarà più semplice poggiare, strambare e portare la barca al lasco per raggiungere l’andatura desiderata.

– Anche se stai navigando al traverso su una barca piccola e maneggevole e vuoi cambiare mura è consigliabile l’abbattuta: rallenta meno la barca e mantiene una buona velocità con vento fresco.

Come evitare la strambata involontaria

Se il mare si fa mosso e il vento aumenta fare la strambata è un’operazione impegnativa e richiede una serie di accortezze che ora andremo a vedere. Quando navighiamo al lasco con vento fresco e mare formato, la spinta che la nostra barca riceve è decisamente asimmetrica e la sentiremo spingere all’orza. A questa andatura la nostra randa è molto aperta e questo comporta un secondo problema, ossia quello di favorire il rollio e aumentare la tendenza orziera della barca.

Se il boma non è munito di vang o se quest’ultimo non è cazzato bene, tenderà a sollevarsi accentuando ancor di più l’orzata che, insieme al rollio accentuato e alla spinta del vento, potrebbe diventare una straorzata e provocare una strambata involontaria:

– La vela di prua rimane cazzata sopravento impendendo alla deriva di raddrizzare la barca a causa della forte spinta sulle vele.

– Le mura cambiano e il boma si sposterà in modo violento e incontrollato rischiando di colpire e ferire gravemente l’equipaggio.

– Si rischia di danneggiare seriamente la nostra barca dalle manovre fisse alle sartie.

Come risolvere la situazione e riprendere il controllo della barca? Per quanto riguarda la randa, dovrai scaricarla lascando il vang e portando il trasto sottovento. Per la vela di prua dipenderà dalla vela in armo al momento della strambata involontaria: in caso di gennaker, basterà lascare la scotta sopravento e far passare la vela sulle nuove mura, facendo attenzione a non cazzare la nuova scotta fino a quando non hai recuperato il controllo dell’andatura.

A volte però si può rischiare di eseguire una strambata involontaria anche senza condizioni meteo avverse: può bastare un’onda anomala, un errore di distrazione del timoniere, una planata profonda che porta lo scafo alla poggia, o un’ingavonata nel cavo dell’onda che al contrario rallenta la barca in modo molto repentino.

Possiamo concludere che per evitare una strambata involontaria, il timoniere dovrà manovrare con tempestività, con movimenti anche ampi, cercando di anticipare per quanto possibile le reazioni della barca al rollio.

Strambata in Barca a vela

A cosa serve la strambata

La strambata è una manovra fondamentale per chi naviga a vela e sapere quando e come eseguirla correttamente, sono competenze essenziali per gestire il vento in poppa con sicurezza e padronanza. Abbiamo visto che un’abbattuta si esegue partendo dall’andatura al granlasco e poggiando ti consente di cambiare mura attraversando l’angolo morto con la poppa.

Per effettuare una strambata sicura e controllata è necessario avere ben chiaro ogni singolo passaggio e preparare adeguatamente il proprio equipaggio prima di eseguirla dando i giusti comandi durante la sua evoluzione.

La navigazione di poppa può sembrare facile e confortevole, ma non bisogna mai perdere la concentrazione, soprattutto quando si veleggia a fil di ruota: il rischio di una strambata involontaria è sempre possibile ed è bene prevenirla per evitare danni seri alle persone e alla barca stessa.

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