Un’impresa epica nel cuore dell’oceano: Thomas Coville e il suo equipaggio firmano un nuovo capitolo nella storia della vela, polverizzando il record del giro del mondo a vela senza scalo e senza assistenza.
La notizia ha fatto il giro del mondo alla velocità del vento: “Sodebo Ultim 3” all’alba del 25 gennaio ha tagliato il traguardo del Trophée Jules Verne, l’ambitissima sfida di circumnavigare il globo a vela nel minor tempo possibile. Thomas Coville e il suo equipaggio, dopo una lotta serrata contro le onde e il cronometro, hanno fermato il tempo a 40 giorni, 10 ore, 45 minuti e 50 secondi. Un risultato straordinario che riscrive gli annali della vela oceanica.
Il Trophée Jules Verne è un’impresa unica nel suo genere. Non una competizione tra imbarcazioni in partenza simultanea, ma un duello solitario contro il ticchettio inesorabile del tempo. Ogni tentativo è un azzardo calcolato, una scommessa con le condizioni meteo che devono offrire una “finestra” propizia. Da quel momento, l’equipaggio si trasforma in un tutt’uno con la barca, con un solo obiettivo: navigare più velocemente possibile, minimizzare gli errori e affrontare con astuzia le inevitabili fasi di rallentamento. Questo è un giro del mondo che non tollera incertezze, che esige velocità e costanza, specialmente quando le tempeste si scatenano e la navigazione si trasforma in una prova di resistenza.
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La ricetta per un record: meteo, rotta e gestione
Con “Sodebo Ultim 3”, Thomas Coville e il suo team hanno dimostrato la straordinaria evoluzione dei trimarani oceanici della classe Ultim. Queste imbarcazioni, gioielli di ingegneria, sono concepite per raggiungere velocità vertiginose su distanze impensabili. Tuttavia, richiedono una vigilanza costante, poiché ogni componente è sottoposto a sollecitazioni estreme. In una circumnavigazione senza scalo, la performance non si limita alla semplice spinta, ma si basa sulla capacità di preservare l’imbarcazione, proteggerla dalle insidie dell’oceano e mantenerla efficiente per l’intera durata del viaggio.
Il segreto del Trophée Jules Verne risiede in un delicato equilibrio tra la rotta tracciata e le condizioni meteorologiche. Il giro del mondo è un confronto con una miriade di scenari: dalle zone tranquille degli Alisei alle violente depressioni dell’emisfero australe. In queste traversate, l’interpretazione dei dati meteo diventa cruciale. La capacità di decidere quando accelerare e quando rallentare può fare la differenza tra un tentativo fallito e un record storico.

Un successo di squadra: l’anima di Sodebo Ultim 3
La vittoria di “Sodebo Ultim 3” è la dimostrazione del valore del lavoro di squadra, indispensabile per affrontare una sfida di questa portata. A bordo, i ruoli si fondono: ogni membro dell’equipaggio è responsabile della conduzione, delle regolazioni, del controllo dei sistemi e della manutenzione, spesso in condizioni proibitive. È in questo contesto che l’esperienza di Coville, maturata in anni di navigazione oceanica, si combina con le competenze del resto dell’equipaggio, chiamato a mantenere la lucidità e il ritmo per settimane intere.
Ecco i protagonisti di questa straordinaria avventura che insieme a Coville hanno scritto una pagina indelebile nella storia della vela: Frédéric Denis, navigatore e stratega, maestro nell’arte di domare i venti; Pierre Leboucher, timoniere, respondabile dell’equilibrio; Léonard Legrand, tecnico di bordo; Guillaume Pirouelle, timoniere e addetto alle manovre; Benjamin Schwartz, timoniere e responsabile dell’assetto; Nicolas Troussel, timoniere, addetto alle manovre e braccio destro del navigatore.
Il Trophée Jules Verne continua ad affascinare gli appassionati di vela perché incarna un obiettivo semplice ma ambizioso: circumnavigare il globo nel minor tempo possibile. Ma dietro questo numero si celano scelte tecniche, preparazione meticolosa e gestione degli imprevisti, elementi che trasformano una semplice traversata in un’impresa leggendaria.
Photo credits immagine apertura: Team Sodebo.
