Skipper solitario sopravvive 20 ore su una zattera in Atlantico

Lo skipper tedesco Martin Daldrup è stato salvato da una nave da carico dopo che il suo yacht era affondato nell’Atlantico. È riuscito tuttavia a salire sulla zattera. Ecco come è sopravvissuto a quelle oltre 20 ore drammatiche.

Una dura prova di sopravvivenza quella di Martin Daldrup, uno skipper tedesco che ha fatto naufragio in Atlantico mentre navigava in solitario a bordo del suo Bavaria 34 “Jambo” da New York verso Città del Capo. Il navigatore, un velista esperto, giovedì 5 ottobre ha incontrato una forte tempesta lungo la rotta e il piccolo cabinato si è rovesciato al largo del Brasile.

“Jambo” all’inizio ha resistito alle gigantesche onde che si infrangevano in coperta. Il vento soffiava a 25 nodi e le onde erano di 3 metri. Le condizioni meteorologiche tuttavia peggioravano rapidamente. E a un certo punto il piccolo Bavaria, scafo con varie decine di anni sulle spalle, ha iniziato a imbarcare acqua.

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Martin Daldrup

Lo ha salvato una nave mercantile

Martin ha capito che era giunto il momento di abbandonare la barca e in pochi secondi è riuscito a lanciare in acqua la zattera di salvataggio dopo avere inviato un mayday. Poi è iniziata l’attesa. “Dopo aver abbandonato la mia barca, ho cercato di resistere per oltre 20 ore nella in attesa di essere salvato”, ha dichiarato Daldrup. In quelle ore disperate il navigatore ha mantenuto il contatto con sua moglie Anke in Germania attraverso il telefono satellitare. Mentre sul suo blog PredictWind ha condiviso un messaggio che confermava l’imminente affondamento di “Jambo” e l’attesa dei soccorsi.

A salvarlo è stata la nave mercantile “Alanis”, battente bandiera di Antigua e Barbuda e di proprietà della compagnia di navigazione Rambow di Drochtersen/Assel, che è stata messa in allerta dal Centro di Ricerca e Soccorso di Brema (Germania), deviando dalla sua rotta per dirigere verso il punto del naufrago. Quando è stato avvistato e tratto in salvo Martin era provato, ma le sue condizioni fisiche erano sorprendentemente buone, nonostante le difficoltà affrontate in mare.

Martin Daldrup

Provato, ma in buone condizioni fisiche

“Si trovava nella terra di nessuno, a circa 1.000 miglia nautiche a Est del Brasile, lontano dalle rotte di navigazione abituali e molto lontano dai soccorsi”, ha dichiarato il soccorritore marittimo Ralf Baur. “La manovra che la “Alanis” ha fatto per avvicinarsi alla mia zattera di salvataggio e permettermi di prendere una cima è stata brillante dal mio punto di vista marinaresco”, ha spiegato in seguito Daldrup – non pensavo che fosse possibile con una nave da carico così grande in queste condizioni di mare non facili”. A quel punto Martin è riuscito a salire a bordo tramite una scala di corda.

Freddo, mal di mare, sonno: i nemici del naufrago

La vicenda di Martin Daldrup sottolinea l’importanza della preparazione alla navigazione, della gestione dello stress in condizioni critiche e della risposta tempestiva da parte dei soccorritori in situazioni di emergenza in mare. “La cosa più importante in queste situazioni è che non bisogna addormentarsi, non deve succedere per nessun motivo – ha spiegato Martin – Se non si riesce a proteggersi dall’ipotermia, si può morire. In caso di mare grosso, ovviamente, c’è anche il rischio di un forte mal di mare”. Sicuramente la volontà di sopravvivenza di Daldrup lo ha aiutato a gestire la situazione drammatica.

Lo skipper in ogni caso aveva acqua e cibo a sufficienza nella sua zattera di salvataggio, oltre a un power bank per il suo telefono satellitare. Con questo è riuscito a tenersi in contatto con la sua compagna, che gli ha dato sostegno morale e ha informato i suoi numerosi fan sui social media. “Le ore trascorse lì non sono state facili, faceva molto freddo di notte e tutto era bagnato. Riuscivo a malapena a scaldarmi”, ha dichiarato ai media Daldrup. A nave “Alanis” è attualmente in viaggio verso Saldanha Bay, in Sudafrica, e resterà in viaggio per oltre una settimana.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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