Un giovane skipper danese alle prime armi, dopo essersi allontanato dalla costa nel Mare di Skagerrak, si è impaurito a causa del mare formato e ha lanciato un mayday, causando un’operazione di soccorso durata 7 ore. Ora rischia una denuncia.
Incauto mayday? Andare per mare è un’attività sempre più alla portata di tutti, ma non è per tutti. Lasciare gli ormeggi di una banchina e navigare a bordo di un cabinato a vela regala infatti grandi emozioni e un senso di libertà assoluto. Ci si sente connessi nella natura e s’imparano tante cose su sé stessi e l’ambiente circostante. Proprio perché si ha a che fare con gli elementi naturali, il vento, i mare, i frangenti, praticare la vela richiede tuttavia studio, conoscenze, abilità tecnica e una certa esperienza prima di avventurarsi da soli.
I pericoli in mare sono dietro l’angolo per gente esperta, pescatori, skipper professionisti, equipaggi di regata, figuriamoci per i neofiti. Serve un po’ di rispetto e consapevolezza dei propri limiti, altrimenti non solo si mette a rischio la propria vita, ma si mettono in moto meccanismi disastrosi.
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Il panico tra le onde e quegli errori di valutazione
Quando lanciare un mayday. Come è successo di recente a un velista danese di 33 anni, alle prime armi ma desideroso di navigare al largo, che ha deciso di prendere il mare in solitario a bordo di uno yacht di 10 metri prestatogli da un amico. La zona di navigazione scelta dall’incauto marinaio era il Mare di Skagerrak, situato nel Nord della Danimarca e confinante anche con la Svezia. Un tratto di mare famoso per le sue condizioni di vento e mare sempre piuttosto impegnative rispetto ad altre aree vicine, come per esempio il Mare di Kattegat, più riparato e pacifico.
Lasciati gli ormeggi, l’uomo al timone della barca ha puntato al largo e dopo qualche ora il mare, pur non essendo particolarmente formato, è diventato più pesante. Il vento ha rafforzato. Niente di difficile da gestire per uno skipper di esperienza. Il velista danese tuttavia, resosi conto di non sapere affrontare le onde è andato nel panico. Quando la barca ha cominciato a sbandare, invece di poggiare e lascare le vele, l’uomo ha solo lascato la randa senza poggiare. In questo modo la vela ha cominciato a sbattere, aumentando nell’uomo il senso di smarrimento e la paura.
Un’azione di soccorso durata 7 ore: ora rischia la denuncia
Perché lanciare un mayday. Avvistato un peschereccio di passaggio il giovane ha chiesto aiuto all’equipaggio. Il comandante del battello tuttavia, notando il suo stato di panico e la sua incapacità di manovrare la barca, ha considerato troppo rischioso avvicinarsi al cabinato a vela. Così, ha deciso di girare l’allarme alla stazione di soccorso di Hirtshals, la più vicina.
I soccorritori sono partiti immediatamente con un team di 7 persone distribuiti su due motovedette e dopo alcune ore la barca in difficoltà Una volta sul posto i soccorritori si sono subito resi conto l’allarme era infondato e l’unico problema a bordo era lo stesso skipper, inesperto e paralizzato dalla paura.
Così uno dei soccorritori è salito a bordo dello yacht a vela e la barca è stata trainata in porto da una delle motovedette. L’operazione di soccorso è durata in totale 7 ore e il comandante della base di Hirtshals ha dichiarato di stare valutando se denunciare lo skipper per procurato allarme. In ogni caso, l’uomo dovrà pagare tutte le spese del soccorso.


