Sincope, congestione e shock termico: i rischi che vengono dall’acqua

A volte in un tuffo rinfrescante, un’immersione o un bagno prolungato si nascondono pericoli spesso ignorati o sottovalutati. Si tratta di reazioni del corpo che causano malesseri, disturbi e, nei casi più gravi, incoscienza e annegamento.

Ci sono una serie di rischi silenziosi che incombono durante una crociera a vela, una gita in gommone o semplicemente una passeggiata in spiaggia e si decide di farsi un bagno, una lunga immersione o un tuffo rinfrescante. Tali insidie hanno a che fare con la reazione del corpo umano alla temperatura fredda dell’acqua o a lunghe immersioni e sono spesso ignorate o più spesso sottovalutate, ma possono causare problemi di salute anche seri.

Parliamo di sincopi, congestioni e shock termici. Vediamo in questa guida cosa sono, da cosa sono causate queste reazioni, i sintomi che presentano e in che modo possono essere prevenute o affrontate qualora si presentino in una tranquilla giornata estiva.

Leggi anche: Come prevenire e superare il mal di mare

Photo credits: Acquarius Diving Club.

Sincope, rischio serio se non si interviene

Per sincope s’intende una perdita improvvisa della coscienza, con arresto involontario della respirazione e conseguente arresto cardiaco, con pericolo di morte se non si interviene nell’immediato con tecniche complete di rianimazione. Al momento della sincope può esserci o meno attività cardiaca. Nel primo caso si parla di sincope “ipossica”, nel secondo caso di sincope “riflessa”.

La sincope ipossica è causata da una diminuzione della pressione parziale di ossigeno nel sangue che determina una grave sofferenza cerebrale. In acqua si manifesta per esempio durante apnee prolungate o subito dopo, spesso in soggetti poco preparati e poco allenati. Può manifestarsi anche quando si determina una riduzione notevole della pressione parziale di anidride carbonica nel sangue. A volte, negli incidenti sub, si manifesta dopo embolia polmonare. Nelle sincopi riflesse si ha arresto cardiaco e cessazione della respirazione. In questo caso la sofferenza cerebrale è determinata dall’arresto cardio-circolatorio. In acqua la sincope riflessa è molto pericolosa, poiché se non si interviene subito, il rischio di morte è elevatissimo.

Photo credits: HMP.

Idrocuzione: uno shock termico pericoloso

Un altro rischio silenzioso che viene dall’acqua è l’idrocuzione. Con tale termine ci si riferisce a un fenomeno che accade quando il nostro corpo, surriscaldato dal sole, entra improvvisamente in contatto con acqua molto più fredda. Il risultato può essere uno shock termico che porta a perdita di sensi, svenimenti, arresto cardiaco e potenziale annegamento. Quando si naviga e si trascorrono diverse ore sotto ai raggi del sole spesso per effetto del vento non ci si rende effettivamente conto di quanto si surriscalda il nostro corpo. Così, quando arriva il momento di buttarsi in mare per un tuffo liberatorio, lo si fa d’istinto, senza pensarci. Ed è proprio lì che può scattare la trappola dell’idrocuzione.

L’idrocuzione colpisce prevalentemente soggetti anziani e, tra questi, coloro che per varie ragioni legate allo stile di vita sono a maggior rischio di problemi cardio-circolatori. Tuttavia il rischio sussiste anche in soggetti giovani e perfettamente sani. Non sono importanti i valori di temperatura dell’acqua e della superficie corporea, ma è importante la loro differenza di temperatura relativa. La perdita di coscienza è spesso improvvisa, ma a volte subentra solo dopo bradicardia e una caduta graduale della pressione arteriosa, manifestandosi dopo 1 o 2 minuti dall’ingresso in acqua.

Per prevenire la sincope basta immergersi gradualmente in acqua, bagnandosi poco alla volta, soprattutto se ci si sente molto accaldati, dopo intensa attività fisica e quando non si è in perfetta forma fisica. In caso di idrocuzione è necessario intervenire tempestivamente con una rianimazione completa, ovvero con il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale.

Photo credits; Nd Sailing.

Congestione: deleterio il bagno dopo pasti abbondanti

L’improvviso calo della temperatura corporea, che si manifesta dopo un ingresso rapido in acque fredde, può avere anche altre conseguenze, soprattutto dopo un pasto abbondante, come per esempio una congestione. La comparsa o meno di una congestione addominale, dipende dalla temperatura dell’acqua, dalla quantità e dal tipo di cibo ingerito, dal tempo intercorso tra il pasto e l’ingresso in acqua.

La congestione addominale si ha quando, all’improvviso, il sangue è dirottato dagli organi addominali alla periferia del corpo. Tale dirottamento del sangue comporta l’entrata in circolo di proteine parzialmente digerite, le quali si comportano come agenti allergeni, causando shock anafilattico. La stessa stimolazione della pelle può provocare liberazione di istamina e shock anafilattico. A una forte congestione spesso segue una perdita di forza e di coscienza, per cui si finisce, indirettamente, per annegare.

NB: foto apertura credits: Westend61.

 

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.