Le barche a vela inquinano meno di navi e motoryachts, ma anche i velisti quando navigano o sostano in porto o in baia possono adottare una serie di comportamenti che limitano ancora di più l’impatto ambientale. Vediamo come trasformarsi in eco-diportisti al 100 per 100.

A livello teorico in termini di inquinamento il diporto nautico è un’attività certamente più sostenibile rispetto alle grandi navi da crociera, i carco e le navi commerciali. Secondo un recente studio associato che ha visto protagoinisti l’Ipcc organismo intergovernativo sui cambiamenti climatici sotto egida Onu, l’Epa, agenzia statunitense di protezione dell’ambiente, e la Sybass, associazione dei costruttori di superyacht, sui 9,86 miliardi di tonnellate totali di gas serra emessi nell’atmosfera ogni anno solo lo 0,6 sono responsabilità delle barche da diporto. Il trasporto merce via nave, l’aviazione e le auto insieme superano il 99,3 per cento.

 Le stesse barche poi sono certamente meno inquinanti oggi di 20 anni fa. Anche per chi naviga a bordo di una barca a vela per piacere, tuttavia, non mancano occasioni per rispettare il mare e soprattutto ridurre al minimo l’impatto ambientale. Ogni membro dell’equipaggio infatti quando utilizza la barca, sia in navigazione che durante le soste in porto o in rada, deve compiere la propria parte per preservare l’ambiente circostante e difenderlo dall’inquinamento. Prima di tutto andando a vela il più possibile. Come? Sfruttando per esempio piani velici più efficienti con fiocchi piccoli che richiedono meno impegno nelle virate, gennaker o Code 0 a portata di famiglia.

Ma ci sono anche altri comportamenti da mettere in atto per trasformare la nostra crociera in un’esperienza a impatto zero: dalla gestione della spazzatura a bordo, all’uso di prodotti per la pulizia e l’igiene personale “green”, dai piccoli accorgimenti quando si usa il carburante, allo smaltimento delle acque nere e grigie. Ecco allora  allora 8 dritte per diventare dei veri eco-diportisti.

1 Ormeggi e ancoraggi “green”

Qualunque sia la tipologia di ancora utilizzata, privilegiate i fondali sabbiosi (zone chiare) prevedendo una lunghezza di catena sufficiente. È consigliato utilizzare una cima d’ormeggio con galleggiante e di alzare sempre l’ancora posizionandosi perpendicolarmente alla barca. È preferibile inoltre utilizzare le boe per l’ormeggio durante l’ancoraggio quando queste sono disponibili. Oggi esistono peraltro delle ancore ecologiche piuttosto interessanti.

2 Raccolta differenziata dei rifiuti

I rifiuti domestici e soprattutto le plastiche sono un serio problema. Applicate le regole delle “3R” : ridurre, riutilizzare, riciclare anche a bordo:

– Evitare al massimo gli imballaggi preferendo i prodotti sfusi

– Privilegiare i contenitori riciclabili e riutilizzabili (vetro, conserve, cartone)

– Ridurre i prodotti usa e getta

A bordo, esattamente come a casa, è semplice organizzare un’adeguata raccolta differenziata. È anche importante comunicare all’equipaggio le misure che eviteranno le perdite dovute al vento o ai movimenti della barca. Di ritorno al porto, potrete poi buttare i rifiuti differenziati nei bidoni appropriati, seguendo le indicazioni locali.

3 Uso della toilette sostenibile

In banchina privilegiate l’utilizzo dei bagni del porto e dei prodotti biodegradabili (WC, doccia, stoviglie). Sempre più porti dispongono di spazi per svuotare i serbatoio delle acque nere della barca. Infine, in mare, non gettate mai le acque nere in zone sensibili (aree marine protette, aree di balneazione e di ormeggio, acque a rinnovamento limitato).

4 Rifornimento del carburante smart

Effettuate il rifornimento il mattino presto quando il carburante è freddo e meno denso. Erogarlo moderatamente, per permettere di ridurre il vapore e le vaporizzazioni. Se un camion-cisterna sta facendo rifornimento, è consigliato aspettare alcune ore, in quanto il rifornimento mescola i residui sul fondo che saranno spostati nei vostri serbatoi.

5 Uso di oli e creme solari eco-marine

Gli oli solari formano uno schermo sulla superficie del mare e diminuiscono la fotosintesi indispensabile alla vita. È quindi preferibile proteggersi con latte solare o altri prodotti solubili in acqua.

6 Pesca rispettosa delle specie ittiche

È importante rispettare le zone di pesca professionale navigando a più di 150 metri dai dispositivi di pesca indicata da boe e bandierine oltre che le regole di pesca sportiva e ricreativa (materiali e attrezzatura autorizzata, taglia minima dei pesci, periodi dell’anno, zone di pratica). Ed infine, mai pescare pesci al di sotto delle misure minime.

Essere un consumatore responsabile significa:

– Evitare le specie i cui stock sono sovrasfruttati;

– Evitare il consumo di specie dei grandi fondali marini.

 

7 Inquinamento acustico: spegnere il motore in baia

Il rumore del motore e dello scafo ma anche dell’equipaggio possono disturbare la fauna e la flora acquatica. Nelle aree naturali protette, vicino a spiagge e in ogni zona sensibile, ma in generale ogni volta che ci si avvicina e si sosta alla fonda è necessario rallentare per ridurre il rumore e le onde.

8 Principi generali di eco-navigazione

Alcuni principi generali di navigazione eco-compatibile sono molto facili da mettere in opera e permettono di limitare gli impatti inquinanti della navigazione:

– Distribuire al meglio il peso a bordo (passeggeri e attrezzature) per avere uno scafo equilibrato e con sbandamento limitato;

– Eliminare i pesi inutili per esempio vuotando a ogni uscita l’acqua stagnante nel fondo della sentina e togliendo tutti gli oggetti che non sono necessari per la navigazione;

– Adottare una motorizzazione adatta al programma di navigazione per utilizzare l’entrobordo con maggiore efficienza e ridurre i consumi di carburante;

– Rispettare la velocità ottimale della barca o, ancora meglio, ridurre la velocità di qualche nodo. Questo permette di risparmiare il carburante e ridurre l’inquinamento. Il rendimento ottimale si trova generalmente dal 20 al 25 per cento al di sotto del rendimento massimale;

– Non fate girare il motore inutilmente e non navigate a tutta velocità;

– Scegliere il riallestimento con nuovi motori (barca usata) per beneficiare degli importanti sviluppi tecnologici degli ultimi anni e ridurre il consumo e le emissioni;

– Utilizzare i dispositivi di supporto alla guida che permettono d’indicare le velocità di crociera più economiche e i regolatori di assetto automatico che migliorano la resa dei motori e il confort in navigazione;

– Privilegiare la corrente fornita in banchina in porto per non far avviare il generatore;

– Istallare dispositivi che producono energia supplementare rinnovabile (pale eoliche, pannelli fotovoltaici, idrogeno, etc.).

– Utilizzare la climatizzazione solo durante i momenti più caldi e assicurare un buon isolamento della barca per limitare il consumo d’energia.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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