Una nuova serie Netflix riapre le ferite di una tragedia dimenticata, ricostruendo l’affondamento del traghetto polacco “Heweliusz” nel gelido Mar Baltico. Una storia di errori, negligenze e condizioni meteo avverse che portarono alla morte di 55 persone.
La piattaforma streaming Netflix ha riportato alla luce una delle pagine più cupe della storia marittima polacca. La miniserie “Il disastro dell’Heweliusz”, disponibile dal 5 novembre, ripercorre i drammatici eventi della notte tra il 13 e il 14 gennaio 1993, quando il traghetto “MF Jan Heweliusz” affondò nelle acque gelide del Mar Baltico, causando la perdita di 55 vite umane.
Era una notte di tempesta, una di quelle che il Mar Baltico sa scatenare con violenza inaudita. Il “Jan Heweliusz”, un traghetto polacco, si trovava al largo dell’isola tedesca di Rügen, quando venne sorpreso da una bufera con venti che raggiungevano forza 12 sulla scala Beaufort, il massimo livello. A bordo c’erano 64 persone: passeggeri, per lo più camionisti diretti in Svezia, e membri dell’equipaggio. Solo nove di loro sopravvissero all’inferno di acqua e gelo.
Un traghetto segnato da incidenti
Ma quella notte non fu solo colpa del maltempo. La storia del “Heweliusz” era costellata di incidenti, un vero e proprio presagio di sventura. Costruito in Norvegia nel 1977, il traghetto aveva subito un grave incendio nel 1986, i cui danni erano stati riparati in modo approssimativo, compromettendo la stabilità della nave. Collisioni, inclinazioni, guasti al motore: la lista dei problemi era lunga e inquietante.
Quattro giorni prima del disastro, un altro campanello d’allarme: il portellone di poppa si era danneggiato durante l’attracco in Svezia. Sembra che il comandante, Andrzej Ułasiewicz, avesse espresso la sua preoccupazione e cercato di rinviare la partenza per effettuare le riparazioni necessarie. Ma gli armatori, la compagnia Euroafrica Shipping Lines, avevano deciso diversamente, anteponendo il profitto alla sicurezza. La decisione si rivelò tragicamente errata.
La cronaca di un affondamento
Il “Heweliusz” salpò da Świnoujście con due ore di ritardo a causa delle riparazioni al portellone, dirigendosi verso Ystad con il suo carico di persone e merci. Verso le 2:40 del mattino, il tempo peggiorò drasticamente. Vento a quasi 200 km/h, onde alte fino a sei metri: una vera e propria tempesta che mise a dura prova la nave. L’equipaggio tentò di stabilizzare il traghetto riempiendo le casse di zavorra, ma la manovra si rivelò controproducente, causando una perdita di controllo.
Dopo un’ora e mezza di lotta disperata, un’improvvisa raffica fece sbandare il traghetto, rompendo le funi che tenevano fermi i camion. Il carico si spostò, sbilanciando ulteriormente la nave. Alle 4:30 venne dato l’ordine di evacuazione, seguito dieci minuti dopo dal “mayday”. Ma era troppo tardi. Alle 5:12, il “Heweliusz” era capovolto, a poche miglia dalla costa. Le acque del Mar Baltico erano gelide, appena 2 gradi. Molti di coloro che riuscirono a raggiungere l’esterno morirono di ipotermia in attesa dei soccorsi. Le operazioni di salvataggio furono lente e complicate da problemi di comunicazione e dalle condizioni meteo proibitive.

Soccorsi ritardati e errori fatali
A rendere ancora più tragica la situazione, ci furono errori anche durante i soccorsi. Equipaggi di navi che si limitarono a gettare reti senza fornire assistenza adeguata, zattere capovolte a causa di manovre errate. Ogni errore costò vite umane.L’affondamento del “Heweliusz” scosse profondamente la Polonia. Venne istituita una commissione d’inchiesta, ma i risultati furono controversi. La colpa venne attribuita sia all’armatore che al comandante, ma l’inchiesta non convinse i familiari delle vittime. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo riconobbe l’iniquità del processo, ma i risarcimenti concessi alle famiglie furono considerati irrisori: appena 4.600 euro.
Oggi, il relitto del “Heweliusz” giace a 27 metri di profondità, un monumento silenzioso a una tragedia che non deve essere dimenticata. La miniserie di Netflix, “Il disastro dell’Heweliusz”, è un’occasione per ricordare le vittime e riflettere sulle cause di una delle peggiori catastrofi marittime della storia polacca.


