Sequestrato il “Wild Thing” di Furio Benussi per evasione fiscale

Il celebre “Wild Thing”, maxi yacht di 100 piedi con il quale il velista Furio Benussi ha conquistato tanti successi in Italia e all’estero, il 5 febbraio è stato posto sotto sequestro  per evasione fiscale.

Evasione fiscale per una cifra pari a 600.000 euro. Ossia un mancato versamento dell’Iva quando è stata importata la barca. Con questa accusa la Guardia di Finanza, su indicazione della Procura della Repubblica Europea di Venezia, lo scorso 5 febbraio ha posto sotto sequestro “Wild Thing”, la barca da regata del noto velista Furio Benussi, suo ex proprietario e rappresentante attuale

Lo scafo è molto conosciuto nella comunità di velisti italiani per aver collezionato, proprio grazie al team di Benussi “Fast and Furio Sailing Team”, tanti successi in diverse competizioni internazionali, tra cui ben tre vittorie nella storica regata “Barcolana” di Trieste.

Photo credits: GdV.

Il contenzioso legato a una legge comunitaria

La notizia del sequestro di “Wild Thing” ha destato molto scalpore nell’ambiente triestino e non solo. Furio Benussi ha già dichiarato tramite i suoi legali l’intenzione di presentare  ricorso contro la decisione del tribunale veneziano. L’avvocato del velista, Piero Fornasaro de Manzini, ha inoltre chiarito che il contenzioso riguarda la presunta mancanza di pagamento dell’Iva all’atto dell’ingresso della barca in acque comunitarie.

Secondo la legge italiana, infatti se un’imbarcazione rimane nel territorio europeo per più di 18 mesi, diviene soggetta al pagamento dell’imposta che nel caso specifico ammonta a 600.000 euro. Sembra tuttavia che l’intera vicenda sia più complessa, visto che lo yacht era stato considerato un relitto, dopo un naufragio avvenuto nel 2014 nelle acque dell’isola di Minorca, alle Baleari (Spagna).

Wild Thing
Photo credits: Daniele Furlan.

“Wild Thing”, un 100 piedi plurivittorioso

“Wild Thing” è un’imbarcazione di 100 piedi, riconosciuta per le sue ottime prestazioni veliche. Negli ultimi anni ha conquistato numerosi trofei in prestigiose regate internazionali oltre ad essersi aggiudicata ben tre edizioni della Barcolana. Al momento, la barca che appartiene alla società australiana BC39, si trova nel Marina di Monfalcone per i lavori di manutenzione, in vista della prossima stagione agonistica, programmata nei primi aprile.

Nel frattempo il “Fast e Furio Sailing Team” ha dichiarato in un comunicato: “Il nostro team esprime il proprio dispiacere e sconcerto per la vicenda che ha coinvolto il maxi yacht Wild Thing, di proprietà della società australiana BC39. Il Fast and Furio Sailing Team ha sempre operato nella massima correttezza e trasparenza; sin da subito ha offerto piena collaborazione alle autorità competenti, ed è fiducioso che il suo operato possa chiarire al più presto la questione che lo ha visto coinvolto”.

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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