L’azienda italiana Mitek ha appena presentato il “Revolve”, un motore entrofuoribordo elettrico che combina praticità e design innovativo. Con il suo brevetto unico e la sua versatilità, il nuovo propulsore promette di semplificare la vita dei diportisti, in particolare per l’uso sui tender.
Nel mondo della nautica è l’innovazione a dettare le leggi del mercato. L’ultimo gioiello tecnologico a prendere la ribalta si chiama “Revolve”, un entrofuoribordo elettrico che al momento sta catturando l’attenzione degli appassionati ed esperti del settore.
Prodotto dall’azienda italiana Mitek, con sede a Ravenna, il “Revolve” si presenta come una soluzione geniale per chi cerca praticità e efficienza nella propulsione delle piccole imbarcazioni, come tender e natanti.

Un design intelligente per ridurre l’ingombro
Ma cosa rende il Revolve così speciale? Innanzitutto, il suo design innovativo. Uno dei difetti dei classici fuoribordo è che si devono montare e smontare sullo specchio di poppa ogni volta che si usa la barca. Il “Revolve” elimina il fastidio e s’installa direttamente sullo specchio di poppa. Poi, una volta posizionato, può rimanere comodamente lì. Quando non si usa infatti con la semplice pressione di un pulsante, il motore può ruotare su sé stesso, riducendo drasticamente l’ingombro e occupando solo lo spazio dello specchio di poppa.
Per i proprietari di tender e natanti, il “Revolve” rappresenta una vera e propria novità e semplifica molto il varo della barca. Sia il tender o il natante sia tenuto a bordo di un’imbarcazione più grande oppure stivato in un garage o in un giardino, il propulsore semplifica notevolmente la sua gestione, rendendo l’esperienza nautica più piacevole e meno faticosa.
Diverse opzioni di potenza da scegliere
Al momento la Mitek offre ai diportisti diverse opzioni di potenza, che vanno dai 6 ai 20 CV equivalenti, permettendo agli utenti di scegliere la configurazione più adatta alle proprie esigenze. E non è tutto: il “Revolve” può anche essere utilizzato in combinazione con altri motori tradizionali endotermici per creare sistemi di propulsione ibrida, aprendo in questo modo nuove possibilità nel settore della navigazione ecosostenibile.
