Record: vive 120 giorni in una capsula sommersa nel mare

L’ingegnere aerospaziale tedesco Rudiger Koch lo scorso 25 gennaio ha stabilito il nuovo record mondiale per il periodo più lungo trascorso sott’acqua. Ha resistito per 120 giorni all’interno di una capsula marina nel Mar dei Caraibi.

Record Rudiger Koch.Che la vita sul mare abbia enormi benefici è ampiamente risaputo: gli orizzonti infiniti, l’aria salmastra, i riflessi del sole sulla pelle e quel profondo senso di libertà sono sensazioni che chiunque può assaporare in una giornata in barca o anche semplicemente sdraiati su una spiaggia. Ma sotto al mare, negli abissi e circondati dall’oscurità, quali sono gli effetti sull’uomo a lungo termine?

A queste domande cercano di rispondere imprese come quella che recentemente ha portato a termine l’ingegnere aerospaziale Rudiger Koch che ha vissuto per ben 120 giorni in una capsula immersa nel Mar dei Caraibi stabilendo il nuovo record mondiale per il periodo più lungo trascorso sott’acqua da un essere umano senza depressurizzazione.

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Rudiger Koch
Photo credits: Martin Bernetti/AFP.

Uno spazio ristretto, un letto e un libro da leggere

Cinquantadue anni, di nazionalità tedesca e impegnato da sempre nella ricerca sulla vita negli abissi, Rudiger Koch è rimasto per 4 mesi al largo di Puerto Lindo, nella costa settentrionale di Panama, in una capsula marina fissata a una profondità di 11 metri. In quello spazio grande una trentina di metri quadrati aveva soltanto un letto, un wc con lavandino e un computer dotato di connessione internet. Attraverso una stretta scala a chiocciola collegata alla superficie riceveva i pasti e, periodicamente, anche la visita di un medico col compito di monitorare il suo stato di salute fisico e mentale.

Unico lusso e probabilmente fonte di motivazione una copia del capolavoro letterario di Giulio Verne “20mila lega sotto i mari” da leggere alla luce fornita da alcuni pannelli solari esposti in superficie.

Rudiger Koch
Photo credits: Getty Images.

Là sotto il mare splende di luce propria

E allora com’è davvero vivere così a lungo circondati dall’acqua? “È stata una grande avventura – ha spiegato Koch il 25 gennaio, alla fine della prova – mi sono divertito molto durante il mio soggiorno. Il momento più bello è quando la luce solare si attenua e il mare risplende di una luminosità propria. È una sensazione impossibile da descrivere, bisogna sperimentarla di persona”.

Quando l’uomo è tornato in superficie tra gli applausi dei collaboratori e del pubblico ha festeggiato con una bottiglia di champagne e un sigaro caraibico. Una giuria del Guinness World Records ha certificato il nuovo primato mondiale precedentemente stabilito dall’americano Joseph Dituri che aveva vissuto in una simile capsula immersa al largo della Florida per 100 giorni.

L’impresa dell’ingegnere Rudiger Koch non ha solo un valore scientifico e sportivo. Il suo soggiorno è la dimostrazione scientifica che il mare è un ambiente vitale per l’uomo. I rilievi eseguiti dal medico, hanno dimostrato che vivere sott’acqua migliora il colesterolo, regola la pressione e combatte le infiammazioni. “Dobbiamo cambiare – ha dichiarato ancora Kock– il modo in cui guardiamo al futuro dell’umanità. La vita sott’acqua potrebbe essere un’alternativa valida”.

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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