Record mondiale di apnea sotto al ghiaccio per Valentina Cafolla

L’atleta italo-croata Valentina Cafolla, 27 anni, lo scorso 24 febbraio ha battuto il record di apnea sotto al ghiaccio nuotando per 140 metri nel lago di Anterselva (Bolzano).

Quella dell’apnea è una disciplina molto affascinante, una delle poche in cui il contatto con la natura è totale, autentico e privo di orpelli. Solo l’uomo, il suo respiro e la voglia di immergersi negli abissi. Una passione che non a caso accomuna migliaia di praticanti, uomini e donne, in tutto il mondo. Discorso a parte sono invece le gare e i tentativi di record. Scendere al massimo della profondità e rimanere senza respirare per diversi minuti non è roba per tutti. È uno sport estremo e come tale richiede anni di preparazione, oltre che una vocazione speciale per il rischio.

Una specialità molto particolare di queste gare di immersioni è quella che svolge sotto il ghiaccio. In questo caso gli atleti sfruttano le proprie doti di apneisti per calarsi in acque ghiacciate o anche ricoperte di uno strato spesso di ghiaccio e tentano di percorre la massima distanza possibile. Un’esperta di questa disciplina è l’atleta italo-croata, Valentina Cafolla, che lo scorso 24 febbraio nel lago di Anterselva (Bolzano) ha battuto il record di 140 metri conquistando il titolo mondiale.

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Valentina Cafolla

In apnea tra i ghiacci: acqua a 2 gradi

In pratica Valentina, 27 anni, ha nuotato in apnea sotto uno spesso strato di ghiaccio con una monopinna per ben 140 metri. Già nel 2017, aveva conquistato il primato mondiale nella prima specialità riconosciuta dalla Cmas (Confederazione Mondiale Attività Subacquee) nuotando sotto il ghiaccio per 125 metri. Primato che le era stato strappato, per un solo metro, dalla giapponese Yasuko Ozeki.

Tra le difficoltà di questi record c’è quella di nuotare con basse temperature. Al momento del suo exploit Valentina Cafolla indossava una muta in neoprene di 5 millimetri per combattere il freddo del lago di Anterselva che registrava 2 gradi di temperatura. Lo stesso lago inoltre si trova a 1.650 metri di altitudine, quindi un altro problema era il minore ossigeno a disposizione.

Valentina Cafolla

Una sfida di cuore, polmoni e cervello

La sfida più grande di questa disciplina è tuttavia la tenuta mentale. In acqua, con poca luce e sulla testa un tetto di ghiaccio, non si hanno vie di fuga tranne i pochi varchi d’emergenza lungo il percorso. Valentina per battere il record mondiale è rimasta in acqua in apnea per un minuto e 45 secondi, riuscendo a rallentare il proprio ritmo cardiaco a 50 battiti al minuto.

Per riuscirci si è allenata fin da piccola nuotando nelle grotte marine, superando l’angoscia per la poca luce e l’oppressione di avere un “muro scuro” sulla propria testa.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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