Il MASE promuove ufficialmente il consorzio come punto di riferimento nazionale per la gestione dei segnali di soccorso a fine vita. Grazie a un sistema circolare, lo smaltimento diventa semplice, gratuito per l’utente finale e finalmente sostenibile.
Il panorama della nautica da diporto italiana segna un punto di svolta fondamentale sul fronte della gestione dei rifiuti pericolosi, come i razzi scaduti. Con il recente decreto ministeriale n. 32 del 2 febbraio 2026, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha conferito l’investitura ufficiale al CoGePir, elevandolo a sistema nazionale d’eccellenza per la gestione dell’intero ciclo di vita degli articoli pirotecnici.
Non si tratta solo di una formalità burocratica, ma del riconoscimento di un modello operativo capace di gestire la raccolta, il trasferimento e la definitiva neutralizzazione di razzi a paracadute, fuochi a mano e segnali fumogeni che hanno ormai esaurito la loro validità.
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La formula dell’uno contro uno: come funziona
Per il diportista, la procedura è studiata per essere fluida e priva di intoppi. Il meccanismo ricalca il consolidato principio dell'”uno contro uno”: al momento del rinnovo delle dotazioni di sicurezza, basta consegnare i dispositivi obsoleti al proprio rivenditore di fiducia contestualmente all’acquisto dei nuovi. Da quel momento in poi, l’onere della logistica e della distruzione legale ricade interamente sul consorzio.
Sotto il profilo economico, non è previsto alcun esborso immediato in banchina o in negozio: il servizio è già coperto da un contributo ambientale integrato nel prezzo d’acquisto, seguendo la stessa filosofia virtuosa che regola da anni il riciclo di pneumatici, lubrificanti e apparecchiature elettroniche.

Una rete capillare su tutto il territorio
Cosa succede, però, se ci si trova tra le mani del materiale esplodente senza dover necessariamente procedere a un nuovo acquisto? Si pensi ai casi di cessione di un’imbarcazione o al ritrovamento di vecchi kit in un gavone dimenticato. Il CoGePir ha previsto anche queste evenienze, tessendo una rete logistica che copre ogni regione d’Italia con almeno un deposito convenzionato specializzato in materiali esplodenti.
Inoltre, alcuni punti vendita selezionati, dotati di specifiche licenze di pubblica sicurezza, sono autorizzati a gestire ritiri straordinari. Per attivare questa procedura fuori standard, l’utente può interfacciarsi direttamente con il Consorzio tramite i canali digitali ufficiali.

Legalità e tracciabilità: i paletti del sistema
Il Consorzio tiene tuttavia a precisare che il sistema non è un “passaporto per l’illegalità”. La filiera è rigorosamente riservata a chi opera nel solco delle norme vigenti. I canali di smaltimento sono accessibili solo per prodotti regolarmente immessi sul mercato da produttori o importatori associati, che versano regolarmente l’IVA e il contributo ambientale.
Restano categoricamente esclusi dal servizio gli articoli acquistati online — pratica che spesso sconfina nell’illecito penale secondo le norme del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza) — o provenienti dal mercato nero. Il messaggio è chiaro: la tutela dell’ambiente e la sicurezza dei mari passano inevitabilmente attraverso la legalità dell’acquisto.
