Quando è il momento di sostituire le sartie?

quando sostituire sartie

Quando sostituire le sartie?” è una delle domande che più frequentemente ronzano nella testa di ogni armatore attento alla propria barca a vela. Non è una questione banale: il sartiame fisso – l’insieme di cavi metallici o tessili, composto da sartie, stralli e paterazzo – è letteralmente lo scheletro che sostiene l’albero, il motore immobile che permette alle vele di trasformare il vento in movimento.

Sottovalutarne lo stato di salute significa non solo compromettere le prestazioni della barca, ma soprattutto mettere a rischio la sicurezza dell’intero equipaggio. In questo articolo, cercheremo di guidarti attraverso l’identificazione dei segnali di usura, le tempistiche consigliate per la sostituzione, i fattori che influenzano la longevità del tuo rigging e fornendo anche una panoramica realistica sul costo sostituzione sartiame, per aiutarti a navigare più informato e sicuro.

Quando cambiare sartiame?

Prima di addentrarci nelle tempistiche, facciamo un passo indietro: cos’è esattamente il sartiame fisso? Parliamo di quell’insieme di cavi (generalmente in acciaio inox, ma anche in altri materiali come vedremo) che collegano l’albero allo scafo, sostenendolo verticalmente e contrastando le enormi forze esercitate dalle vele e dal movimento della barca tra le onde. Le sartie sono i cavi laterali (alte, medie, basse, volanti), lo strallo è quello che da prua sostiene l’albero verso poppa (su cui spesso si inferisce il genoa o si monta un avvolgifiocco), e il paterazzo è quello che da poppa lo sostiene verso prua, la cui tensione è spesso regolabile per modificare la forma della randa e la catenaria dello strallo. L’integrità di questo sistema è semplicemente vitale.

Ma allora, quando cambiare sartiame? Spesso si sente parlare di una regola empirica, una sorta di “data di scadenza” fissata intorno ai 10-15 anni di vita. Sebbene questo intervallo temporale sia un utile punto di partenza per iniziare a considerare seriamente una sostituzione sartie, è fondamentale sottolineare che si tratta solo di un’indicazione generica e non di una legge scolpita nella pietra. La vita utile reale del sartiame può variare enormemente in base a una serie di fattori cruciali che ogni armatore dovrebbe conoscere. Pensare di essere “a posto” solo perché non sono ancora trascorsi 10 anni dall’ultima sostituzione, senza mai effettuare controlli approfonditi, è un errore potenzialmente pericoloso. Vediamo quindi quali sono i principali elementi che determinano quanto a lungo il nostro sartiame potrà svolgere il suo lavoro in sicurezza: materiale e la tipologia di sartiame, l’intensità di uso della barca e le condizioni ambientali a cui sono state sottoposte le sartie e la manutenzione periodica.

Sartiame spiroidale, in tondino e il sartiame tessile

Il sartiame spiroidale in acciaio inox (tipicamente 1×19, ovvero 1 trefolo composto da 19 fili) è il più diffuso su barche da crociera per il suo buon compromesso tra costo, durata e resistenza. Ha il vantaggio che i segni di usura, come i fili rotti, sono spesso visibili a occhio nudo. Questo tipo di sartia ha una durata media tra i 10 e 15 anni a seconda ovviamente del tipo di sforzo che ha sostenuto. Il sartiame in tondino (rod rigging), sempre in acciaio inox ma costituito da barre piene, offre prestazioni superiori in termini di minor allungamento e diametro ridotto a parità di carico di rottura, ed è comune su barche più performanti o da regata. Tuttavia, l’usura per fatica nel rod è meno visibile e può portare a rotture improvvise se non monitorato con tecniche specifiche (es. ultrasuoni) o sostituito preventivamente. La sartia in tondino ha per questo una durata inferiore che non supera gli 8 anni. Il sartiame tessile, come quello in PBO, Dyneema®, o Kevlar®, è leggerissimo e performante, ma con costi piuttosto elevati e una sensibilità maggiore ai raggi UV e all’abrasione, che richiede protocolli di ispezione e sostituzione specifici.

Quanto usi la tua barca a vela e in quali condizioni?

Una barca utilizzata solo per tranquille uscite domenicali sotto costa subirà sollecitazioni ben diverse rispetto a una che affronta regolarmente lunghe traversate oceaniche o partecipa a regate combattute. Le sollecitazioni cicliche (carico e scarico continuo), i carichi impulsivi dovuti alle onde e al vento forte, e le ore totali di navigazione “sotto stress” contribuiscono significativamente all’invecchiamento e all’affaticamento del materiale del rigging. Una barca da crociera d’altura o da regata richiederà probabilmente la sostituzione delle sartie più frequentemente rispetto a una utilizzata solo per brevi crociere estive.

La manutenzione del sartiame

La manutenzione periodica delle sartie consiste in controlli regolari, pulizia dal sale, verifica della tensione e degli arridatoi possono prolungarne significativamente la vita utile. Ad esempio, prima di mettere la barca in acqua dopo i mesi invernali di inutilizzo, è bene fare una buona ispezione e una profonda pulizia di tutto il rigging, per evitare che sporco accumulato, soprattutto nelle impiombature, ed eventuali formazioni di alghe contribuiscano al danneggiamento precoce delle sartie.

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Sartie di bordo: tipologie, punti critici e controlli
Sartiame: quale materiale scegliere?

Sostituire le sartie: riconoscere i segnali di usura

Se la regola dei 10-15 anni è solo indicativa, come facciamo a capire concretamente quando è arrivato il momento di sostituire le sartie? La risposta sta nell’ispezione attenta e regolare. Questo controllo non è un optional, ma una pratica fondamentale di buona marineria, un vero e proprio “check-up” essenziale per la salute della nostra barca. Non bisogna essere necessariamente dei rigger professionisti per individuare i segnali più comuni, ma serve metodo, attenzione ai dettagli e la volontà di “guardare da vicino”. Si consiglia di effettuare un’ispezione approfondita almeno una volta all’anno, magari durante il rimessaggio invernale o prima della stagione estiva. Questo controllo dovrebbe includere ogni singolo componente del sartiame fisso, dalla testa d’albero fino agli attacchi in coperta. Inoltre, è buona norma effettuare controlli visivi più rapidi prima di ogni uscita impegnativa o dopo aver navigato in condizioni particolarmente dure. Cosa dobbiamo cercare esattamente durante queste ispezioni? Ecco i principali campanelli d’allarme da non sottovalutare:

Controllo impiombature e giunzioni

Nel sartiame spiroidale (1×19), fai particolarmente attenzione alle impiombature, il punto cioè in cui i cavi vengono pressati all’interno di un manicotto, alle giunzioni con i terminali della sartia e degli stralli. È fondamentale che le impiombature siano in perfetto stato altrimenti si rischia una riduzione dei carichi di rottura e la conseguente breve durata del metallo. A causa di questi problemi, si verifica il ristagno dell’acqua salata che comporta i relativi fenomeni di corrosione. Per la stessa ragione è vitale fare un controllo periodico anche dei terminali e di tutte le giunzioni.

Fili rotti o sfilacciati

La rottura di singoli fili è uno dei segnali più evidenti. Passa una mano (con un guanto protettivo o uno straccio per evitare tagli!) lungo tutta la lunghezza del cavo: sentirai i fili spezzati che sporgono, i cosiddetti “ricci” o “barbette”. Anche un solo filo rotto è un segnale che il cavo sta iniziando a cedere e va investigato. Presta particolare attenzione alle zone vicino ai terminali, sia superiori che inferiori, dove lo stress è maggiore.

Corrosione e ruggine

Cerca segni, colature o macchie di ruggine. La ruggine superficiale può essere normale e spesso si pulisce, ma la corrosione più profonda o quella che si insinua sotto i terminali, è un segnale molto più preoccupante, indice di un indebolimento strutturale. Ispeziona meticolosamente l’area di contatto tra il cavo e il terminale.

Deformazioni del cavo

Verifica che il cavo non presenti pieghe anomale, ammaccature, o restringimenti ad esempio a collo di bottiglia. Queste deformazioni possono essere causate da sovraccarichi, impatti o installazioni errate e indicano un punto di potenziale debolezza.

Crepe o segni di stress sui terminali

I terminali sono i punti di connessione tra il cavo e l’albero o la coperta, e sono aree critiche. Esamina attentamente i terminali pressati (swaged), quelli a testa fusa (tipo Navtec) o quelli meccanici (tipo Norseman o Sta-Lok) alla ricerca di micro-crepe, specialmente nelle zone di maggior stress. Anche leggere deformazioni del corpo del terminale possono essere un segnale di problemi.

Gioco o movimento anomalo nei terminali

Prova a muovere leggermente il cavo all’interno del terminale. Non dovrebbe esserci gioco apprezzabile. Un movimento eccessivo può indicare un problema nella pressatura o nell’assemblaggio del terminale. Verifica anche che i perni che fissano i terminali agli attacchi sull’albero o in coperta siano integri, dritti e bloccati correttamente con coppiglie o anelli adeguati.

Come tendere le sartie e il controllo degli arridatoi

Durante l’ispezione del sartiame, una parte fondamentale del sistema da non trascurare sono gli arridatoi (o tenditori), ovvero quei dispositivi meccanici, solitamente a vite, che permettono di regolare la tensione delle sartie e del paterazzo. Un controllo accurato degli arridatoi è importante quanto quello dei cavi e dei terminali. Verifica dunque che non presentino crepe nel corpo o nelle filettature, cercate segni di corrosione o grippaggio. Infine, prova a farli ruotare (dopo aver allentato i controdadi o rimosso le coppiglie di sicurezza), dovrebbero girare in modo relativamente fluido. Se un arridatoio è bloccato, eccessivamente duro da regolare o mostra segni evidenti di usura o deformazione, va considerato per la sostituzione.

È importante notare che la corretta tensione del sartiame è cruciale non solo per le prestazioni della barca ma anche per la longevità del rigging stesso. Un sartiame troppo lasco permette all’albero di “pompare” e sottopone i cavi e i terminali a inutili shock e fatica. Al contrario, una tensione eccessiva può sovraccaricare la struttura. La regolazione fine della tensione delle sartie è un’operazione che richiede una certa sensibilità e conoscenza, spesso oggetto di articoli specifici o dell’intervento di un professionista.

Si possono cambiare le sartie senza disalberare?

Affrontiamo ora una questione pratica che molti armatori si pongono, spesso nella speranza di ridurre i costi e la complessità dell’operazione: è possibile cambiare sartie senza disalberare? La risposta breve è: tecnicamente sì, in alcuni casi specifici e con molta cautela, ma è fortemente sconsigliato come procedura standard per una sostituzione completa del sartiame. La sostituzione sartie è senza dubbio un lavoro critico per la sicurezza della barca. Per questo motivo, è quasi sempre raccomandabile affidarsi a un rigger professionista, che possiede l’esperienza, gli strumenti e le conoscenze necessarie per eseguire il lavoro a regola d’arte, garantendo la corretta scelta dei materiali, il dimensionamento adeguato, la qualità dei terminali e la corretta tensione finale del rigging. L’idea di sostituire una sartia alla volta, utilizzando le drizze (adeguatamente rinviate e tesate) per sostenere temporaneamente l’albero, può sembrare allettante. Tuttavia, questa pratica presenta diversi svantaggi e rischi:

  • ispezione limitata: non permette un’ispezione completa e approfondita dell’albero stesso, in particolare degli attacchi delle sartie, della testa d’albero, delle pulegge delle drizze, del passaggio dei cavi elettrici interni e di eventuali segni di corrosione nascosti.
  • difficoltà operative: lavorare in quota sull’albero innalzato è più scomodo, più lento e potenzialmente più pericoloso rispetto a lavorare sull’albero a terra.
  • sostituzione parziale: spesso, quando una sartia mostra segni di usura tali da richiederne la sostituzione, è probabile che anche le altre, essendo coetanee e soggette a stress simili, siano vicine al limite della loro vita utile. Sostituirne solo una potrebbe essere una falsa economia.

Il disalberamento, sebbene comporti costi aggiuntivi per la gru e le operazioni a terra, offre vantaggi inestimabili. Permette di esaminare ogni centimetro dell’albero e del sartiame, inclusi punti altrimenti inaccessibili e consente al rigger di lavorare in condizioni ottimali, migliorando la qualità e l’accuratezza dell’installazione.

Leggi anche: Rigging: ecco come scegliere i terminali del sartiame

Quanto costa sostituire il sartiame?

Arriviamo infine a un tasto spesso dolente ma ineludibile: i costi. Sapere quanto costa sostituire il sartiame è fondamentale per poter pianificare correttamente la manutenzione straordinaria della propria barca. È importante affrontare questo aspetto con realismo: la sostituzione del rigging rappresenta un investimento significativo, ma assolutamente necessario per garantire la sicurezza e mantenere il valore dell’imbarcazione.

Il costo sostituzione sartiame non è una cifra fissa, ma varia considerevolmente in base a numerosi fattori. I costi maggiori riguardano le operazioni di disalberamento. Bisogna mettere in conto i costi del noleggio della gru, le ore di manodopera necessarie per le operazioni di messa a terra e successivo rialberamento, e potenzialmente i costi di sosta a terra in cantiere. Per questo ti suggeriamo di raccogliere più preventivi e di scegliere il cantiere che meglio può servire la tua barca a vela.

Ora che abbiamo esplorato insieme i vari aspetti legati alla domanda cruciale di quando sostituire le sartie hai tutte le informazioni che ti servono per valutare il tuo rigging e prendere la decisone giusta. Non esiste una risposta univoca basata solo sugli anni, ma la chiave risiede nell’osservazione attenta, nell’ispezione regolare e nella capacità di riconoscere i segnali d’allarme che il nostro sartiame ci invia. Ricorda che la manutenzione proattiva è la tua la migliore alleata per la sicurezza in mare: prenditi cura del tuo sartiame e visita la nostra sezione dedicata al rigging!

 

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