Pogo 33, la rivoluzione semi-scow che accende la voglia di navigare veloce

Il rinomato cantiere bretone firma un 10 metri sportivo capace di fondere l’anima spinta delle regate oceaniche con il comfort indispensabile per le vacanze in famiglia.

L’evoluzione dell’architettura navale non accenna a fermarsi e il segmento dei fast cruiser accoglie un nuovo, attesissimo protagonista. Pogo Structures, eccellenza francese rinomata per le sue imbarcazioni ad alte prestazioni, arricchisce la propria flotta svelando il Pogo 33. Dopo i successi ottenuti con il Pogo RC e il maestoso 50², la matita dei progettisti torna a tracciare le linee di un 10,26 metri pronto a fare da ponte tra competizione pura e diporto sportivo.

L’elemento distintivo risiede nell’adozione di una carena semi-scow, un concetto preso in prestito dalle classi oceaniche più blasonate come i Mini 6.50, i Class40 e gli imponenti IMOCA, ma qui rivisitato con volumi di prua meno estremi e perfettamente calibrati per la crociera.

Un progetto a quattro mani firmato da maestri del design

Dietro le linee d’acqua del Pogo 33 si cela la sinergia di due firme illustri dell’architettura nautica: Bernard Nivelt e Sam Manuard. La sfida non era banale: trasferire l’efficienza idrodinamica e la stabilità formale tipica delle barche da regata su uno scafo da crociera senza snaturarne la sicurezza o la conducibilità.

Tanguy Bouroullec, co-direttore del cantiere, descrive l’imbarcazione come la risposta definitiva per chi non vuole rinunciare all’ebbrezza della velocità e al piacere del timone, pur desiderando una struttura solida, stabile e comoda per uscite a lungo raggio. Nasce così un autentico racer-cruiser moderno, concepito anche per ben figurare nei compensi delle regate IRC.

Sottocoperta: minimalismo funzionale e massima vivibilità

Rispetto al fratello maggiore da regata pura (il Pogo RC), la vera magia del Pogo 33 risiede nel totale ripensamento della coperta e degli spazi interni. Paul Bouroullec sottolinea come l’intero layout sia stato sviluppato per offrire volumi generosi e tanta luce naturale. All’esterno, il pozzetto protetto regala ergonomia sia alle manovre che ai momenti di relax all’ancora. All’interno, la disposizione ergonomica propone una cabina matrimoniale a prua, un secondo ambiente letto a poppa e cuccette aggiuntive nel quadrato.

Non mancano un bagno ben organizzato con WC, un blocco cucina completo di lavello e forno, un pratico tavolo da carteggio e un generoso gavone tecnico per l’attrezzatura. Tutto è pensato nello stile sobrio, solido ed essenziale che da sempre caratterizza il marchio bretone.

Chiglia fissa o mobile: ad ognuno la sua rotta

Per adattarsi ai diversi programmi di navigazione dei velisti, il Pogo 33 sarà proposto in due varianti d’appendice che mantengono inalterati layout e piano di coperta. Chi punta alle massime prestazioni e desidera ottimizzare il rating per le regate IRC potrà optare per la versione a chiglia fissa con un pescaggio di 1,95 metri, leggera e reattiva. Chi invece ama esplorare calette dal basso fondale e cerca la massima flessibilità nei trasferimenti troverà la risposta ideale nella versione a chiglia retrattile, capace di ridurre il pescaggio a soli 1,15 metri.

Di serie l’armo prevede un albero in alluminio, ma i diportisti più esigenti potranno attingere alla lista optional e scegliere un rig in carbonio per abbassare ulteriormente il centro di gravità.

Appuntamento al 2027

L’attesa per vedere il primo esemplare toccare l’acqua è già altissima tra gli appassionati di vela ad alte prestazioni. Il varo del primo scafo è programmato per l’inizio dell’estate del 2027, momento in cui questo nuovo 10 metri promette di ridefinire gli standard della categoria.

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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