Perché il teak naturale sta scomparendo a bordo delle barche

Una volta era il segno distintivo di ogni yacht, ma oggi il teak naturale è in via di estinzione e coltivato in piantagioni intensive che ne compromettono la qualità, oltre a essere protagonista di traffici illegali in tutto il mondo per soddisfare le richieste di armatori e cantieri.

Per molti proprietari di yachts, ma anche per gli equipaggi che li accompagnano in giro per mari e oceani, la sostenibilità di bordo sta diventando sempre più importante. Quando parliamo di sostenibilità, in realtà facciamo riferimento a molti elementi diversi: la nostra salute, la durata dei materiali, la loro qualità, l’approvvigionamento, lo smaltimento, ma anche i costi globali di produzione di determinati attrezzature o suppellettili che troviamo sulle barche.

Tra i materiali che riguardano la sostenibilità dell’andar per mare c’è sicuramente il teak naturale, da sempre sinonimo di yachts, eleganza e doti marine. Purtroppo questo tipo di legno di alta qualità è ormai diventato una specie minacciata. In origine era reperibile in soli quattro paesi, India, Myanmar, Thailandia e Laos, in dense foreste, ma ormai questi grandi e bellissimi alberi si sono degradati a tal punto e ridotti così rapidamente che esistono solo in Myanmar e in misura minore in India.

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Teak naturale

Il teak di oggi proviene da piantagioni intensive

La maggior parte del teak presente oggi sul mercato non proviene da foreste vere e proprie, ma da piantagioni governative regolamentate e intensive, quindi è considerato in qualche modo rinnovabile. Ma la sua qualità è molto inferiore alla sua versione naturale i cui alberi impiegano da 80 a 100 anni per raggiungere la piena maturità. Più velocemente cresce, meno solidi sono i suoi grani. Il teak naturale è sempre stato usato a bordo degli yachts per le sue eccellenti caratteristiche di resistenza e solidità. Quando però viene spinto a crescere più velocemente di quanto dovrebbe, in realtà è molto meno resistente. Questo non vuol dire che il teak naturale più robusto e durevole non sia più disponibile. Lo è, ma l’industria è piena di corruzione, conflitti etnici e abusi dei diritti umani.

Nel febbraio 2019, l’Environmental Investigation Agency (EIA) con sede a Londra ha pubblicato un’indagine sotto copertura di due anni nell’industria del teak birmano, gettando luce sui traffici illegali dell’ormai defunto Cheng Pui Chee (noto in Thailandia come Chetta Apipatana). Spesso indicato come “presidente ombra”, Chee ha corrotto e cospirato con alti ufficiali militari e governativi in Myanmar per stabilire un commercio fraudolento dei migliori tronchi di teak naturale del paese.

Teak naturale

Teak oggetto di traffici illegali internazionali

È un racket semplice e molto redditizio. Una volta raggiunte le quote di disboscamento, le più alte qualità di teak dovrebbero essere inviate alla Myanmar Timber Enterprise, di proprietà statale, per essere messe all’asta. Invece, questi tronchi pregiati sono stati appositamente classificati come scarsi e incanalati illegalmente in mani private, privando il paese e i suoi cittadini di decine di milioni di dollari all’anno, mentre pochi selezionati sono diventati molto ricchi. Il teak birmano è molto ambito per la sua grande durezza, la resistenza alla putrefazione e l’alto contenuto di olio naturale, che lo rende estremamente durevole in ambienti marittimi. Il rapporto ha scoperto che la maggior parte del legname illegale del Myanmar è stato esportato in Cina, India e Thailandia, ma grandi quantità sono state trafficate anche in Italia, Europa e negli Stati Uniti per essere utilizzate nell’industria nautica.

La tesi di fondo dell’inchiesta è che il commercio di teak del Myanmar è effettivamente un’impresa criminale e tutte le esportazioni di teak verso l’Europa non sono in grado di rispettare il regolamento dell’Unione Europea sul legname. Insomma se avete del teak birmano sul vostro yacht, allora è probabile che stiate navigando su merce rubata.

Teak naturale

Il mercato nero del legno naturale

Anche se il teak è di gran lunga il legno più comunemente usato nella nautica da diporto, non è l’unico con problemi di sostenibilità. Altri legni provenienti dalle foreste tropicali, specialmente le foreste pluviali, rappresentano una grande preoccupazione tra gli scienziati e gli ambientalisti. Si tratta di legni come il noce e il ciliegio brasiliano, l’okoumé per il compensato marino, il mogano e il palissandro. Quest’ultimo è ora il prodotto più trafficato sia per valore che per volume sul pianeta: vale “più dell’avorio e del corno di rinoceronte messi insieme.

Resistente e molto denso, il palissandro è apprezzato per il suo aroma fragrante e per le ricche tonalità arancioni, rosse e marroni con belle striature scure. È più comunemente usato per fare strumenti musicali, così come mobili di lusso, ma sempre più spesso iene usato anche per gli yachts.

Teak naturale

Alternative sostenibili al teak naturale

Esiste tuttavia un’ampia gamma di alternative sostenibili ai legni duri tropicali, come il teak o il palissandro. Parliamo per esempio della la quercia bianca americana, l’acero, il faggio e il bambù che sono sempre più utilizzati da progettisti navali e yachts designer in forme più naturali e strutturate. Un’altra opzione valida può essere il legno di recupero: recentemente sullo M/Y Solo la sauna di bordo è stata completamente allestita utilizzando le tavole provenienti da un castello medievale finlandese in rovina. Gli stessi legni artificiali sostenibili e dall’aspetto naturale stanno cominciando a superare le loro controparti naturali a bordo delle barche. Il teak ingegnerizzato può anche imitare le calde tonalità e le ricche venature del teak naturale con altre tavole di legni non a rischio estinzione.

Fatti da una gamma di prodotti derivati, questi materiali ingegnerizzati sono compressi insieme con adesivi, hanno finiture atossiche a base d’acqua per un ambiente più sano, non si ammaccano o graffiano facilmente come il legno e hanno meno probabilità di deformarsi. Inoltre sono prodotti molto più facili da installare. Altre opzioni al teak naturale da impiegare a bordo infine possono essere il sughero naturale e la gomma che provengono da fonti naturali e rinnovabili. Sono disponibili con un look moderno e offrono una superficie morbida e confortevole.

 

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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