Perchè Controllare e Revisionare il tuo Salvagente Autogonfiabile

I giubbotti di salvataggio autogonfiabili sono di gran lunga più affidabili, pratici e sicuri dei comuni salvagenti in espanso. Ma per assicurarci che siano perfettamente efficienti occorre che vengano ben conservati e, come suggerito dai produttori, periodicamente revisionati.

Compatti e leggeri, i salvagenti gonfiabili possono essere indossati anche in navigazione senza rinunciare alla libertà di movimento, vantaggio che garantisce le più alte probabilità di salvataggio in caso di caduta in mare anche se privi di sensi.

Si tratta di dispositivi dal funzionamento apparentemente semplice ma al loro interno sono contenuti elementi che all’occorrenza devono funzionare perfettamente, senza alcuna possibilità di errore.

Mantenere il giubbotto di salvataggio in perfetta efficienza tuttavia non è complicato,  basta osservare 3 semplici accorgimenti:

1) Stivare correttamente

La parte più delicata di un salvagente autogonfiabile è chiaramente l’attivatore, ovvero il meccanismo che si occupa di gonfiare il giubbotto.

Sistema di attivazione giubbotti autogonfiabili
Tutti gli elementi che compongono un sistema di attivazione Halkey Roberts

Nella versione automatica, quando il giubbotto entra in contatto con l’acqua, questo meccanismo è in grado di gonfiare la camera del salvagente alla massima pressione in una frazione di secondo senza l’intervento di chi lo indossa. E’ quindi fondamentale stivare i giubbotti automatici in luoghi asciutti al riparo da umidità, ondate o getti d’acqua, una semplice regola che ci permetterà di evitare attivazioni involontarie e di mantenere i giubbotti in perfetto stato per molti anni.

Leggi anche: Com’è fatto un salvagente autogonfiabile

2) Il controllo periodico fai da te

Così come è normale eseguire piccoli controlli sulla nostra automobile prima di partire anche soltanto per un breve viaggio, dovremmo prendere l’abitudine di fare lo stesso sulle attrezzature della nostra barca, specialmente quelle dedicate alla sicurezza. Suggeriamo di esaminare i giubbotti autogonfiabili ad ogni inizio di stagione, prima di una crociera e dopo aver affrontato un’uscita impegnativa, soprattutto con maltempo.

Quali controlli eseguire da soli sul salvagente autogonfiabile:

Custodia esterna e accessori

La custodia esterna è la parte visibile del giubbotto quando questo non è in utilizzo. Svolge un ruolo estetico importante ma il suo vero compito è proteggere gli elementi contenuti all’interno (camera di gonfiaggio e sistema di attivazione). E’ importante dunque verificare che il tessuto della custodia non sia danneggiato o strappato. Se rileviamo tagli o lacerazioni dovremmo assicurarci che non sia stata danneggiata in corrispondenza anche la camera di gonfiaggio interna.

E’ importante ovviamente verificare l’integrità e il corretto funzionamento di ogni elemento e accessorio; anello di sicurezza, nastro e fibbia di chiusura, sottocoscia ed eventuali accessori come lo sprayhood e la luce d’emergenza devono trovarsi in perfetto stato. In caso contrario provvedere immediatamente alla sostituzione.

Meccanismo di attivazione e Stato di carica

I giubbotti autogonfiabili più evoluti presentano una finestrella in pvc trasparente che permette di vedere dall’esterno il dispositivo di attivazione e verificarne lo stato di carica attraverso l’apposito indicatore colorato. Sui giubbotti più comuni questa ispezione non è possibile se non aprendo la custodia. Accertarsi in ogni caso che tutti gli elementi del meccanismo siano correttamente assemblati, integri e in perfetto stato.

Salvagente autogonfiabile con indicatore di carica
In questo salvagente autogonfiabile lo stato di carica è verificabile dall’esterno attraverso l’apposita finestrella trasparente

Bombola

Sulla bomboletta di CO2 dovremmo trovare incisa la data di produzione. Per questi prodotti non è prevista una data di scadenza ma i fabbricanti consigliano di sostituirla dopo 5 o 6 anni anche se non presenta segni visibili di usura o di ossidazione.

Pastiglia di sale

La pastiglia di sale è quell’elemento che deve sciogliersi istantaneamente al contatto con l’acqua permettendo al percussore di forare la bombola di CO2 e gonfiare il salvagente.  Questo componente andrebbe sostituito più frequentemente, con il tempo infatti tende ad indurirsi causando un potenziale allungamento dei tempi di gonfiaggio. Anche qualche secondo di ritardo in situazioni di emergenza possono fare davvero la differenza.

Pin di sicurezza

Sugli attivatori ad innesco manuale è inoltre presente una piccola forcella di sicurezza. Controllarne la presenza ed ovviamente l’integrità.

Se uno dei suddetti elementi risultasse danneggiato o se avessimo dubbi in merito il consiglio è di acquistare il kit di riarmo che tutti i produttori mettono a disposizione.

Camera di gonfiaggio

La camera di gonfiaggio è il vero e proprio giubbotto di salvataggio. E’ d’obbligo dunque escludere la presenza di tagli, abrasioni o eventuali scuciture che potrebbero comprometterne il funzionamento. Per una prova definitiva consigliamo di gonfiare la camera a bocca attraverso l’apposita cannuccia e monitorarne la tenuta per qualche ora. Non utilizzare assolutamente compressori di gonfiaggio elettrici o manuali che potrebbero danneggiare la valvola o lo stesso salvagente.

3) Revisionare il salvagente autogonfiabile

L’auto-ispezione è sempre una buona regola base ma non può sostituire un tagliando eseguito da professionisti che dispongono delle attrezzature e dell’esperienza necessaria per garantire la perfetta efficienza del nostro mezzo di salvataggio.

La revisione del salvagente autogonfiabile non è obbligatoria per legge ma tutti i produttori suggeriscono di effettuarla almeno ogni due anni. Mani esperte analizzeranno accuratamente il vostro dispositivo di sicurezza apportando tutte le correzioni necessarie per riportarlo a nuovo, con la garanzia di poter contare su un dispositivo affidabile in ogni situazione.

Per effettuare la revisione del tuo giubbotto di salvataggio gonfiabile rivolgiti al tuo rivenditore di fiducia o contatta direttamente il produttore.

Leggi anche: 

Come scegliere un giubbotto di salvataggio

– Com’è fatto un salvagente autogonfiabile

 

 

 

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