Parità di genere nella vela: a che punto siamo? Al via un’indagine

L’organizzazione internazionale World Sailing Trust che promuove la massima inclusività delle donne nella vela lancia un sondaggio per sapere quanto la progettazione di barche, attrezzature e capi di abbigliamento tecnico incida sulla parità di genere in ambito velico.

Il termine “parità di genere” in riferimento al trattamento equo di uomini e donne è un concetto ormai ampiamente documentato anche in campo velico. Il principio generale è che uomini e donne sono diversi, ma le opportunità a loro disposizione

non dovrebbero esserlo. Rispetto ad altre discipline sportive per fortuna nella vela le donne hanno un leggero vantaggio, in quanto da tempo esistono competizioni ed eventi internazionali che consentono uomini e donne di competere a parità di condizioni.

E tuttavia ancora molto si può fare per garantire la massima inclusione del genere femminile in tutte le classi, in tutte le gare e in tutti i modi di vivere la barca a vela. Anche a partire dal design stesso di scafi e attrezzature, così come nei capi di abbigliamento.

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Obiettivo: abbattere ogni ostacolo all’inclusione

È in questo contesto che, in occasione della Giornata Internazionale della Donna del 2019, il World Sailing Trust organizzazione benefica internazionale presieduta dalla navigatrice inglese Dee Caffari e nata in seno alla Federazione mondiale della vela, ha lanciato di recente un sondaggio volto a raccogliere dati su quanto la progettazione in ambito nautico incida o possa incidere in favore della parità di genere.

L’indagine è supportata da Women Who Sail, comunità internazionale di 50.000 donne che fornisce risorse e sostegno per abbattere la diversità di genere nella vela, e da The Magenta Project che ha sviluppato percorsi e programmi di tutoraggio per il gentil sesso in ambito nautico.

Il sondaggio, aperto a tutti i naviganti, velisti e diportisti, si concentra su due temi principali: la progettazione delle barche e quella dell’abbigliamento tecnico. I risultati dell’inchiesta saranno pubblicati segnalando, laddove rilevati, evidenti casi di disuguaglianza. Il che, specificano da World Sailing Trust, non vuol essere una mera caccia alle streghe ma un incentivo per i produttori a impegnarsi per superare una volta per tutte le barriere di genere.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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