Nave da crociera salva yacht a vela alla deriva in Atlantico

Lo scorso 14 dicembre la nave da crociera “Costa Fascinosa” ha soccorso una barca a vela in pieno oceano Atlantico con cinque persone a bordo. Il cabinato era rimasto con l’albero danneggiato, senza carburante né acqua potabile.

I velisti spesso non vedono di buon occhio le grandi navi da crociera. Questi giganti del mare, infatti, quasi mai danno la precedenza in caso d’incrocio in mare, costretti come sono a seguire rotte rigorose e tempi di percorrenza inflessibili. Inoltre, con le loro velocità sostenute e le stazze importanti causano moto ondoso e turbolenze a chi vi naviga vicino. Per non parlare delle migliaia di passeggeri che sbarcano ad ogni scalo e invadono in maniera selvaggia spiagge, baie e porti cittadini.

Insomma quello degli yachts a vela e quello delle navi da crociera sono due mondi completamente diversi, distanti e per certi versi del tutto contrapposti a livello di approccio alla navigazione. A volte tuttavia queste distanze si riducono per rispettare la sacra legge del soccorso in mare, seguita da ogni vero marinaio. Come è capitato lo scorso 14 dicembre quando uno di questi colossi, la nave da crociera “Costa Fascinosa” ha soccorso una barca a vela in pieno oceano Atlantico rimasta con l’albero danneggiato, senza carburante né acqua potabile.

Nave da crociera

Ricevuto l’Sos, la nave ha cambiato rotta

Sulla plancia della nave, al comando di Fabio Bramato, hanno ricevuto una chiamata di soccorso tramite telefono satellitare che li avvertiva di una barca a vela che andava alla deriva in oceano. Lo yacht, chiamato “Ele Fance”, era partito da Tenerife, isole Canarie, con cinque persone a bordo e stava dirigendo verso Capo Verde per poi proseguire con la traversata verso le coste statunitensi.

La “Costa Fascinosa” ha preso in carico l’emergenza e non ha esitato a cambiare la rotta. Dopo aver avvisato i passeggeri, il Comandante Bramato ha quindi diretto rapidamente la nave verso la barca in difficoltà che in quel momento si trovava a 68 miglia di distanza. Raggiunta l’imbarcazione, l’equipaggio della nave ha verificato che l’equipaggio fosse in buone condizioni fisiche e ha quindi organizzato il trasferimento di carburante e acqua potabile a bordo della barca a vela che si trovava con i serbatoi vuoti. Dopo il rifornimento, l’imbarcazione e la nave hanno potuto riprendere le loro rispettive rotte.

Salvataggio andato quindi a buon fine. Viene da chiedersi tuttavia come sia possibile per un equipaggio che vuole affrontare la traversata a vela dell’Atlantico terminare gasolio e acqua potabile all’inizio della navigazione. Ecco, questa è una delle grandi differenze tra chi affronta il mare solo per divertimento e chi ci lavora in modo professionale, attento e rigoroso.

 

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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