Nautitech in risanamento giudiziario e alla ricerca di una nuova rotta

Tra la frenata del mercato post-pandemico e il calo drastico dei volumi produttivi, il celebre cantiere francese di catamarani Nautitech avvia la procedura tutelata e apre le porte a nuovi investitori per mettere in sicurezza il futuro.

Per gli appassionati di nautica, il nome Nautitech Catamarans evoca da anni un’idea ben precisa di navigazione: scafi veloci, grande sensibilità al timone e quella filosofia essenziale che mette l’esperienza di vela pura al centro di ogni progetto. Eppure, anche i cantieri più blasonati si trovano talvolta a dover affrontare burrasche inattese. Dalla costa atlantica francese giunge una notizia che sta facendo discutere appassionati e addetti ai lavori: lo storico cantiere di Rochefort ha ufficialmente fatto ingresso in una procedura di risanamento giudiziario previsto dal diritto transalpino per consentire alle aziende in crisi finanziaria di ristrutturarsi senza interrompere la produzione.

Il Tribunale del Commercio di La Rochelle ha formalizzato il provvedimento lo scorso 7 agosto, fissando a retrodatazione la cessazione formale dei pagamenti al 15 luglio 2026. Al contempo, i giudici hanno accordato un periodo di osservazione di 6 mesi, una finestra temporale strategica per fare il punto sullo stato di salute dell’impresa e tracciare la rotta verso il salvataggio.

Photo credits: Nautitech Catamarans.

Continuità operativa e tutela dei creditori

Per guidare la società attraverso questo stretto passaggio normativo, le autorità giudiziarie hanno nominato come amministratore la firma SCP CBF Associés, mentre la rappresentanza degli interessi del ceto creditorio è stata affidata allo studio SELARL Ekip’.

La dirigenza di Nautitech ha tenuto a rassicurare immediatamente il mercato: i cancelli dello stabilimento restano aperti e l’operatività industriale prosegue a pieno ritmo. Non si fermano i lavori sulle imbarcazioni in costruzione, sono confermate le consegne programmate per i clienti che hanno già firmato il contratto e resta pienamente operativo il servizio di supporto e garanzia post-vendita. Parallelamente al prosieguo delle attività di cantiere, il management e i tutor giudiziari hanno avviato la ricerca di un partner finanziario d’impatto o di un acquirente industriale capace di rilevare l’azienda e iniettare nuova linfa nelle sue operazioni.

Nautitech catamarano a motore
Photo credits: Nautitech Catamarans.

La parabola dei numeri: dalla frenesia alla contrazione

Per comprendere le origini di questa crisi basta analizzare l’evoluzione della produzione nell’ultimo triennio. Come riportato dai dati stilati da Marine Business, il ritmo di varo dello stabilimento di Rochefort ha subito una drastica frenata: nel 2023 Nautitech aveva sfornato ben 58 catamarani; una cifra scesa a 30 unità nel 2024 e ulteriormente ridottasi a 24 barche nel 2025.

Il piano industriale per il 2026 prevede una quota ancor più contenuta, fissata a soli 18 esemplari — di cui 13 risultavano tuttavia già opzionati e venduti al termine del mese di luglio. Questa progressione verso il basso illustra chiaramente il ridimensionamento strutturale vissuto dal cantiere, passato in un triennio a produrre meno di un terzo dei volumi di picco.

Catamarano di poppa in navigazione
Photo credits: Nautitech Catamarans.

I legami col gruppo Bavaria

L’assetto societario di Nautitech è da tempo intrecciato con le dinamiche del colosso tedesco Bavaria Yachtbau Holding GmbH, che figura tuttora nel registro d’impresa francese nel ruolo di presidente dell’entità di Rochefort. Per questa ragione, l’evoluzione del dossier viene monitorata con estrema attenzione nell’intero comparto nautico europeo.

La vicenda Nautitech offre infatti uno spaccato emblematico su ciò che sta accadendo nel mondo dei multiscafi da crociera. Negli anni immediatamente successivi alla pandemia, il settore dei catamarani ha vissuto una vera e propria corsa all’oro, caratterizzata da un boom impetuoso della domanda, liste d’attesa chilometriche e un’espansione aggressiva dei piani produttivi. Oggi assistiamo a un fisiologico assestamento: il mercato si sta normalizzando, i tassi d’interesse pesano sugli acquisti e l’entusiasmo straordinario lascia il posto a una selettività più spinta da parte degli armatori.

Quale futuro all’orizzonte?

I prossimi mesi saranno decisivi. Il periodo di osservazione stabilito dal tribunale darà il tempo necessario per valutare le manifestazioni d’interesse da parte di nuovi investitori e capire se il marchio Nautitech saprà ridefinire il proprio modello di business, magari riposizionandosi su volumi boutique a più alta marginalità. Gli amanti del brand e del buon navigare non possono che augurarsi che la storica sigla transalpina riesca a spiegare di nuovo al vento le sue vele migliori.

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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