Tempesta perfetta a Cipro: addio al mito di Dimi Mavropoulos

Naufragio yacht Cipro

Un’improvvisa e violenta perturbazione si è abbattuta sulle coste orientali dell’isola, trasformando il mare di Capo Greco in una trappola mortale. Tra i rottami e le scogliere affiorano le rovine di veri gioielli della cantieristica e la scomparsa di una leggenda del motorsport.

Il mare sa essere un padrone generoso, ma in pochi minuti può trasformarsi in un incubo spietato anche per gli equipaggi più esperti. È quello che si è consumato nelle acque turchesi e solitamente placide di Cipro, lungo la suggestiva fascia marittima di Agioi Anargyroi, nei pressi della nota località di Ayia Napa. Quello che doveva essere un tranquillo weekend di fine estate al largo di Capo Greco si è tramutato in un drammatico bollettino di guerra a causa di una burrasca di eccezionale violenza, giunta ad azzerare ogni margine di manovra e sicurezza per i diportisti presenti in zona.

L’allerta meteo di livello arancione emessa dal Servizio Meteorologico cipriota e i bollettini per la navigazione avevano già preannunciato condizioni avverse, con mareggiate, onde di oltre due metri e mezzo e perfino insidiose trombe marine avvistate al largo del golfo di Larnaca. Tuttavia, la furia degli elementi si è scatenata con un’intensità tale da cogliere di sorpresa diverse imbarcazioni. Le raffiche e i marosi incrociati hanno letteralmente spinto i gioielli del diporto contro le scogliere affilate della costa, innescando una catena di eventi tragici che ha mobilitato l’intera macchina dei soccorsi dell’isola.

Naufragio yacht Cipro
Photo credits: Ansa.

Il dramma e l’eroico intervento dei soccorritori

L’allarme al Centro Congiunto di Coordinamento e Soccorso (JRCC) di Larnaca è scattato alle 14,30, quando sono giunte le prime e disperate richieste d’aiuto da parte degli yacht incagliati e in balia delle onde. Nel giro di pochi minuti è scattata un’imponente operazione di salvataggio che ha visto cooperare le forze aeree e navali della Polizia, i mezzi dell’Esercito, l’Unità Speciale per le Calamità, le squadre dei Vigili del Fuoco e il personale sanitario di Famagosta.

Volando a bassissima quota tra venti tempestosi e spruzzi di salsedine, gli elicotteri di soccorso sono riusciti a trarre in salvo cinque persone strappate all’impeto del mare, due delle quali sono state immediatamente ospitalizzate per traumi e ipotermia. Contestualmente, una motovedetta della Polizia Marittima è riuscita a recuperare un sesto superstite direttamente dalle acque agitate. Purtroppo, le speranze di salvare tutti si sono infrante quando i soccorritori hanno individuato tra i rottami il corpo privo di conoscenza di Dimi Mavropoulos. Nonostante la corsa contro il tempo in elicottero verso il nosocomio locale, i medici non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. La moglie e la figlia del noto armatore figurano fortunatamente tra i superstiti messi in salvo.

Naufragio yacht Cipro
Photo credits: Boat International.

A rendere ancora più amara questa tragedia per il mondo della marineria è la perdita di una vera e propria icona navale. Tra le imbarcazioni scaraventate dalla tempesta sulle rocce figurava infatti il “Petsas I”, uno yacht classico di 30,5 metri costruito nel lontano 1938 dai leggendari cantieri britannici Camper & Nicholsons su disegno del celebre architetto navale Charles E. Nicholson.

Originariamente varata con il nome di “Don Bella”, questa nave da diporto racchiudeva nelle sue linee e nel suo fasciame una storia straordinaria: durante la Seconda Guerra Mondiale fu requisita e impiegata come nave spia, equipaggiata con sistemi fotografici di precisione e apparecchiature speciali per missioni segrete. Salpata attraverso i decenni, la barca aveva subito un completo e imponente restauro nel 1986 presso il cantiere greco Psaros del Pireo, per poi ricevere una seconda giovinezza nel 2002 grazie alle cure di Alpha Marine, che la dotò di una nuova motorizzazione. Vedere questo titano d’epoca ridotto in frantumi dalle onde contro la scogliera è una ferita aperta per tutti gli appassionati di yachting classico.

Insieme al “Petsas I”, la furia del mare ha distrutto una seconda unità —un Versilcraft di 25 metri —, anch’essa spezzata dalla forza dei flutti. Minori danni, invece, per il “Fantasmas”, un Fairline 78 Squadron di 24 metri: pur colpito duramente, lo yacht britannico a motore è riuscito a resistere all’impatto, permettendo l’evacuazione in sicurezza dei suoi ospiti prima di lasciare il luogo dell’incidente il giorno seguente. Le autorità marittime hanno successivamente emesso un avviso di pericolo per la navigazione nell’intera area, invasa dai rottami e dalle strutture galleggianti staccatesi dai relitti.

Naufragio yacht Cipro
Photo credits: CyprusMail.

Addio a Dimi Mavropoulos, eroe dei motori e uomo di mare

La scomparsa di Dimi Mavropoulos lascia un vuoto incolmabile non solo nella nautica, ma anche nel panorama sportivo internazionale. Nato a Limassol nel 1949, Mavropoulos è stato per oltre quattro decenni una figura simbolo del motorsport. Pilota ufficiale e portabandiera di marchi prestigiosi come Ford e Mitsubishi, aveva dominato il Campionato Rally di Cipro conquistando il titolo nel 1986, 1988 e nel 1990 — anno indimenticabile in cui siglò un record perfetto vincendo tutte e sette le prove in calendario. Nel 2014, trasformando la sua immensa passione per i motori in eredità culturale, aveva fondato il Museo Storico e Classico dell’Automobile di Cipro.

L’isola in ginocchio per il maltempo

La sciagura di Capo Greco si inserisce in un quadro meteorologico drammatico che ha messo in ginocchio l’intera isola di Cipro. I Vigili del Fuoco hanno effettuato quasi quattrocento interventi in poche ore per far fronte a smottamenti, alberi sradicati, allagamenti diffusi e strutture divelte dalle raffiche di vento.

A rendere il bilancio ancora più cupo si aggiunge il tragico affondamento di un traghetto avvenuto al largo della costa settentrionale dell’isola, travolto dal mare in tempesta con oltre 260 persone a bordo, che ha provocato vittime e diversi dispersi. Una giornata nera per il Mediterraneo orientale, che ricorda a tutti noi quanto la forza della natura meriti sempre un profondo e assoluto rispetto.

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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