Un team di ricercatori canadesi è riuscito per la prima volta a fotografare il relitto della nave britannica HMS Terror naufragata al largo di King William Island nel 1845. A bordo tutto è intatto grazie alle temperature glaciali e potrebbe svelare le vere cause dell’incidente.

I nomi delle navi, proprio come quelli delle persone, si portano dietro un destino. E a giudicare dal nome, per la nave HMS Terror, specializzata in esplorazioni artiche, quel destino era tutt’altro che benevolo. Infatti naufragò nel 1845 insieme a un’altra nave ammiraglia della Marina britannica, la HMS Erebus, durante una missione alla ricerca del Passaggio a Nord-Ovest.

Le due navi rimasero bloccate nel ghiaccio e dei due comandanti, l’inglese sir John Franklin e il Capitano Francis Crozier, e dei loro equipaggi di 129 uomini tra ufficiali, marinai e specialisti civili, non si seppe più nulla.

Relitto intatto grazie al limo e all’acqua ghiacciata

La HMS Terror è stata individuata nel 2016 sul fondo del mare al largo di King William Island, dove era sempre stata irraggiungibile. Ma ora alcuni ricercatori Inuit e membri della Parks Canada sono riusciti finalmente a entrare per la prima volta nel relitto grazie un veicolo a gestione remota (ROV), riportando in superficie delle immagini della nave. “È tutto intatto, perfettamente conservato grazie alla temperatura dell’acqua. A conservarne i segreti sono le temperature ghiacciate di Terror Bay a Nunavut, in Canada, e lo strato di limo che formandosi negli anni ha conservato mappe e strumenti”, hanno raccontato i ricercatori.

Il team ha ottenuto immagini da oltre il 90 per cento del ponte inferiore, comprese le cabine. E proprio quelle immagini potrebbero a distanza di anni fare luce sul mistero della spedizione artica considerata dai Royal Museums Greenwich “il peggior disastro nella storia dell’esplorazione polare britannica”. I ricercatori hanno usato il ROV per entrare in 20 cabine e diversi compartimenti sulla nave. “L’impressione che abbiamo avuto è stata quella di guardare una nave abbandonata da poco dal suo equipaggio, apparentemente dimenticata dal passare del tempo”, ha dichiarato il pilota del ROV, Ryan Harris.

Nell’alloggio del capitano i segreti del naufragio

I segreti di quel naufragio si trovano probabilmente nell’alloggio del capitano, la parte conservata meglio del ponte inferiore. Ha gli armadi delle mappe ancora chiusi, i tavoli, un treppiede e un paio di termometri già identificati. Dietro una porta si trova la zona notte, l’unica rimasta inesplorata. Il team di ricerca ritiene che i documenti scritti e i diari di bordo tenuti da Franklin per tre lunghissimi anni prima di abbandonare la nave alla ricerca di aiuto, si saranno preservati proprio perché la temperatura dell’acqua è pari o sotto gli zero gradi Celsius, non c’è luce naturale e la sedimentazione aiuta a conservare materiale organico come la carta creando un ambiente in cui è presente meno ossigeno.

Sulla spedizione nel 2018 è stata creata addirittura una serie tv, The Terror, commissionata dal network AMC e riadattata da David. in Italia è disponibile su Amazon Prime Video ed è ritenuta un capolavoro da pubblico e critica.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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