Nonostante progetti promettenti e un portafoglio ordini completo, Meta Yachts non è riuscito a sopravvivere alla crisi economica e amministrativa. Il Tribunale di Commercio di Villefranche-sur-Saône ne ha dichiarato la liquidazione all’inizio di luglio 2025, decretando il destino di un marchio simbolo della costruzione in alluminio.
A Tarare, nel dipartimento del Rodano (Francia), l’annuncio è arrivato come un fulmine a ciel sereno. Meta Yachts, cantiere navale fondato nel 1962, è stato posto in amministrazione controllata, ponendo fine a oltre sessant’anni di avventure industriali dedicate al mare. Nota per i suoi scafi in alluminio e le sue imbarcazioni adatte alla navigazione a lungo raggio, l’azienda non è riuscita a superare una crisi di liquidità aggravata da ritardi amministrativi e ordini sbilanciati.
La decisione del Tribunale di Commercio di Villefranche-sur-Saône giunge nonostante un piano di rilancio guidato da un investitore privato, alleato con l’attuale proprietario Philippe Brabetz. Architetto navale di formazione e appassionato di vela, Brabetz ha rilevato Meta Yachts nel 2020, quando l’azienda generava un fatturato di 500.000 euro. Nell’arco di quattro anni, ha triplicato il fatturato dell’azienda e aumentato la forza lavoro a circa quindici dipendenti.
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Grandi investimenti nel 2024 poi il crollo
Questa crescita è stata accompagnata da investimenti significativi: nel gennaio 2024, è stata installata una nuovissima officina di 800 m² nel porto fluviale di Villefranche-sur-Saône, dedicata all’assemblaggio di scafi di 15 metri e oltre. Il progetto di aprire un secondo sito produttivo a Saint-Louis-du-Rhône per la costruzione di catamarani rifletteva l’ambizione dichiarata di strutturare la produzione sulle due sponde del fiume. Ma lo slancio è stato stroncato da diversi ostacoli. In primo luogo, un ordine complesso emesso dall’INRAE, volto a garantire visibilità istituzionale, si è rivelato dispendioso in termini di tempo e non redditizio. Questo incidente ha indebolito la struttura, rendendola vulnerabile a ulteriori ritardi.
Il secondo colpo è arrivato dalla sfera politica. Nel settembre 2024, Meta Yachts si era aggiudicata un contratto strategico del valore di 4,8 milioni di euro per la produzione di due navette elettriche fluviali per la comunità urbana di Parigi Est Marne et Bois. Questo contratto, che avrebbe dovuto garantire due anni di servizio, ma non fu mai assegnato. Lo scioglimento dell’Assemblea Nazionale, seguito dall’instabilità del governo Barnier, bloccò l’approvazione dei bilanci locali, rinviando a tempo indeterminato i finanziamenti previsti, in particolare da parte di Île-de-France Mobilités.
Un marchio di barche iconiche come “Joshua”
Tuttavia, Meta Yachts non era un’azienda come le altre. Questo cantiere navale vide la nascita del iconico “Joshua” di Bernard Moitessier, un leggendario yacht che fece il giro del mondo in solitario. Il cantante Antoine, anche lui velista, ne fu uno dei principali ambasciatori. Tale dimensione storica aveva conferito al cantiere un’aura speciale che coniugava competenza artigianale e audacia tecnologica.
Oggi, nonostante la liquidazione, le speranze di una rinascita non sono del tutto svanite. Un investitore è in contatto con Philippe Brabetz per una possibile acquisizione degli asset dal liquidatore. L’obiettivo sarebbe quello di rilanciare il marchio e preservare l’esperienza accumulata in questo settore di nicchia.
Il naufragio di Meta Yachts mette in luce la vulnerabilità delle piccole e medie industriali, anche quando combinano innovazione, competenza e riconoscimento internazionale. Illustra inoltre le ripercussioni concrete dell’instabilità politica sul tessuto produttivo locale. In un momento in cui l’industria marittima francese cerca di reinventarsi, la scomparsa di questo cantiere navale lascia un vuoto difficile da colmare.
NB: Photo credits foto apertura: Meta Yachts.

