Il navigatore romano punta a frantumare il primato dei Malingri con un’impresa mai tentata prima: attraversare l’oceano su un catamarano di soli sei metri dotato di foil. Un mix di adrenalina, tecnologia e puro spirito d’avventura.
L’oceano non è mai stato un limite per Matteo Miceli, ma piuttosto un foglio bianco su cui scrivere record e storie di resilienza. Dopo quattro anni trascorsi a macinare oltre 30.000 miglia nautiche intorno al globo insieme alla moglie Corinna, la “febbre” della velocità è tornata a farsi sentire.
Il velista romano, noto per il suo spirito indomito e una carriera costellata di successi (e naufragi che sanno di leggenda), ha deciso di rimettersi in gioco. L’obiettivo? Riconquistare lo scettro della velocità atlantica, sfidando il tempo stabilito dai Malingri.
Un lupo di mare tra ecosostenibilità e sfide estreme
Miceli non è un marinaio qualunque. La sua biografia sembra uscita da un romanzo d’appendice: regate in solitaria, esplorazioni nei mari più ostili del Sud e visioni d’avanguardia. È stato lui il pioniere della navigazione a impatto zero con il progetto Eco40, un Class 40 costruito con le proprie mani con cui tentò il giro del mondo senza consumare una goccia di idrocarburi.
Un’avventura incredibile, interrottasi bruscamente a un passo dal traguardo, vicino a Gibilterra, a causa della perdita della chiglia. Ma per Miceli, ogni battuta d’arresto è solo il prologo del capitolo successivo.
I fasti di “Biondina Nera” e il record da battere
Il legame tra il navigatore e l’Atlantico è profondo e radicato in una piccola imbarcazione diventata iconica: Biondina Nera. Su questo catamarano da 20 piedi, privo di cabina e comfort, Miceli ha già assaporato la gloria. Nel 2005, in coppia con Andrea Gancia, coprì la tratta Dakar-Guadalupa in poco più di 13 giorni. Due anni dopo, in solitaria, scrisse un’altra pagina di storia tra le Canarie e la Guadalupa.
Tuttavia, i record sono fatti per essere superati. Prima i francesi e poi, nel 2017, il duo composto da Vittorio e Nico Malingri hanno alzato l’asticella. I Malingri, a bordo del catamarano Feel Good, hanno fermato il cronometro a 11 giorni, 1 ora e 9 minuti. È questo il muro che Miceli vuole abbattere oggi.
La rivoluzione dei foil: l’era del catamarano volante
La vera novità della sfida non risiede solo nella velocità, ma nella tecnologia. Miceli vuole essere il primo uomo al mondo a compiere questa traversata su un catamarano da 20 piedi “volante”. “Oggi la vela corre sui foil, ma nessuno ha ancora osato farlo su una barca così piccola e non abitabile per una distanza simile”, dichiara il velista.
L’idea è quella di trasformare la storica “Biondina Nera”, dotandola di ali subacquee che le permettano di sollevarsi sopra il pelo dell’acqua, riducendo l’attrito e aumentando drasticamente le prestazioni. Un lavoro ingegneristico complesso: se l’adattamento dello scafo originale dovesse rivelarsi troppo arduo, Miceli è pronto a dare vita a un’imbarcazione completamente nuova, concepita esclusivamente per il volo oceanico.
Obiettivo 2028: a caccia di vento e sostenitori
Un progetto di questa portata non si improvvisa. La tabella di marcia è già tracciata: due anni di sviluppo tecnico, test e preparazione atletica per arrivare pronti all’appuntamento con la storia nel 2028. Ma per far volare una barca, oltre al vento, servono basi solide.
Miceli è attualmente impegnato nella ricerca di partner e sponsor che vogliano legare il proprio nome a questa impresa pionieristica. “I sogni hanno bisogno di gambe, o in questo caso di foil, per correre”, ironizza il navigatore, pronto a sfidare ancora una volta l’orizzonte.



