Maestro d’ascia costruisce una barca accessibile al figlio disabile

Un maestro d’ascia di Venezia a messo a frutto la propria professione e l’estro creativo per costruire una barca in grado di trasportare il proprio figlio disabile per i canali e le lagune della propria città. Un progetto tecnico e umano a cui ispirarsi.

Andare in barca oltre che un piacere personale è una grande espressione di libertà che permette di navigare lungo costa, raggiungere baie ed esplorare i contorni di un’isola. In alcune zone tuttavia, come per esempio la Laguna di Venezia, le barche rappresentano molto di più, sono un mezzo di trasporto fondamentale per la mobilità dei cittadini. Per questo accanto a vaporetti e mezzi navali destinati al trasporto pubblico, spesso ogni famiglia veneziana possiede una o più barche private per spostarsi a proprio piacimento in città e nelle isole vicine.

Ma per essere davvero espressione di libertà una barca dovrebbe poter essere accessibile a tutti, anche a coloro che hanno problemi di mobilità motoria. In genere non è così, e allora bisogna costruirsela da sé. Come ha fatto Giovanni Da Ponte, un maestro d’ascia originario di Venezia che ha deciso di fare un regalo straordinario al proprio figlio Luca di 8 anni. Il bambino è nato con una rara malattia genetica, la FoxG1 che implica un ritardo neurologico e l’assoluta incapacità di camminare. Per questo, ha deciso di usare la propria competenza e talento per costruire una barca capace di accogliere Luca e il resto della famiglia negli spostamenti di tutti i giorni nei canali e le lagune della propria città.

Una famiglia normale con un’esigenza particolare

La famiglia di Giovanni è composta dalla moglie e oltre a Luca altri due figli. Per loro la barca è fondamentale tutti i giorni per muoversi, trasportare la spesa dal supermercato, andare dal pediatra, portare i figli a scuola. “Qui a Venezia gli abitanti usano il classico vaporetto, ma c’è anche chi ama muoversi con la propria barca per essere più veloce e libero dal caos turistico – racconta Giovanni – noi siamo sempre stati abituati a usare la nostra barca, un piccolo motoscafo di 6 metri con motore fuoribordo da 25 hp. Questa tuttavia non era più sufficiente per noi perché ci costringeva a caricare e scaricare a braccia la carrozzina pesante di Luca che si fa sempre più grande”.

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Idea: una barca con una pedana idraulica mobile

Così lo scorso inverno Giovanni si mette al lavoro e progetta una barca in legno dotata di una pedana elettrica per caricare e scaricare con facilità la carrozzina del figlio. Il sistema è semplice e si compone di una struttura metallica a “X” con un pistone idraulico che a comando remoto è in grado di alzare o abbassare la piattaforma.

La pedana si solleva fino al bordo della falchetta per imbarcare la carrozzina e poi scende in posizione di riposo fino al piano paiolo. Può sopportare un carico fino a 500 kg e si aziona con un telecomando posizionato vicino alla strumentazione di guida. Lo stesso sistema è già in uso da molti anni a bordo dei mezzi navali di soccorso sanitario, tipo le idroambulanze, ma anche a bordo di alcuni taxi lagunari.

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Una barca stabile, sicura e funzionale

Per finanziarsi i lavori di realizzazione della barca Giovani organizza sul web un crowdfunding sulla piattaforma di Gofundme e in poche settimane raccoglie 30.000 euro che gli permettono di costruire in pochi mesi la barca. È un mezzo pratico, funzionale, ma anche bello esteticamente. Lo scafo è in legno, lungo 6,5 metri, largo 2,10 e pesa 800 kg a vuoto, cioè senza motore e pedana. È un modello di motoscafo di tipo “open” con guida centrale e motore fuoribordo.

La barca è costruita interamente in legno di mogano e compensato marino, la coperta è in teak e tutto è stato trattato con smalti poliuretanici bicomponenti per preservare il legno dall’umidità e agenti esterni. Quanto al propulsore, lo scafo può montare un fuoribordo da 100 hp oppure da 40/60 hp per i non patentati.

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Una soluzione che può ispirare altre famiglie

La difficoltà principale del progetto di Giovanni Da Ponte è stata proprio la scelta dello scafo più idoneo per avere una barca sicura in navigazione e stabile, visto che la pedana è sollevata e i pesi sono fuori dal baricentro. Decisive da questo punto di vista sono state le linee d’acqua: una ruota di prua verticale e profonda per tagliare le onde e una poppa larga e piatta per creare una stabilità di forma che limita lo sbandamento.

La barca super accessibile di Giovanni è stata varata nel febbraio 2024 e questo papà e maestro d’ascia ha voluto condividere la sua storia non certo per vantarsi o glorificarsi. Ma solo per raccontare una storia vera con la speranza che diffondere il progetto e magari aiutare altre famiglie in difficoltà.

 

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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