L’impatto del cambiamento climatico sulle regate in oceano

Quali conseguenze potrebbe comportare il cambiamento climatico globale nel prossimo futuro per le regate oceaniche, i record di velocità e i giri del mondo? Un’analisi della società francese Axa Climate.

È ormai a tutti noto che il riscaldamento globale stia avendo un impatto sempre più importante sul nostro pianetai. Ma quali conseguenze potrebbe comportare nel prossimo futuro per le regate oceaniche, i record di velocità e i giri del mondo? Per avere un’idea di come si evolverà il tempo in futuro, gli scienziati di Axa Climate, società francese che si occupa di consulenza, hanno modellato l’atmosfera del pianeta sotto forma di milioni di piccoli cubi che interagiscono tra loro.

Basandosi sullo scenario SSP 5-8.5 dell’IPCC, considerato il più probabile, in cui le emissioni di gas serra continuerebbero ad aumentare, il meteorologo Christian Dumard, specialista della vela agonistica e l’ingegnere Nicolas Saint-Bris hanno stimato l’evoluzione del clima globale entro il 2050. Si noti che si tratta di un cambiamento medio per i mesi da dicembre a marzo per 30 anni centrati sul 2050, rispetto a una linea di base che è la media dal 1985 al 2014.

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Venti più deboli e tempeste più virulente

I risultati del progetto mostrano anticicloni  meno potenti e depressioni meno marcate nell’Atlantico settentrionale. Al contrario, le depressioni nel profondo Sud, cioè al di sopra dei 50 gradi di latitudine Sud, sono destinate a rafforzarsi. Questo dovrebbe logicamente ridurre il vento medio nel Nord Atlantico e spostarlo di qualche grado verso Est. La bonaccia potrebbe invece scendere a Sud dell’Africa occidentale.

Nell’Atlantico meridionale, al di sopra del 50° parallelo, dove potrebbero essere coinvolti per esempio gli skipper del Vendée Globe, il vento dovrebbe essere più leggero e più occidentale. Tuttavia, al di sotto del 50°, i venti medi dovrebbero essere da 1 a 2 nodi più forti e più meridionali di quelli attuali. Un vento più meridionale sarà anche più rafficato e meno stabile nella direzione. A queste latitudini, i tentativi del Trofeo Jules Verne in particolare ne risentirebbero.

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Acque a rischio cetacei e iceberg alla deriva

In realtà questi risultati piuttosto allarmistici sul cambiamento climatico nascondono una realtà più complessa. Dobbiamo aspettarci fenomeni molto più violenti (tempeste, cicloni, bonacce, ecc.) e non dimenticare di prendere in considerazione tutti gli altri fattori che il cambiamento climatico comporterà. Come per esempio la migrazione delle popolazioni di cetacei che costringerà i regatanti a rivedere le rotte per evitare le zone di riproduzione. Ci si aspetta anche di vedere più iceberg e growler lungo il percorso delle grandi regate oceaniche, anche se le immagini satellitari e i metodi di rilevamento dovrebbero rendere più facile la loro individuazione da parte degli equipaggi.

Tutti questi dati si basano sullo scenario SSP5-8.5, il più probabile, che presuppone che le emissioni di gas serra continuino ad accumularsi nell’atmosfera e che la temperatura aumenti di 2,5°C entro il 2050. Ci sono però all’orizzonte anche altri scenari più ottimistici che tuttavia richiederebbero cambiamenti radicali se volessimo smentire queste previsioni.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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