L’arte antica dell’ascia rinasce sull’acqua: così il Lago Maggiore sfida il tempo

A Laveno Mombello prende il via un percorso triennale d’eccellenza che unisce la sapienza artigiana della carpenteria navale alle sfide della nautica moderna. 

Il profumo intenso del legname appena tagliato, il ritmo cadenzato dei colpi che modellano le ordinate e il legame profondo con le acque che cullano tradizioni secolari. C’è un’archeologia viva che pulsa lungo le rive del Lago Maggiore e che, dal prossimo autunno, troverà la sua casa ufficiale. A partire dal primo ottobre 2026, la suggestiva cornice di Laveno Mombello diventerà la culla di un’iniziativa culturale e formativa senza precedenti sul territorio nazionale: la nascita della Scuola dei Maestri d’Ascia.

Voluto fortemente dalla Fondazione Officine dell’Acqua, questo innovativo cantiere didattico si svilupperà lungo un percorso di 3 anni, configurandosi come un’autentica accademia dell’artigianato marino in cui lo studio teorico si fonderà con la pratica sul campo, stage in aziende di settore, visite a musei e scambi con prestigiose realtà nautiche italiane.

asciaUn connubio tra storia e innovazione tecnologica

Chi pensa che la figura del costruttore navale in legno sia solo un romantico ricordo sbiadito del passato si sbaglia di grosso. Questo antico mestiere rappresenta ancora oggi il cuore pulsante del restauro, della manutenzione e della creazione di imbarcazioni in grado di sfidare le onde grazie alla perfetta armonia dei loro elementi strutturali. Quello dell’artigiano nautico è un sapere complesso, una dote che non si apprende semplicemente sui libri, ma che si interiorizza con pazienza attraverso l’osservazione diretta, l’esperienza manuale e la continua correzione dell’errore. Oggi, tuttavia, questa trasmissione intergenerazionale della conoscenza rischia di interrompersi bruscamente a causa della progressiva chiusura dei cantieri storici e della carenza di figure esperte pronte a fare da mentori.

La sfida raccolta dalla Fondazione risiede proprio qui: dare vita a un “professionista dell’ascia 2.0”. L’obiettivo è plasmare figure poliedriche in grado di padroneggiare i segreti della tradizione pur sapendosi muovere con disinvoltura nel mercato contemporaneo. Il piano di studi si preannuncia denso e concreto. Gli allievi si misureranno con scafi veri, affrontando materie che spaziano dalla geometria navale al tracciamento delle linee, dalle tecniche costruttive al restauro conservativo, senza trascurare gli aspetti legati alla sicurezza nei luoghi di lavoro, alla gestione aziendale e alle normative vigenti.

Il percorso didattico vanta inoltre la prestigiosa supervisione scientifica del Dipartimento di Architettura e Design dell’Università di Genova. Si tratta del coronamento di un sodalizio pluriennale che già nel 2022 aveva visto oltre trenta studenti della laurea magistrale in Design Navale e Nautico trasferirsi a Laveno per studiare e recuperare i vecchi scafi del lago, trasformando così una collaborazione accademica saltuaria in un vero e proprio ecosistema professionale strutturato.

Una sede simbolo per il territorio

La metamorfosi della scuola passa anche attraverso la rigenerazione degli spazi fisici della città. Le lezioni e le attività pratiche prenderanno infatti vita tra le mura dell’ex deposito dei pullman situato in via Labiena. Una struttura rimasta per lunghi anni nell’ombra dell’abbandono e ora restituita alla comunità grazie a una profonda ristrutturazione che l’ha trasformata in un moderno rimessaggio e laboratorio formativo. Questo spazio va ad ampliare la visione delle Officine dell’Acqua, nate a loro volta dal recupero dei vecchi magazzini portuali di Laveno e diventate oggi un polo museale e culturale imprescindibile per gli amanti della navigazione interna.

Il percorso formativo richiederà una dedizione assoluta da parte dei partecipanti, traducendosi in trentacinque ore settimanali d’impegno con le attività che si concentreranno dal mercoledì mattina alla domenica mattina per dieci mesi all’anno. Sebbene l’accesso alle lezioni sia completamente gratuito, la serietà dell’iniziativa è testimoniata dalla richiesta di una cauzione pari a cinquemila euro, una somma consistente che verrà interamente restituita ai frequentanti al momento del superamento del test finale. Le spese di vitto e alloggio rimarranno invece a carico degli iscritti. Si tratta di un investimento umano ed emotivo notevole, pensato per chi intende abbracciare non un semplice passatempo, ma una vera e propria missione lavorativa della durata di tre anni.

asciaUna rete di solidarietà e sviluppo occupazionale

Intorno a questo ambizioso progetto si è coagulato un fitto tessuto di alleanze istituzionali ed economiche. Accanto all’ateneo genovese si sono schierati la Federazione Italiana Barche Storiche, Confartigianato Varese e la Camera di Commercio locale, insieme a una galassia di cantieri privati e realtà museali. Un ruolo cruciale è stato giocato anche dal Rotary Club Sesto Calende-Angera e dai club partner del Distretto, i quali hanno garantito una solida base finanziaria attraverso un Global Grant internazionale. La scommessa collettiva è chiara: dimostrare che la salvaguardia delle nostre radici artigianali può trasformarsi in un motore di sviluppo economico, connettendo il turismo sostenibile, la tutela dei beni culturali e la cantieristica d’alto livello a nuove e concrete opportunità occupazionali.

Per chi desidera raccogliere il testimone di questa antica arte, il conto alla rovescia è già iniziato. Le iscrizioni per accedere alle selezioni rimarranno aperte fino al primo settembre 2026. L’opportunità è rivolta a candidati maggiorenni motivati e in possesso dei requisiti minimi richiesti per affrontare l’esame di qualifica finale. Superato il primo screening documentale, gli aspiranti artigiani affronteranno un colloquio attitudinale e conoscitivo in cui a fare la differenza saranno la passione e l’attitudine manuale. In palio non c’è solo un banco di scuola, ma l’onore e l’onere di traghettare le imbarcazioni di ieri verso il futuro, mantenendo intatta la memoria dell’acqua.

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.