La vostra barca è pronta per l’estate? Ecco la check list dei lavori

Prima di mollare gli ormeggi in vista dell’estate è bene procedere a una serie di verifiche e controlli delle principali componenti della barca: scafo, rigging, attrezzature di coperta, impianti e motore. Senza dimenticare dotazioni di sicurezza e documenti di bordo.

Estate e check list dei lavori. Per i diportisti e gli armatori la primavera è un periodo piuttosto eccitante. Non appena il bel tempo lo permette, migliaia di noi iniziano a rintanarsi nei garage, nelle officine e nei rimessaggi per rimettere in forma la propria barca: controllare le dotazioni, controllare attrezzature e impianti, fare qualche lavoretto di manutenzione e riparazione. Naturalmente la facilità e la velocità di questi controlli e lavori di bordo per il varo di una barca in primavera sono direttamente correlati a quanto bene è stato svolto il precedente invernaggio della barca durante l’autunno.

Supponendo che abbiate sistemato a dovere la vostra barca durante il periodo invernale, ecco una lista di controlli e consigli di base per far sì che la vostra barca sia in ordine, efficiente e pronta a farvi godere l’estate con uscite, week end e lunghe crociere estive.

Puoi scaricare qui la nostra checklist di primavera, una comoda lista da leggere e stampare in cui ti indichiamo tutti i controlli e i lavori che devi eseguire per affrontare serenamente la prossima stagione nautica.

Scafo, rigging e ponte di coperta

Telo di copertura. Per prima cosa togliete l’apposita copertura invernale dalla barca. Se di solito per la protezione del vostro cabinato usate un telo copribarca di alta qualità, asciugatelo, piegatelo con cura e riponetelo in un luogo asciutto e ben ventilato in attesa di riutilizzarlo per la prossima stagione. Se al contrario per proteggere la vostra barca dai rigori invernali e dagli agenti atmosferici vi affidate a un semplice telo di plastica usa e getta, la raccomandazione è di smaltirlo correttamente negli appositi bidoni di raccolta differenziata che di solito nei rimessaggi sono sempre in bella vista.

Gelcoat. Con il tempo gli agenti atmosferici, gli urti e l’ingiallimento dovuto ai raggi UV diretti e riflessi dal riverbero dell’acqua possono deteriorare il gelcoat che comincia a mostrare un’opacizzazione diffusa. In questi casi è sufficiente trattare il gelcoat con polish e cere dedicate (ad esempio il Boat Gloss Wax di Euromeci) o specifici prodotti anti-ingiallimento che sono in grado di eliminare anche le più persistenti e difficili colature di ruggine.  Nel caso in cui il gelcoat presenti graffi, scalfitture e abrasioni consigliamo di utilizzare stucchi da ritocco come il Gelcoat Filler estremamente efficaci e soprattutto molto pratici da utilizzare.

Leggi anche:: Come riparare i piccoli graffi al gelcoat

 

Attrezzature di coperta. Prima di mollare gli ormeggi è bene verificare il buono stato della barca e dei suoi impianti. Tra questi le attrezzature di coperta che, specie dopo lunghe soste, hanno bisogno di essere risvegliate con una buona lubrificazione volta a ridurre gli attriti e proteggere meccanismi e metalli dall’aggressione della salsedine.

Cappottina. In generale la finestratura ripiegata, sia per brevi che lunghi periodi, una volta distesa potrebbe mostrare delle arricciature oppure un’opacità causata dall’umidità intrappolata tra gli strati di pvc. Di solito l’esposizione al sole o un cauto riscaldamento con un phon sarà sufficiente a risvegliare la memoria di forma del materiale ed eliminare l’offuscamento. Per pulire o rigenerare queste delicate superfici senza rischiare di danneggiarle, consigliamo l’utilizzo di un prodotto espressamente formulato come il Crystal di Euromeci.

Zinchi. Se gli zinchi mostrano segni evidente di usura, ovvero se hanno perso più della metà del loro peso, vanno cambiati, altrimenti si lasciano come sono. Se al contrario gli zinchi sono molto corrosi oppure in ottimo stato dopo vari mesi, allora potrebbero esserci dei problemi e diventa indispensabile approfondire la situazione e capire perché si consumano in modo anomalo. Sostituire periodicamente gli anodi sacrificali è comunque un comportamento prudenziale che può evitarci noiose e costose problematiche.

Prese a mare. Dopo l’inverno è bene controllare lo stato di efficienza delle proprie prese a mare. Occorre accertarsi prima di tutto della loro chiusura stagna e di eventuali perdite. Poi è importante verificare la variazione di resistenza della valvola nell’operazione di apertura e chiusura: più dura o più molle. Se questa registra uno scarto importante può essere un allarme di un malfunzionamento. La presa a mare in questo caso va ispezionata a fondo per cercare il motivo del guasto. In genere le prese a mare tendono a bloccarsi per via delle incrostazioni da calcare negli scarichi oppure a causa della presenza di alghe nelle prese di aspirazione o ancora per via dei rifiuti o detriti che si incastrano e possono creare ostruzioni. Se ritenete che siano in buone condizioni e non volete sostituirle consigliamo di spruzzare una buona dose del buon vecchio CRC 6-66 a nostro avviso ancora tra i migliori prodotti per sciogliere ossido e incrostazioni saline proteggendo al contempo dalla corrosione.

Check list lavori

Check list lavori riguardanti la meccanica di bordo

Fuoribordo. Tolta la calandra, occorre quindi lubrificare l’interno del propulsore con gli appositi spray antiossidanti . Le parti mobili esterne quali cerniere, il meccanismo basculante e così via vanno invece ingrassate con prodotti resistenti all’acqua. Tra le manutenzioni periodiche non va dimenticato di sostituire l’olio del piede, smontare l’elica per pulire e ingrassare l’albero, verificare pulire le candele, controllare lo stato della anodo ed eventualmente sostituirlo. Trovi  ampia scelta di questi prodotti nel ns. store all’interno della categoria Grassi e Lubrificanti.

Entrobordo. Spesso le avarie del propulsore sono precedute da allentamenti di fascette, flangie o forcelle di fissaggio e corrosioni. Questo check visivo può continuare osservando le vibrazioni dell’asse dell’elica sia al minimo dei giri che a giri superiori, lo stato del giunto elastico nonché la solida connessione dei due cavi del telecomando, invertitore e pompa di iniezione del gasolio. Nel caso il propulsore sia un sail drive si deve verificare l’integrità della guarnizione in gomma che circonda il piede sul fondo dello scafo. Anche il getto d’acqua dallo scarico del motore appena acceso racconta lo stato di salute dell’entrobordo: se c’è un getto veloce e potente vuol dire che la girante fa il suo lavoro e che la presa in carena non è ostruita da incrostazioni o denti di cane.

Impianto idraulico. Il check up da seguire è volto alla ricerca di eventuali perdite dell’impianto idraulico. Le perdite avvengono di solito nei tanti raccordi di tubi, quindi questi vanno esaminati bene con l’impianto in pressione. I raccordi che perdono vanno smontati, puliti e rimontati. L’ideale sarebbe sostituire anche tutte le fascette stringitubo dell’impianto. Se la perdita rimane, vanno sostituiti i raccordi a compressione usati per tubi rigidi e semirigidi. Anche i tubi flessibili che non hanno un rinforzo adeguato possono dare problemi, specialmente in aspirazione: se il tubo si piega può bloccare il flusso.

Leggi anche: Come scegliere i tubi idraulici della barca

Impianto elettrico. Controllate il vostro cablaggio. I collegamenti elettrici soffrono durante l’inverno a causa degli sbalzi di temperatura e dell’umidità. Pulite i vostri terminali, cambiateli se necessario e spruzzate un inibitore di corrosione (ancora una volta il CRC-6-66 può venirci facilmente in soccorso).

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Timone. I controlli di routine alla timoneria dovrebbero verificare lo stato di alcuni importanti componenti e delle zone sollecitate dagli sforzi: asse e pala del timone, frenelli, bulloneria, fermi, pulegge, etc. Spesso queste aree si trovano in luoghi angusti e difficilmente accessibili, quindi per fare un buon lavoro serve qualche contorsionismo e armarsi di una buona dose di pazienza.

Check list lavori

La check list lavori per il rimorchio

Telaio. Sul telaio la ruggine in condizioni normali non si forma, ma nodi e abrasioni possono togliere la zincatura e rendere vulnerabile il metallo. Non rappresenta invece un problema quella specie di patina bianca o puntinatura che si forma sulla superficie dopo un po’ di tempo. Durante l’ispezione del telaio è bene verificare il serraggio di tutti i dadi e i punti di saldatura che sono più soggetti a corrosione. Se questa compare, bisogna intervenire applicando un fondo epossidico e uno zincante a freddo. Se invece è la verniciatura a sfogliarsi, basta spazzolare fondo la zona interessata e poi riverniciare.

Rulli e staffe. E’ importantissimo controllare il buono stato dei rulli e staffe del rimorchio, per evitare di incorrere in accidentali e pericolose rotture durante l’alaggio o ancor peggio il trasporto dell’imbarcazione su strada. Ispezioniamo minuziosamente questi accessori alla ricerca di elementi corrosi o cricche (crepe) sul metallo, chiari segnali di potenziali cedimenti e rotture. Controlliamo anche il buon scorrimento dei rulli sostituendo tutti quegli elementi che sembrano non funzionare correttamente e lubrificando abbondantemente tutti quelli che decideremo di non sostituire.

Luci. A rischio sono i contatti elettrici che fanno funzionare l’impianto delle luci. Occorre proteggerli con abbondante spray disossidante soprattutto nelle giunzioni dei faston, nei portalampada e nelle spine di collegamento. Spruzzate tutti i collegamenti con un detergente per contatti e testate le luci dei freni e dei segnali.

Gancio e verricello. Olio di gomito e lubrificante servono anche per il gancio del rimorchio, ossia il giunto a cavità sferica che permette di collegare il rimorchio al veicolo. Quelli più recenti hanno un segnalatore di usura colorato per tenere sotto controllo il consumo della sfera. L’argano di alaggio non ha invece bisogno di particolari manutenzioni: basta che la cinghia tessile o il cavo di acciaio siano integri e il cricchetto giri senza impedimenti.

Freni, cuscinetti e mozzi ruote. Mozzi delle ruote, cuscinetti, anelli paraolio e ganasce e cavi dei freni sono le componenti più a rischio. Ci si può prendere cura delle prime tre provvedendo a pulirle e ingrassarle e in caso di problemi rivolgendosi a un meccanico. Più semplice invece è la manutenzione delle ganasce dei freni È importante che abbiano sufficiente spessore, almeno 3 millimetri, e molle con leveraggi integri.

Ruote dei carrelli. Gli pneumatici devono essere gonfiati alla giusta pressione indicata nel manuale del costruttore. È importante che abbiano il battistrada a norma, la legge prevede uno spessore minimo di 1,6 millimetri, e che la loro superficie laterale sia integra. I dadi che fermano le ruote devono essere ben serrati. Se il carrello rimane fermo a lungo è consigliabile usare dei sostegni per tenerlo sollevato da terra ed evitare di ovalizzare le gomme, altrimenti si può aumentare di circa 0,5 bar la loro pressione avendo l’accortezza di cambiare periodicamente la parte di appoggio.

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I controlli alle dotazioni di sicurezza

Zattera Salvataggio. Le zattere salvataggio sono soggette a revisione periodica ogni 2 anni. La revisione della zattera deve avvenire presso le sedi autorizzate dal fabbricante. Durante tale controllo si verifica lo stato della parte pneumatica, degli accessori e delle dotazioni della zattera. Viene testata la bombola di gonfiaggio, le relative valvole e la testa operativa. Alla fine della revisione i risultati e le verifiche degli interventi effettuati vengono riportati su un apposito certificato di revisione, da tenere sempre a bordo.

Razzi. Razzi a paracadute, fuochi a mano e boette fumogene galleggianti rientrano nella categoria delle dotazioni di sicurezza obbligatorie soggette a scadenza. La loro obbligatorietà e la quantità cambiano in funzione della distanza dalla costa in cui ci si trova a navigare. I segnali di soccorso hanno una validità di 4 anni e la loro data di scadenza è riportata sulla confezione. I razzi scaduti, al momento in cui si acquistano quelli nuovi vanno restituiti al venditore il quale provvederà a farli smaltire secondo la normativa vigente.

Estintori. Gli estintori non hanno cioè una scadenza fissa. Bisogna solo assicurarsi che l’involucro sia in buono stato e con il manometro posizionato sullo stato di carica. L’estintore con il tempo perde la carica e la lancetta del manometro si sposta sulla zona rossa del quadrante dello stesso, a quel punto l’estintore va portato a caricare.

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Verificare che i documenti siano in ordine

Patente Nautica. Ha una validità di 10 anni dalla data di rilascio o di convalida. Il periodo è ridotto a 5 anni per chi ha compiuto 60 anni al momento del rilascio o della convalida del documento.

Leggi anche: Patente nautica: la guida completa

Certificato di sicurezza. Accompagna la Licenza di Navigazione e serve ad attestare la rispondenza della barca alle norme tecnico-costruttive previste dalle leggi nazionali e internazionali. Quelli rilasciati per la prima volta alle nuove unità scadono dopo 10 anni se la barca è marcata CE (categorie C o D) o se è priva di marchio ed è abilitata navigare entro 6 miglia dalla costa. La scadenza cade dopo 8 anni se lo scafo appartiene alle categorie A o B o è privo di marchio e abilitato alla navigazione senza limiti dalla costa. Per tutte le barche (con o senza marchio CE) le scadenze successive alla prima sono previste ogni 5 anni.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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