La guida definitiva per essere diportisti eco-sostenibili

Il rispetto dell’ambiente marino dovrebbe essere la filosofia perseguita da ogni diportista. Ecco allora come diventare diportisti eco-sostenibili con buone abitudini e consapevolezza di cosa realmente è dannoso per la salute del mare.

È compito di tutti i diportisti fare la propria parte per mantenere pulite le acque dei mari e degli oceani che li accolgono durante uscite, crociere e traversate. Coloro che vanno per mare dovrebbero conoscere e rispettare le pratiche di navigazione eco-sostenibili. Sebbene la coscienza ambientale sia in aumento costante, molti non sanno ancora da dove iniziare il loro viaggio ecologico in barca. Ecco allora una guida completa con tutti i consigli per una navigazione eco-compatibile.

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diportisti eco-sostenibili

Essere rispettosi delle creature marine

Come diventare diportisti eco-sostenibili. Vedere uccelli, delfini, balene, tartarughe e vita marina è un’esperienza straordinaria quando si naviga. Per garantire la loro e la vostra sicurezza, tenete la vostra barca ad almeno 70 metri di distanza dagli animali marini, indipendentemente dalla specie. Non inseguiteli mai e se vedete una madre con i suoi piccoli, evitate di separarli, anche se inavvertitamente. Se mammiferi o altri animali si avvicinano mentre siete in navigazione, riducete la velocità e mettete il motore in folle oppure abbassate le vele. Se le creature si comportano in modo irregolare o aggressivo, allontanatevi immediatamente. Infine, se li vedete in difficoltà, chiamate immediatamente la Guardia Costiera sul canale 16 Vhf.

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Usare prodotti di pulizia “bio”

Sul mercato nautico sono disponibili numerosi detergenti e sgrassatori ecologici per barche. In genere le etichette indicano se un prodotto è biodegradabile o contiene sostante inquinanti. “Non tossico” è un altro termine importante da tenere presente. L’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente raccomanda anche di cercare prodotti con il marchio “Green Seal”. Quest’ultima è un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro che certifica che i prodotti che soddisfano elevati standard di ecosostenibilità.

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Pescare in modo responsabile

Come diventare diportisti eco-sostenibili. I limiti di taglia e di cattura dei pesci esistono per garantire la sopravvivenza e la prosperità delle specie ittiche. Prima di uscire in mare per una battuta di pesca, assicuratevi di conoscere le norme relative al luogo in cui desiderate pescare. Inoltre, prendete in considerazione l’idea di catturare e rilasciare i pesci invece di metterli subito in frigo o portarli a casa. Lasciare che un maggior numero di pesci rimanga nelle acque consente il ripopolamento e la sostenibilità continua.

Riciclare è una buona filosofia “green”

Un modo semplice per essere diportisti più attenti all’ambiente è quello di riciclare e riutilizzare, ovvero riciclare l’attrezzatura nautica. Per esempio le vecchie vele possono di una barca possono diventare delle borse da viaggio o zaini. Diverse aziende manifatturiere possono acquistare questi scarti per riutilizzarli. Alcune associazioni e organizzazioni di beneficenza ritirano per esempio giubbotti di salvataggio usati o da buttare. In definitiva, ogni piccolo gesto contribuisce a evitare che la vecchia attrezzatura nautica finisca in discarica.

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Essere ecosostenibili anche negli ancoraggi

Durante le soste e gli ancoraggi in rada occorre evitare di calare l’ancora su una prateria di Posidonia. Anche un piccolo “ferro” può infatti strappare radici, fusti e foglie di questa delicata pianta marina. In Italia le aree dove si trovano le praterie di Posidonia comprendono la Sardegna occidentale, tra cui l’Arcipelago di La Maddalena, e poi la Sicilia, da Capo Feto alle Isole Egadi che ospitano quella che è considerata la prateria di Posidonia più grande e meglio conservata del Mediterraneo.

Come diventare diportisti eco-sostenibili. Poi ancora l’area di Portofino, l’Arcipelago Toscano, le isole Pontine, Ischia e la parte settentrionale del Golfo di Napoli. Lungo le coste dell’Adriatico meridionale, la Posidonia si trova invece in Puglia nelle zone di Brindisi, Lecce e nelle Isole Tremiti.

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Limitare i lavaggi della barca

Per rendere la vostra imbarcazione più ecologica, sciacquate la coperta della barca ed eliminate i cristalli di sale e lo sporco ogni volta che tornate in banchina. Al contrario, non è necessario pulire tutto lo scafo. Se la carena inizia ricoprirsi di cirripedi o ha bisogno di attenzione, evitate di pulirla in acqua se ha una vernice ablativa. Lo sfregamento e il lavaggio liberano infatti la vernice antivegetativa e i biocidi in essa contenuti. Anche il lavaggio a bassa pressione con un’idropulitrice può essere efficace. Meglio ancora se il lavoro viene svolto da un porto turistico o da un cantiere di alaggio con attrezzature dedicate alla pulizia. Queste ultime infatti dovrebbero anche avere dei filtri per raccogliere l’acqua e permetterne il riutilizzo.

Smaltire correttamente le acque nere e grigie

Ridurre la velocità in mare se si va a motore

Uno dei modi migliori e più semplici per rendere la vostra barca più rispettosa dell’ambiente è quello di andarci piano con l’acceleratore se andate a motore. In primo luogo, consumerete meno carburante riducendo i costi di ogni uscita. In secondo luogo, l’azione delle onde danneggia le delicate piante marine che proteggono le coste dall’erosione. Oltre a dare ossigeno al mare le piante marine costituiscono il cibo preferito di lamantini, tartarughe, tarponi e altre creature. Inoltre, se danneggiate o distrutte, richiedono molto tempo per ricrescere.

Non gettare in acqua rifiuti non biodegradabili

Il passo più semplice per essere un diportista eco-compatibile è quello di non gettare mai nulla in acqua. Questa regola dovrebbe valere anche per tutti coloro che salgono a bordo della vostra barca. Mozziconi di sigaretta, plastica e tutta una serie di altri rifiuti minacciano la salute della vita marina. Tutti gli involucri e i contenitori che salgono a bordo devono essere portati via con voi, per poi essere conferiti negli smaltiti contenitori in porto e nei marina turistici.

Smaltire correttamente le acque nere e grigie

Le acque nere sono le acque di scarico e i liquami provenienti dai servizi igienici di bordo. Le acque grigie, invece, provengono dal lavandino o dalla doccia dell’imbarcazione, oltre che da altre fonti diverse dai servizi igienici. Entrambe sono incredibilmente dannose per l’ambiente e lo smaltimento non autorizzato comporta pesanti sanzioni.

È assolutamente illegale scaricare le acque nere in mare. Pertanto, per svuotare i serbatoi appositi del bagno della vostra imbarcazione, utilizzate sempre strutture e procedure di pompaggio adeguate. Le politiche di smaltimento delle acque grigie sono disponibili presso la stragrande maggioranza di porti turistici.

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Fare il pieno di carburante in modo corretto

Evitate di riempire eccessivamente il serbatoio di carburante e quindi provocare sversamenti accidentali. Naturalmente, a volte gli incidenti si verificano. In previsione di questa evenienza, è saggio tenere a bordo uno straccio o un kit per le fuoriuscite di carburante. Durante la stagione è poi consigliabile dare una bella controllata ai tubi e ai serbatoi del carburante, per assicurarsi che non ci siano crepe o perdite.

Smaltire olii esausti i liquidi

Assicuratevi che l’olio usato non vada a finire in un tombino e quindi in mare. Portatelo in un apposito sito di smaltimento di olii e carburanti all’interno di un porto turistico che ricicla i liquidi. Basta una telefonata all’ufficio centrale dell’autorità marittima per saperlo. La stessa marina dovrebbe accettare anche i filtri dell’olio usato.

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Considerare la possibilità di passare all’elettrico

Sempre più produttori di motori e cantieri offrono una propulsione completamente elettrica o ibrida. Certo, le batterie contengono acido e quindi non sono “verdi”. Tuttavia, la tecnologia attuale può aiutarvi a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e a eliminare le emissioni.

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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