Dalle scogliere del Gard alle rive dell’Aude, una nuova regata promette di rivoluzionare l’estate mediterranea. Tra sfide tattiche e serate di condivisione a terra, il leggendario skipper Kito de Pavant lancia una regata aperta a tutti.
Il Mediterraneo ha un nuovo respiro, e porta la firma di un uomo che del mare ha fatto la propria ragione di vita. Dopo lo strepitoso successo della Med Max nel 2024, dedicata ai giganti del mare, Kito de Pavant non si ferma e rilancia con una visione più intima ma altrettanto ambiziosa: il Tour d’Ox. Questa volta, l’obiettivo non è solo la velocità pura tra professionisti, ma la creazione di un ponte tra i lupi di mare locali, gli studenti appassionati e i turisti estivi, trasformando il litorale occitano in un palcoscenico di sport e cultura.
Un viaggio tra i gioielli della costa occitana
Il sipario si alzerà domenica 5 luglio 2026. La flotta spiegherà le vele partendo da Port Camargue, nel Gard, per una settimana di navigazione che promette di essere tanto tecnica quanto suggestiva. Il percorso non è una semplice linea retta, ma un ricamo lungo la costa che toccherà perle come Palavas-les-Flots, l’affascinante Sète, il Cap d’Agde, fino a Gruissan e Canet-en-Roussillon.
Ogni tappa sarà un mix di adrenalina e strategia. Le giornate saranno scandite da regate di trasferimento e percorsi costieri brevi, modellati secondo i capricci del vento. Il gran finale è previsto per sabato 11 luglio a Port Leucate, dopo una spettacolare “lunga” a coefficiente doppio che porterà le imbarcazioni a sfiorare i profili rocciosi della Costa Vermiglia. E per il futuro? De Pavant guarda già oltre confine, con il sogno di una tappa in terra spagnola già per l’edizione 2027.
Piccoli scafi, grandi emozioni: le classi in gara
Il Tour d’Ox sceglie una dimensione umana e accessibile. La partecipazione è stata pensata per valorizzare imbarcazioni agili e iconiche. In prima linea troveremo i mitici Surprise, che approfitteranno dell’evento per celebrare il loro 50° anniversario: scafi storici che vedranno darsi battaglia equipaggi di 4 o 5 persone, con una categoria speciale interamente dedicata agli universitari per coltivare i talenti di domani.
Spazio anche ai monoscafi della classe OSIRIS, con classifiche separate per chi ama la sfida in equipaggio o preferisce il corpo a corpo della navigazione in “Duo”. Per garantire un’accoglienza impeccabile in ogni porto, l’organizzazione ha fissato paletti precisi: le barche non supereranno gli 11 metri di lunghezza e la flotta sarà limitata a 35 fortunati partecipanti, garantendo così un clima di sana competizione e gestione ottimale degli ormeggi.
Non solo regata: il porto come cuore pulsante
Ma il Tour d’Ox non finisce quando si ammainano le vele. Una volta messo piede a terra, la competizione lascia il posto alla convivialità e alla riflessione. Ogni scalo diventerà un villaggio pulsante di vita, progettato per essere un laboratorio a cielo aperto sulla sostenibilità.
Attraverso workshop, conferenze e incontri, velisti e pubblico di ogni età saranno coinvolti nel dibattito sulle sfide climatiche e sulla protezione dei nostri fragili ecosistemi marini. Sarà l’occasione per incontrare gli skipper, commentare le manovre della giornata e, infine, lasciarsi andare al ritmo di musica e sapori locali. Cene comunitarie curate dalle associazioni del territorio e dj set sotto le stelle chiuderanno le serate, con un’unica avvertenza per i marinai: il mattino dopo, il mare tornerà a chiedere il massimo impegno.
Il bando di regata e le iscrizioni sono già disponibili online sul sito ufficiale: la sfida nel cuore blu dell’Occitania è pronta a cominciare.


