Incendio devasta la Carbon Line, eccellenza degli scafi in carbonio

Un devastante incendio ha incenerito la Carbon Line di Fano, azienda leader nella produzione di scafi in fibra di carbonio. Il rogo ha causato danni milionari, messo a rischio centinaia di posti di lavoro e sollevato preoccupazioni ambientali.

Una colonna di fumo nero, un presagio sinistro che ha oscurato il cielo sopra Fano. L’incubo è iniziato intorno a mezzogiorno dell’11 agosto, quando un incendio di proporzioni spaventose ha inghiottito la Carbon Line, gioiello del distretto nautico marchigiano. L’azienda, specializzata nella realizzazione di scafi e sovrastrutture in materiali compositi avanzati, come fibra di carbonio e vetroresina, è stata avvolta dalle fiamme in un disastro che rischia di avere conseguenze pesanti per l’economia locale.

Carbon Line
Photo credits: Carbon Line.

Inferno di fuoco e soccorsi disperati

Le fiamme, partite dal tetto della sezione Sud del capannone situato in via De Nicola, si sono propagate con una rapidità impressionante, alimentate dalla presenza di resine, solventi e altri materiali infiammabili. Una task force composta da otto squadre dei Vigili del Fuoco, supportate dalla Protezione Civile, dalla polizia locale, da droni dotati di termocamere e persino da robot cingolati, ha lottato strenuamente per domare il rogo.

Le operazioni di spegnimento sono durate oltre 24 ore, e solo dopo un impegno senza sosta i pompieri sono riusciti a contenere l’incendio. Fortunatamente, non si sono registrate vittime. Un operaio di una ditta esterna ha riportato una ferita a una gamba, ma è stato prontamente medicato e dimesso in giornata.

Nube tossica e futuro incerto

L’incendio ha sprigionato una densa nube tossica che ha raggiunto anche i comuni limitrofi di San Costanzo e diverse aree agricole. Di fronte all’emergenza, il Comune di Fano ha adottato misure precauzionali immediate: chiusura di porte e finestre, sospensione dell’utilizzo di climatizzatori che prelevano aria dall’esterno, blocco della raccolta delle coltivazioni e avvio di controlli ambientali accurati su aria, acqua e suolo da parte di ARPA e ARPAM. La priorità assoluta è tutelare la salute pubblica e valutare l’entità dei danni ambientali.

“Sono andati in fumo milioni di euro”, ha dichiarato con amarezza Giovanni Piscopo, project manager della Carbon Line, delineando uno scenario cupo per il futuro dell’azienda. Fondata nel 2012, la Carbon Line dà lavoro a oltre 100 persone direttamente e a circa 200 nell’indotto. Con una superficie produttiva di 20.000 metri quadrati e un fatturato di 24,6 milioni di euro nel 2023, l’azienda rappresenta un motore importante per l’economia locale. Lo stabilimento ospitava stampi, modelli e semilavorati fondamentali per le commesse di clienti di prestigio come Azimut | Benetti e Ferretti, commesse che ora rischiano di subire pesanti ritardi.

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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