In futuro saremo tutti acquanauti alla scoperta degli abissi

Dopo i voli spaziali di Bezos e Branson è ora di esplorare gli abissi secondo Fabien Cousteau, nipote di Jacques-Yves, che sta costruendo una base sottomarina ai Caraibi per fare ricerca e turismo.

Alla scoperta degli abissi. Abbiamo esplorato solo il 5% degli oceani e c’è ancora tanto da scoprire. Ora che il turismo spaziale è una realtà dopo le spedizioni dei miliardari Richard Branson e Jeff Bezos, alla frontiera dell’esplorazione non resta che spostarsi negli abissi marini. È la tesi di Fabien Cousteau, nipote del famoso oceanografo e documentarista Jacques-Yves Cousteau, che in questi mesi sta lavorando al progetto ”Proteus”. Si tratta di una Stazione Sottomarina installata a 18 metri di profondità nel Mar dei Caraibi e che accoglierà in futuro scienziati e turisti. Anzi, come ama definirli, acquanauti.

La base sottomarina di 400 mq dovrebbe vedere la luce entro 2 o 3 anni e sarà posizionata al largo di Curaçao, isola caraibica olandese di fronte al Venezuela. La struttura sarà una piattaforma marina multifunzione, dove fare ricerca scientifica, ma anche aperta ai turisti. Comprenderà laboratori su cambiamento climatico, alimentazione, biomeccanica e farmaceutica, un orto, una speciale cucina e il primo studio di broadcast subacqueo.

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scoperta abissi

Una base sottomarina per la ricerca e il turismo

Alla scoperta degli abissi. Gli acquanauti saranno chiamati a partecipare alle missioni, che dureranno da 7-10 giorni a 3 mesi. E prima di immergersi dovranno sottoporsi a un periodo di training, per abituarsi mentalmente e fisicamente all’idea di essere segregati a parecchi metri dalla superficie dell’acqua. Ma Cousteau ipotizza anche la possibilità di creare esperienze più brevi. Il prezzo potrebbe partire da 50.000 euro. Il progetto Proteus costerà 135 milioni di dollari, necessari anche per realizzare i sommergibili di collegamento e il centro operativo sulla terraferma per coordinare le missioni.

Fabien Cousteau sa bene cosa significa vivere in fondo al mare. Nel 2014 ha partecipato a Mission 31, un progetto di 31 giorni a bordo di Aquarius, laboratorio di ricerca sottomarina al largo della Florida. Secondo l’esploratore, in quel mese di permanenza sui fondali si sono ottenuti gli stessi risultati in termini di ricerca scientifica che avrebbero richiesto 3 anni di lavoro sulla terraferma.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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