Il Senato approva il disegno di legge sul reato di omicidio nautico

Il Senato ha appena approvato il disegno di legge che introduce il reato di omicidio nautico. Previste pene e aggravanti per chi provoca lesioni gravi o morte di persone al timone di un’imbarcazione. Ora manca parere della Camera dei deputati.

Il reato di omicidio nautico è sempre più vicino alla realtà della legge italiana. Con 140 voti favorevoli, 3 astenuti e nessun contrario, il Senato ha appena approvato il disegno di legge n. 340 proposto dal Senatore Alberto Balboni, di Fratelli d’Italia, che prevede l’introduzione nel sistema giuridico italiano del reato di omicidio nautico e del reato di lesioni personali nautiche. La legge in questione dovrebbe pene e aggravanti per chi provoca lesioni gravi o morte di persone al timone di un’imbarcazione. Il testo passa ora all’esame della Camera dei deputati.

Presentato per la prima volta nel 2019, il disegno di legge sul reato di omicidio nautico si propone di modificare tre articoli del codice penale sull’omicidio stradale, introdotto nel 2016, estendendone l’applicazione agli eventi causati da soggetti alla guida di un’imbarcazione. In pratica la legge aumenta le pene in caso di lesioni gravi (oltre 40 giorni di prognosi), gravissime (irreversibili) o morte, con aggravanti in caso di stato di ebbrezza o uso di sostanze stupefacenti che possono portare la pena comminata fino a 18 anni di reclusione.

Leggi anche: Condannati i due tedeschi per l’incidente sul Garda

omicidio nautico

Si punisce chi provoca incidenti mortali

Nel disegno di legge sull’omicido nautico approvato dalla Camera del Senato è previsto un aumento di pena anche se il reato è commesso con un mezzo sprovvisto di assicurazione, se la persona alla guida non è munita di patente, se il suo titolo è prescritto e se la stessa non si ferma a prestare soccorso. L’obiettivo del disegno di legge è quello di colmare una lacuna normativa che non risponde a criteri di proporzionalità tra la vita e l’integrità fisica delle persone messe a repentaglio in eventuali incidenti in mare e l’atteggiamento psicologico del colpevole.

Il reato di omicidio nautico ha subito una forte spinta in Italia dopo la morte di due giovani a bordo di un piccolo gozzo, travolto sul lago di Garda da un motoscafo condotto da due turisti ubriachi. I due colpevoli sono stati poi condannati a 4 anni e 6 mesi, contro i 6 anni e 6 mesi chiesti dal pubblico ministero perché i giudici non hanno accolto l’accusa di omissione di soccorso.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.