La darsena di San Cataldo, aperta dopo anni di attesa e tante polemiche, non riesce a decollare perché i posti barca sono privi dei servizi essenziali e c’è un altrettanto importante problema di intasamento dell’ingresso.
Grandi disagi per coloro che ormeggiano la propria imbarcazione nella darsena di San Cataldo, a Lecce, un’infrastruttura che, dopo anni di attesa, ha aperto ai diportisti. Il problema è che non ci sono i servizi necessari per chi sceglie di vivere un’estate a bordo di una barca e non tra le affollate spiagge salentine.
Al momento, infatti, nella darsena non c’è un distributore di carburante e questo costringe i proprietari delle barche ormeggiate nella marina leccese a riempire delle taniche presso i distributori per le auto e poi travasarle prima di salpare. Ma i problemi riguardano anche l’erogazione della corrente elettrica che per le imbarcazioni più lontane dall’area bar avviene per il momento attraverso una prolunga messa a disposizione dei gestori del servizio per venire incontro alla carenza dell’area.
Ingresso sempre intasato dalle alghe
C’è però un altro problema all’orizzonte, quello che riguarda l’ingresso della darsena, che per tanto tempo ha ostacolato il taglio del nastro a causa del deposito di alghe che si crea sul fondale. Navigatori e gestori, temono che nel caso in cui dovesse arrivare nelle prossime settimane una nuova mareggiata il pescaggio in quel punto di transito della darsena potrebbe scendere sotto i 90 centimetri, con il rischio concreto di incagliarsi durante la navigazione.
Un problema, quello del deposito delle alghe, che pare non essersi risolto con il transito delle imbarcazioni, forse ancora troppo poche, a causa proprio dei servizi insufficienti per soddisfare le esigenze minime dei naviganti. Proprio per questo motivo, ad oggi sono molti ancora i posti a disposizione nella darsena di San Cataldo, che sembra non avere un “appeal” pari a quello del vicino porto di San Foca, che registra il “sold out” oramai da anni.
Gli armatori scelgono il porto di San Foca
“A quasi 3 mesi dalla firma del contratto con la Salento Navigando e dall’attivazione operativa del servizio – sottolinea il consigliere del Partito Democratico Antonio Rotundo – la situazione della darsena è molto lontana dall’assicurare un servizio efficiente, anzi a dire il vero la situazione desta molta preoccupazione. Il primo dato su cui riflettere è che nonostante l’alto numero di richieste di posti barca le banchine sono in gran parte vuote. Molti diportisti infatti hanno rinunciato al posto barca in quanto i pontili per l’ormeggio delle barche sono privi di servizi essenziali”.

