Il cutter “Sorella” del 1958 entra nella flotta della Marina Militare

Con i suoi 164 anni il cutter aurico in legno “Sorella” è più vecchio di nave Vespucci. Nei giorni scorsi l’industriale Renato Pirota, l’ex armatore, lo ha donato alla Marina Militare.

La prestigiosa flotta di barche a vela della nostra Marina arricchisce le proprie fila. L’ultima arrivata si chiama “Sorella” e con i suoi 164 anni è la barca a vela da regata più vecchia del Mediterraneo. Varata in Inghilterra nel 1858, nei giorni scorsi è passata alla Marina Militare, diventando l’unità in servizio più anziana della flotta. Più della Viri, un 11,35 metri varato in Finlandia nel 1928; ma anche più anziana anche della nave scuola Amerigo Vespucci (101 metri) che l’anno scorso ha compiuto novant’anni.

“Sorella” è un cutter aurico in legno, da 10,97 metri di lunghezza e 4,5 tonnellate di peso. L’armo velico a gaff cutter distribuito su cinque vele (randa, controranda, trinchetta, fiocco murato sul bompresso e uccellina), è stata donata alla Marina Militare dall’industriale padovano Renato Pirota, nel corso di una cerimonia svoltasi presso la Scuola Navale Militare Francesco Morosini di Venezia.

Sorella Marina

Dalla pesca dei gamberetti alle regate

La classifica della rivista inglese Classic Boat colloca “Sorella” al quarto posto fra le più importanti imbarcazioni storiche a livello internazionale. Tra queste il primato è della Uss Constance, 62 metri, fregata a tre alberi del 1797 tuttora iscritta al naviglio della Marina statunitense che in occasione dei suoi 200 anni ha navigato a vela.

“Sorella” è realizzata in fasciame di pitch pine su ordinate in rovere dal cantiere Dan Hatcher (1817-1880). In molti la definiscono come un “itchen ferry”, imbarcazioni realizzate per pesca costiera delle ostriche e dei gamberetti; ma utilizzate anche per le scommesse veliche sul Tamigi. Secondo alcune ricerche sembra che “Sorella” sia stata impiegata dai primi armatori, i fratelli William e George Gordon, come palestra sperimentale per lo studio delle prime vele di poppa diventate poi spinnaker. Gli stessi vincendo più regate possibili facevano conoscere il cutter e incoraggiavano i concorrenti a utilizzare le loro vele.

Da oggi servirà come palestra per la formazione velica di aspiranti comandanti e allora gli auguriamo ancora tanto vento nelle vele!

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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