Il 7 novembre scorso il gruppo legale del cantiere Perini Navi ha annunciato di avere avviato un’azione legale contro il quotidiano statunitense per un articolo che attribuisce l’affondamento dello yacht Bayesian a presunti difetti progettuali.
Uno dei cantieri più prestigiosi al mondo difende la propria reputazione. Il gruppo italiano The Italian Sea Group (TISG), proprietario del marchio Perini Navi, ha avviato un’azione legale contro il New York Times, a seguito di un articolo pubblicato il 30 ottobre in cui il quotidiano attribuisce l’affondamento dello yacht Bayesian a presunti difetti progettuali.
L’incidente risale al 19 agosto scorso, quando lo yacht di lusso, ancorato al largo di Porticello, vicino a Palermo, si inabissò durante una violenta burrasca. Nel naufragio persero la vita sette persone, tra cui il proprietario Mike Lynch e altri ospiti illustri, mentre quindici individui riuscirono a salvarsi utilizzando una zattera di salvataggio.
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Un’inchiesta fuorviante e sbagliata
Il New York Times, nell’inchiesta firmata da sette giornalisti, tra cui James Glanz, dottore in fisica, sostiene che il disastro possa essere attribuibile a vulnerabilità strutturali dello yacht, concentrandosi in particolare sul singolo albero di 237 piedi. Secondo l’articolo, basato sulle opinioni di oltre una dozzina di architetti e ingegneri navali, la scelta di un albero unico invece di due – come nei modelli gemelli del Bayesian – avrebbe reso l’imbarcazione suscettibile a forti raffiche di vento anche con le vele ammainate. Gli ingegneri navali spagnoli Guillermo Gefaell e Juan Manuel López, attraverso simulazioni computerizzate, hanno stimato che una raffica di vento di 54 nodi avrebbe potuto far imbarcare quasi una tonnellata d’acqua al secondo attraverso le prese d’aria della sala macchine.
L’articolo metteva inoltre in luce come lo spostamento della zavorra verso poppa, per bilanciare il peso dell’albero, e la presenza di un ponte ribassato avrebbero influenzato la stabilità dello yacht.
Un danno d’immagine a livello mondiale
The Italian Sea Group, che ha acquistato il marchio Perini Navi in seguito a un’asta fallimentare nel gennaio 2021, contesta fortemente queste affermazioni, ritenendole “prive di validità tecnica.” La società sottolinea che il Bayesian è stato progettato dal celebre architetto navale Ron Holland e che la stabilità della barca è stata certificata dall’agenzia britannica Maritime Coastguard Agency. Secondo TISG, lo yacht non avrebbe potuto inclinarsi in modo pericoloso nemmeno con venti a 60 nodi, che quella notte durarono solo pochi minuti. In tali circostanze, l’inclinazione dello yacht sarebbe stata di soli 18 gradi, lontana dal livello necessario per imbarcare acqua rapidamente come sostenuto dai tecnici spagnoli, poiché le prese d’aria avrebbero dovuto trovarsi a tre metri di profondità, situazione improbabile anche con uno sbandamento di 90 gradi.
Secondo il cantiere l’errore fu dell’equipaggio
Il costruttore aggiunge che lo spostamento della zavorra verso poppa non ha compromesso il centro di gravità dello yacht e che tutte le aperture erano dotate di chiusure stagne attivabili a distanza. Secondo TISG, eventuali allagamenti avrebbero potuto verificarsi solo con un’inclinazione superiore ai 30 gradi, pertanto attribuisce il problema più a un errore operativo che a un difetto di progettazione.
The Italian Sea Group ha dunque deciso di procedere legalmente per il presunto danno d’immagine causato al marchio Perini Navi, noto per la sua eccellenza tecnologica e la tradizione della nautica italiana, e riafferma la “inaffondabilità del Bayesian se gestito correttamente.” Nel frattempo, le indagini della Procura di Termini Imerese sono ancora in corso per accertare le cause esatte del naufragio.
