I timoni foil di Gitana 18 Ultim sono una roba mai vista…

Il nuovo Ultim della scuderia Gitana sfoggia foil e timoni dal design inconsueto e radicale che mostrano un approccio davvero innovativo da parte del team e del progettista Guillaume Verdier.

Gitana 18, l’attesissimo nuovo trimarano oceanico della Classe Ultim dotato di foil è sicuramente uno dei progetti di costruzione nautica più innovativi e top secret degli ultimi anni. Una dei componenti di questa spettacolare barca disegnata da Guillaume Verdier per battere nuovi record in oceano sono proprio le sue particolari appendici applicate sulla carena.

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Gitana
Photo credits: Gitana Team.

Timoni foil dal design radicale

I foil a “L” degli attuali trimarani oceanici sono stati sostituiti con quelli che il team Gitana chiama foil a “Y”. Si tratta di appendici giganti con 5 metri di apertura alare montate su enormi bracci oscillanti, che mostrano una chiara discendenza dall’America’s Cup. Montano flap sul bordo d’uscita che possono essere regolati in modo indipendente, mentre i bracci possono essere sollevati e la loro stessa inclinazione può essere regolata dall’equipaggio.

Sono però soprattutto i timoni dotati di foil a presentarsi diversi da qualsiasi cosa vista prima: mostrano un design a “U” rovesciata oppure a d”A”. A differenza di un timone convenzionale, che ruota in modo indipendente, qui le doppie aste del timone sono fisse, mentre i flap sul bordo d’uscita controllano la direzione. Il tutto progettato per compensare la deformazione che i timoni sottoposti a carichi elevati subirebbero, e apparentemente senza penalizzare la resistenza aerodinamica.

Photo credits: Gitana Team.

Un rigging potente e versatile per velocità uniche

Altro elemento completamente nuovo su multiscafi di queste dimensioni è l’albero di Ultim realizzato da Southern Spars, in Nuova Zelanda. Si tratta di un albero alare basculante, ma è progettato per flettersi in modo da consentire all’equipaggio di controllare la potenza della randa, in particolare nel passaggio tra il decollo e il volo e in condizioni di burrasca in cui il trimarano potrebbe ritrovarsi sovrainvelato.

“Con questa nuova barca speriamo di raggiungere un volo a pelo d’acqua il più vicino possibile alla perfezione – spiega Charles Caudrelier, skipper del Maxi Edmond de Rothschild Gitana 18 – idealmente, saremo in grado di ‘volare’ molto in alto sull’acqua, senza mai toccare le onde. Possiamo tranquillamente raggiungere una velocità media di navigazione prossima ai 40 nodi ma la velocità massima potenziale del multiscafo è di oltre 55 nodi”.

Gitana 18: progettata per volare

Il progetto è stato ideato per navigare in foil per il 100 per cento del tempo di navigazione, obiettivo raggiunto sia riducendo la forza del vento con cui può navigare in foil, sia mantenendo velocità medie più elevate in volo. Si basa su gran parte delle conoscenze, dei dati e dell’esperienza che il team ha acquisito con il precedente Gitana 17 (ora Actual Ultim 4), varato otto anni fa e diventato il trimarano da 100 piedi più ottimizzato e vincente (Transat Jacques Vabre, Route du Rhum e Arkea Ultim Challenge), percorrendo oltre 200.000 miglia oceaniche.

Il suo primo evento sarà la Route du Rhum del 2026, in cui lo skipper Caudrelier cercherà di difendere il titolo, prima di cimentarsi in un giro del mondo in solitaria e in equipaggio, tentando di battere il record di Jules Verne.

 

 

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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