L’archeologo subacqueo Alexandre Monteiro ha mappato migliaia di relitti di galeoni nelle acque portoghesi, rivelando un tesoro sommerso di inestimabile valore storico e materiale. Mancano però azioni concrete per la tutela e lo studio di questi reperti.
L’esperto di archeologia subacquea Alexandre Monteiro ha condotto un’indagine approfondita che ha portato all’identificazione di oltre 8.600 relitti di antichi galeoni nelle acque portoghesi. Questa ricerca ha rivelato la presenza di circa 250 imbarcazioni affondate, cariche di ricchezze ancora inesplorate.
Monteiro ha creato un database dettagliato basandosi su documenti d’archivio, tracciando la storia di navi naufragate dal XVI secolo in poi. Tra le scoperte più significative, spiccano la “Nossa Senhora do Rosário” e la “Nossa Senhora da Luz”, entrambe portatrici di preziosi carichi.

Dalle carte agli abissi: la ricerca sul campo
L’archeologo non si è limitato allo studio dei documenti sui galeoni, ma ha anche condotto ricerche sul campo. Dopo anni di indagini, è riuscito a localizzare il punto esatto del naufragio della “Nossa Senhora da Luz” al largo dell’isola di Faial.
Nonostante l’importanza di queste scoperte, il governo portoghese non ha ancora adottato misure concrete per proteggere questi siti archeologici subacquei. Monteiro esprime preoccupazione per la mancanza di un piano di tutela e per i potenziali rischi di saccheggio ai galeoni sommersi.

Sfide e prospettive future
Sebbene la maggior parte dei relitti sia protetta da strati di sabbia, rendendo difficile l’accesso ai cacciatori di tesori, rimane la necessità di un’azione coordinata per lo studio e la preservazione di questo patrimonio sommerso. La ricchezza storica e materiale di questi relitti rappresenta un’opportunità unica per approfondire la conoscenza del passato marittimo portoghese.
