Gli skipper italiani si mettono in regola: firmata la nuova legge

Il decreto 13 dicembre 2023, n. 227 definisce il nuovo titolo nazionale semplificato di “Ufficiale di Navigazione da diporto di 2a classe” (non STCW). Una rivoluzione attesa da anni da coloro vogliono esercitare la professione di skipper in Italia.

Una buona notizia per coloro che vogliono intraprendere il mestiere di skipper in Italia. Finalmente dopo anni di attesa questa professione nautica a cui sempre più giovani aspirano è stata regolamentata. Merito di una nuova legge che istituisce un titolo apposito definendone in dettaglio l’attività lavorativa e i criteri per accedervi.

Il decreto 13 dicembre 2023, n. 227, concernente la riforma dei titoli professionali del diporto per il personale imbarcato su imbarcazioni e navi da diporto impiegate in attività di noleggio e sulle navi destinate esclusivamente al noleggio per finalità turistiche (iscritte al Registro) definisce il nuovo titolo nazionale semplificato di “Ufficiale di Navigazione da diporto di 2a classe” (non STCW).

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Peccato che sia valido solo in Italia

Il nuovo titolo ha una validità 10 anni e non richiede l’iscrizione alla Gente di Mare. Unica nota dolente è che è valido esclusivamente in Italia, un limite “pesante” per chi vuole lavorare all’estero, come spesso accade in questo settore.

Coloro che otterranno il titolo “Ufficiale di Navigazione da diporto di 2a classe” potranno dunque condurre in qualità di comandante unità battenti bandiera italiana e in navigazione nel Mediterraneo o in acque interne, di stazza non superiore a 200 GT. Basta essere assunti da società di charter, oppure lavorare privatamente come liberi professionisti, con partita Iva.

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I requisiti per diventare skipper professionista

Il nuovo decreto definisce anche i requisiti necessari per accedere al titolo. Per diventare “Ufficiale di Navigazione da diporto di 2a classe”, è necessario:

  • Avere compiuto 18 anni di età e possedere i requisiti psicofisici necessari per la patente nautica B;
  • Essere in possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado;
  • Conseguire il certificato di Operatore Short Range (SRC);
  • Avere in corso di validità i corsi antincendio di base, il primo soccorso base “First Aid” e frequentare un corso di sicurezza personale per la navigazione d’altura (uso della zattera);
  • Sostenere un esame teorico e pratico presso le Capitanerie di Porto su un programma di studio simile ai corsi per la patente per navi da diporto con qualche semplificazione.

Una nota importante è che per essere ammessi all’esame non servirà nessun addestramento o periodo di imbarco registrato.

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Cosa cambia con il nuovo titolo di skipper

Con il nuovo titolo di “Ufficiale di Navigazione da diporto di 2a classe” in definitiva si semplifica l’accesso alla professione di skipper con un iter pratico e veloce, senza lungaggini e ostacoli burocratici. Si permette inoltre ai nuovi comandanti di unità da diporto di lavorare in regola, con compensi equi e trasparenti.

Tutti gli appassionati di vela e di mare potranno dunque diventare skipper professionisti e farsi assumere in un settore che da anni richiede un titolo semplificato per il comando di imbarcazioni da diporto lungo le nostre coste. Le società di charter infine potranno assumere i nuovi skipper con titolo di Ufficiale di Navigazione da Diporto di 2a classe e non saranno obbligate a limitare la propria attività alla “locazione senza skipper” delle imbarcazioni.

 

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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