Un diportista scopre a sue spese le conseguenze di un giubbotto di salvataggio autogonfiabile lasciato sul fondo di un gavone. Il racconto evidenzia la necessità di controllare regolarmente i propri giubbotti di salvataggio autogonfiabili anche in assenza di un obbligo di legge.
I giubbotti di salvataggio autogonfiabili hanno rivoluzionato negli ultimi anni la sicurezza a bordo di barche e yachts. Il vantaggio di questi dispositivi tecnologici è che ingombrano meno, possono essere sempre indossati senza intralciare4 movimenti e manovre e nel caso si cada accidentalmente in acqua si attivano in maniera automatica.
Per contro rispetto ai modelli tradizionali hanno bisogno di controlli periodici e una manutenzione accurata, oltre che il rispetto della data di scadenza dei loro componenti interni. Ma cosa succede se si saltano questi passaggi? Un giubbotto salvagente autogonfiabile trascurato è ancora efficiente e in grado di salvare una vita umana? Purtroppo no, e lo ha scoperto qualche tempo fa un diportista a sue spese.
Leggi anche: Giubbotti di Salvataggio, la nuova Normativa 2025

Tre giubbotti lasciati in un gavone per anni
Durante una ricognizione a bordo della sua barca prima della stagione estiva l’armatore individua tre giubbotti identici dimenticati nel fondo di un gavone. Si tratta di modelli per l’appunto autogonfiabili con sistema idrostatico Hammar che riportano una data di scadenza del meccanismo che risale al 2006.
Insomma sia il grilletto di attivazione che il relativo cilindro avrebbero dovuto essere sostituiti quasi 20 anni prima. Sembrano ancora in buone condizioni, ma lui non si accontenta di quel veloce controllo visivo e decide di fare un test in acqua per verificarne il corretto funzionamento.
Il test fallisce, per fortuna è una simulazione
Una volta tuffatosi in acqua profonda, il sistema di gonfiaggio del dispositivo si è attivato normalmente e il giubbotto ha cominciato a gonfiarsi. Pochi istanti dopo tuttavia la camera d’aria interna al salvagente è letteralmente scoppiata e il giubbotto si è sgonfiato immediatamente lasciando il diportista a sé stesso e alle sue capacità di nuotare e rimanere a galla.
Gli altri due giubbotti identici, rimasti sul fondo del gavone per lo stesso periodo di tempo, a un ulteriore test presentavano lo stesso difetto. Ogni giubbotto si gonfiava immediatamente, ma si sgonfiava quasi altrettanto rapidamente, a causa dello scoppio della camera d’aria.
Mancanza di regole, ma manutenzione essenziale
Questa esperienza altamente istruttiva, dimostra l’importanza della manutenzione dei giubbotti di salvataggio. Nella nautica da diporto, nessuna normativa impone ai diportisti di far revisionare i propri giubbotti di salvataggio. Tuttavia, produttori come Plastimo, Secumar e Spinlock raccomandano un’ispezione ogni 2 anni. Nel caso la manutenzione non venga eseguita da un centro autorizzato (cosa raccomandata in termini di sicurezza), può comunque essere eseguita dal diportista stesso, a condizione che vengano seguiti determinati passaggi di ispezione.
Tali passaggi del check up sono semplici, ma devono essere eseguite metodicamente:
- Controllo della data di scadenza delle capsule di attivazione (Hammar o UML);
- Ricondizionamento accurato secondo lo schema di piegatura del produttore;
- Ispezione visiva del rivestimento in tessuto, delle cuciture e del grilletto;
- Gonfiaggio esterno tramite pompa (evitare di usare la bocca per evitare di introdurre umidità);
- Mantenere la pressione per 12-24 ore per verificare la tenuta della camera d’aria;
- Pesare la cartuccia di CO₂ (per i sistemi UML), il cui peso deve corrispondere alle istruzioni del produttore.

Il danno invisibile del tempo: una minaccia silenziosa
Nel caso descritto, la lacerazione si è verificata in corrispondenza di un’area del salvagente soggetta a forti sollecitazioni. Questo tipo di rottura, invisibile fino al gonfiaggio del giubbotto, può essere rilevata solo durante test di pressione prolungati. Le materie plastiche e i materiali tecnici invecchiano, soprattutto in condizioni umide o confinate come quelle di un gavone.
I giubbotti autogonfiabili con più di dieci anni, soprattutto se di seconda mano o dimenticati da tempo, devono essere trattati con cautela. Oltre all’usura, l’intera catena di attivazione, dalla capsula alla camera d’aria, può essere compromessa. La sostituzione preventiva o lo smaltimento a volte rimangono le uniche opzioni affidabili. Il prezzo dei giubbotti autogonfiabili nuovi, che parte da circa 100 euro, suggerisce che non vale la pena risparmiare quando si tratta della sicurezza dell’equipaggio.


