Gilberto Penzo e quell’amore puro per le barche veneziane

Maestro artigiano, costruttore navale e tra i massimi esperti di barche tradizionali della Laguna di Venezia Gilberto Penzo a 70 anni cede la sua bottega laboratorio e cerca un giovane appassionato che segua le sue orme.

Per la stragrande maggioranza dei turisti che visitano frettolosamente Venezia le barche che solcano lagune e canali, a partire dalle gondole, sono soltanto dei mezzi trasporto, più o meno veloci, a volte confortevoli oppure semplici e spartane. Insomma barche essenziali per muoversi all’interno e attorno a una città unica al mondo, costruita appunto sull’acqua.

Ciò che spesso s’ignora è che non solo il naviglio veneziano conta oltre 100 modelli di imbarcazioni tipiche, ma che ciascuna di loro è frutto di una tradizione marinara e cantieristica millenaria. Insomma sono pezzi di storia e presidi di una cultura che affonda le proprie origini antiche nella Serenissima.

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Gilberto Penzo

Una bottega veneziana ricca di arte e storia navale

C’è qualcuno però a cui questo patrimonio galleggiante sta molto a cuore, tanto da indirizzarne le scelte di vita e addirittura farne una professione. Si tratta di Gilberto Penzo, uno dei più rigorosi studiosi di imbarcazioni storiche lagunari, adriatiche e italiane. Per metà uno storico, cultore dell’arte navale, e per l’altra metà un sapiente artigiano che per anni si è dedicato alla costruzione di modelli di barche tradizionali. Ma nella sua lunga attività Gilberto Penzo ha scritto anche molti libri e volumi dedicati alla sua passione, così come ha curato mostre, esposizioni, allestimenti museali e progetti di restauro di barche d’epoca.

Oggi tuttavia Gilberto Penzo lascia la propria attività e cerca un erede. Al civico 2681 in Calle Seconda dei Saoneri, a pochi passi dai Frari, un foglietto attaccato alla porta della sua bottega recita: “Cedesi attività”.“Dopo 45 anni di gestione della mia bottega – spiega Gilberto in un’intervista rilasciata qualche giorno fa a Il Gazzettino – senza contare i svariati anni di apprendistato, è arrivato il momento di cedere la mia attività a una persona che se ne faccia carico e subentri al mio posto. Cerco un giovane volenteroso e a chi volesse subentrare fornisco l’avviamento e tutte le informazioni per iniziare a lavorare, i disegni tecnici, le immagini, le dime, i progetti esecutivi e file dei modelli e l’esperienza accumulata in mezzo secolo di lavoro”.

Gilberto Penzo

Un artigiano con il gusto dello studio

Una grande sfida quella di Gilberto, perché trovare al giorno d’oggi una persona appassionata di barche tradizionali e modelli navali d’epoca non è affatto semplice. Ricalcare le sue orme poi, iniziate nella metà degli Anni 50, è di fatto impossibile. Penzo è nato a Chioggia nel 1954, dove la sua famiglia materna aveva un cantiere che costruiva ogni tipo di barca locale: sandoli, batei, bragossi, trabaccoli, ma anche grossi motovelieri, yachts veloci e barche da voga. Suo padre era meccanico navale e nella sua officina installava e riparava i motori delle barche da pesca.

ll mondo della nautica gli è entrato subito nel sangue, con la sua bellezza e durezza, con il suo pragmatismo. In quei primi anni ha assimilato il mestiere artigiano, ossia il gusto del fare e di pensare un progetto o una soluzione a un problema, per poi portarla a compimento con le proprie mani, senza tempi morti e chiacchiere inutili.

Gilberto Penzo

Flotta veneziana, la più longeva della storia

Ma soprattutto Gilberto Penzo ha unito fin da subito il sapere pratico e il lavoro manuale con le conoscenze teorico, lo studio e la ricerca sulle origini, le caratteristiche e gli impeghi di ogni barca tradizionale. Ha studiato antichi documenti, analizzato reperti archeologici e visitato musei in Italia e all’estero per rintracciare gli scafi veneziani che già nei secoli scorsi erano apprezzati dalle più importanti famiglie d’Europa.

Ha scoperto così la gondola in tutte e sue declinazioni, come il gondolin da regata, il gondolin da fresco, il mussìn, la balotìna, la fisolera, il gondolon usato per la rappresentanza di società di canottaggio e remiere. E poi ha approfondito altre imbarcazioni come il buranèlo, il sàndolo, il sampieròto, la batela, la bissona. Le caratteristiche salienti di queste barche sono: il fondo piatto per raggiungere ogni più lontano recesso della laguna, la voga “alla veneta” rivolti in avanti usando le caratteristiche forcole; l’ampio timone che svolge anche il compito di deriva scorrevole per adattarsi al fondale. E, non dimentichiamolo, una straordinaria eleganza anche negli esemplari destinati ai lavori più umili.

Gilberto Penzo

Modelli in scala perfetti in ogni dettaglio

Partendo dagli originali di queste barche storiche Gilberto Penzo si è dedicato alla costruzione di modelli in scala, sia per collezionisti privati che per istituzioni pubbliche. Nel corso degli anni ne ha realizzato centinaia, riproducendo fedelmente ogni dettaglio. I modelli sono repliche esatte delle imbarcazioni reali, realizzati con le stesse tecniche, gli stessi materiali e legni originali, dopo un lungo e attento studio ricostruttivo. Non soprammobili decorativi come si intende ora, ma strumenti di progettazione e di verifica come si faceva in passato per piccole e grandi navi, sia nei piccoli squeri che nel grande Arsenale di Venezia.

Alcuni dei suoi modelli sono stati esposti al Museo Nazionale di Arti e Tradizioni Popolari di Roma, al Museo del lago di Como, al Museo della Laguna Sud di Chioggia, al Museo della Navigazione Fluviale di Battaglia Terme, al Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, al Museo Archeologico di Grado e perfino all’estero, per esempio al Museo della Marina di Douarnenez, in Francia.

Gilberto Penzo

Cercasi giovani appassionati di arte navale

“Il mio obiettivo fino ad ora è stato salvare le ultime barche tradizionali e la memoria delle tecniche che le generavano – racconta oggi Gilberto Penzo – ma ho ormai 70 anni e cerco un alter ego, qualcuno che ami la storia e il modellismo come me e che sia disposto a dedicare la sua vita a questo mestiere”

Questo allora l’appello che lancia Gilberto: “Se siete appassionati di barche e di storia, se avete voglia di imparare un mestiere antico e prezioso, venite a trovarmi in bottega. Sono alla ricerca di un altro folle come me che sia in grado di proseguire questo entusiasmante percorso”.

La speranza di Penzo è che il suo lavoro non termini con lui ma continui a vivere e ad arricchire la cultura e la storia della nostra città, perché quanto ha realizzato sino ad oggi è un patrimonio prezioso per Venezia. “L’artigiano – conclude lo studioso – nasce e muore in bottega. In realtà nessuno di noi vorrebbe smettere di lavorare, cedere l’attività o vedersi costretto a chiudere. Con 50 anni di ricerca sarebbe bello istituire una fondazione, in alternativa un centro di documentazione sulle imbarcazioni veneziane, perché sarebbe importante dare a Venezia il giusto spessore storico che le ha valso il titolo di potenza del Mediterraneo”.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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