Gelcoat Opaco? Come Ridargli Brillantezza

Il gelcoat che riveste lo scafo con il tempo è soggetto a perdere l’iniziale lucentezza per via dell’usura, degli agenti atmosferici e soprattutto dell’azione dei dannosi raggi Uv. Alcuni consigli su come intervenire con un lavoro veloce di fai-da-te per restituirgli l’iniziale lucentezza.

Gli scafi delle imbarcazioni hanno un apposito rivestimento chiamato gelcoat che serve a garantire l’impermeabilità e ad allontanare il rischio di osmosi dell’opera viva, così come ad assicurare brillantezza alla cosiddetta opera morta. Il gelcoat consiste in una particolare resina (a base epossidica o poliestere) che forma un film molto duro capace di proteggere il laminato sottostante, ossia la vetroresina solitamente porosa e dunque permeabile.

La densità del gelcoat ne permette una lucidatura a specchio che facilita lo scorrimento dell’acqua mentre la durezza della pasta impedisce all’acqua di filtrare e contemporaneamente impedisce allo sporco di aderire al rivestimento. Si tratta dunque di un rivestimento tecnico impermeabile ed estremamente durevole in grado di resistere alla corrosione salina e ai dannosi raggi ultravioletti a cui la vetroresina è particolarmente sensibile.

Carena lucida
Se il gelcoat si presenta opaco si può ricorrere a un restyling per restituirgli l’originale brillantezza.

 

Rinnovo del gelcoat a prova di skipper

Con il tempo gli agenti atmosferici, gli urti e l’ingiallimento dovuto ai raggi Uv diretti e riflessi dal riverbero dell’acqua possono deteriorare il gelcoat che comincia a mostrare un’opacizzazione diffusa. Come intervenire allora per rinnovare questa importante protezione dello scafo?

Nel caso in cui la situazione non sia drammatica è possibile ricorrere a una sorta di maquillage veloce dello scafo volto a ripristinare il gelcoat, eliminando graffi e scalfitture restituendogli l’iniziale brillantezza. Una lavoro che può essere risolto anche con il fai-da-te grazie all’utilizzo di prodotti semplici da applicare e pronti all’uso come il Gelcoat Filler Plastic Padding. Si tratta di stucchi bicomponenti (resina + induritore) ad elevata densità, venduti in piccole confezioni pratiche da utilizzare in ogni situazione, indicate soprattutto per riparazioni veloci ma in grado di produrre risultati perfetti.

Segni di ruggine

Lucidare il Gelcoat in pochi passi

Come fare? Si procede a una carteggiatura particolare, detta “seppiatura” (dall’osso di seppia che risulta leggermente abrasivo). Tale seppiatura va effettuata rigorosamente con carta abrasiva impregnata d’acqua, quindi lasciata in ammollo in un secchio pieno d’acqua fino a che la carta di supporto non sia “matura”. La carta abrasiva deve essere inoltre a grana fine per asportare al minimo il gelcoat durante questa operazione. Meglio peraltro sovrapporre più passaggi leggeri di carta abrasiva con grana sempre più fine piuttosto che eseguire un solo passaggio con una carta a grana grossa (600-700). Questo per evitare interventi aggressivi e dannosi e ridurre invece al minimo le micro incisioni che contribuiscono ad aumentare la porosità del rivestimento e a consumarne il già sottile spessore.

Lucidare scafo
Per rifinire e lucidare il gelcoat si può utilizzare della pasta abrasiva tipo polish a grana molto fine.

Polish e cera lucidante per rifinire

Terminata la carteggiatura, si può passare alla lucidatura che andrà effettuata sempre con passaggi successivi di pasta abrasiva tipo polish, con grana molto fina e infine con uno strato di cera lucidante.

Resta chiaro che tale procedimento non è affatto risolutivo dell’usura del gelcoat e non può essere minimamente paragonato a una verniciatura appropriata con prodotti specifici. È una soluzione di restyling veloce e relativamente economica a cui ricorrere per garantire una protezione al gelcoat per una stagione, restituirgli lucentezza e che andrebbe affiancata a una buona lucidatura annuale.


Come far “splendere” anche l’opera viva

Lo strato di gelcoat presente sull’opera viva è normalmente rivestito di antivegetativa la quale offre un ulteriore strato di protezione allo scafo.  Su questa zona, essendo immersa, non è necessaria una manutenzione “estetica” ma è comunque richiesta un’attenzione periodica per verificare che lo strato di antivegetativo non sia consumato o abbia perso la propria efficacia lasciando spazio alla proliferazione di alghe o incrostazioni. In questi casi è ovviamente d’obbligo rimuovere gli indesiderati ospiti ed eventualmente applicare un nuovo strato di vernice antivegetativa.

La pulizia dello scafo, dalla coperta alla carena è un’operazione di manutenzione ordinaria che andrebbe eseguita periodicamente al fine di conservare la nostra barca nelle migliori condizioni sia dal punto di vista estetico che prestazionale.

 

 

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.