Frangenti davanti il porto: brutta situazione

Alcuni porti situati in aree caratterizzate da forti correnti presentano alla loro imboccatura la cosiddetta barra, un’area di bassi fondali costituita da fango, sabbia e detriti ammassati dalla corrente. Sulla barra le onde possono essere alte e frangenti il che rende il passaggio con la barca una manovra piuttosto rischiosa, da effettuare solo in caso di emergenza e con una buona pianificazione e tempismo.

Spesso davanti alle foci dei fiumi e talvolta all’imboccatura di alcuni porti caratterizzati da forti correnti di marea noi diportisti possiamo trovare una zona di bassifondali costituita da fango, sabbia e detriti vari portati dalla corrente. Questa zona in gergo viene chiamata “barra”. La repentina diminuzione del fondale determinata da questo fenomeno fa aumentare bruscamente l’altezza delle onde quando giungono sulla barra e considerando che questi fondali si scontrano anche con la corrente accade che le creste rompano i frangenti molto più facilmente di quanto avviene in mare aperto nelle stesse condizioni.

Frangenti

Evitare il passaggio e comunque avere un piano B

Niente rende oltremodo pericolosa il passaggio delle imbarcazioni sulla barra sia in entrata che in uscita dal porto pertanto deve essere valutata attentamente in presenza di mare formato. La prima regola quando si è diretti verso la foce di un fiume o un porto-canale o ancora un porto interessato da forti correnti di marea è di avere pronta una soluzione alternativa. Questa può essere costituita da un porto sicuro o, se questo non è disponibile a una distanza ragionevole, un ancoraggio in rada e al limite una permanenza in mare aperto sotto velatura ridotta in attesa che la situazione meteorologica migliori.

Arenamento

La prospettiva inganna lo skipper su altezza onde

Bisogna tenere presente che i frangenti della barra si notano poco o nulla quando si è al largo, al contrario di come si presentano visti da terra per cui si potrebbe essere invogliati a tentare l’ingresso quando la situazione è già pericolosa. Se si decide di entrare dunque occorre avvicinarsi in ogni caso stando pronti a invertire la rotta in tempo in caso di complicazione o se ci si accorge di aver sottostimato il fenomeno.

L’altezza delle onde che al largo può apparire non preoccupante sulla barra si amplifica tanto da fare correre il rischio di toccare violentemente il fondo in un cavo dell’onda. Un altro rischio molto probabile è quello di partire in surf con lo scafo davanti all’onda e di perdere il controllo della barca che può così traversarsi rapidamente sul suo ripido pendio anteriore. In questa eventualità c’è la concreta possibilità che la barca si corichi in acqua con un’elevata probabilità di uomo a mare in una situazione molto difficile per la manovra di recupero del naufrago.

Giubbotti salvataggio

Salvagente, cintura di sicurezza e self control

Quindi se vi sono validi motivi per decidere di entrare superando la barra è bene prendere alcune fondamentali precauzioni: rizzare il tender e altri eventuali attrezzature in coperta, far partire il motore, ammainare la randa lasciando bordato il genoa con lo scopo di ridurre il rischio di straorzare, chiudere oblò e portelli, assicurarsi che le manovre correnti e le cime in generale non finiscano in acqua in caso di forte sbandamento rischiando di incattivarsi nell’elica, indossare i giubbotti di salvagente e agganciare le cinture di sicurezza.

Prima di impegnare la barca nella manovra inoltre è opportuno fermarsi per valutare attentamente in quale punto esatto passare osservando l’altezza delle onde e anche in base alle informazioni possedute in partenza oppure ottenute via radio. attendere quindi le due o tre onde più grandi che giungono ciclicamente dal largo e dirigere per l’imboccatura dietro di loro a pieno regime col genoa ben regolato.

 

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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