Sull’orlo del fallimento, il cantiere francese Fora Marine, produttore dei famosi cabinati RM disegnati da Marc Lombard, è stato di recente acquisito dal gruppo Grand Large Yachting. Salvi per ora i 48 lavoratori impiegati nella produzione.

Nel mercato nautico attuale non bisogna mai abbassare la guardia. I cantieri ormai lo sanno. Non basta costruire barche marine e che incontrano i gusti degli appassionati. Non è sufficiente avere una buona reputazione a livello internazionale. Basta perdere qualche commessa, commettere anche piccoli errori di strategia e si cola a picco. Basta una stagione in affanno per vedere crollare le proprie fondamenta.

Ne sa qualcosa il cantiere francese Fora Marine, produttore dei famosi cabinati RM disegnati dal celebre progettista Marc Lombard. È stato a un passo dal fallimento, poi per fortuna è arrivato il gruppo industriale Grand Large Yachting a salvarlo.

Conti in rosso per il cantiere dal 2017

Fora Marine è entrato in difficoltà nel 2017 quando il fondatore Martin Lepoutre ha venduto la quota maggioritaria del cantiere agli altri soci di Aime Mer, tra cui l’ex presidente del Medef Pierre Gattaz. Dopo il biennio di presidenza di Stéphane Sénacq tra marzo 2017 e gennaio 2019, ha prendere le responsabilità operative è stato Olivier Gainon, la società è rimasta in una situazione delicata, che ha indotto Aime Mer, società madre della Fora Marine, a chiedere una procedura di amministrazione controllata presso il tribunale di Bordeaux il 22 settembre 2019.

Una situazione finanziaria paradossale per il cantiere, visto che il marchio RM beneficia ancora oggi di un’immagine forte e positiva presso la comunità di diportisti. Il cantiere peraltro aveva da poco introdotto un cambiamento importante nel processo di costruzione delle barche. Lo scafo che prima era tutto in compensato marino impregnato con resine epossidiche, nell’ultimo modello, l’RM 11.80 era in compensato marino solo in carena, la parte più importante e dove meglio si apprezzano le doti del compensato, mentre era impiegata la vetroresina per tutto il resto della barca. Una tecnica vincente visto che lo stesso RM 11.80 nel 2018 era stata eletta barca a vela dell’anno da parte della testata specializzata Voile Magazine.

I nuovi processi produttivi alla base della crisi

Purtroppo, il successo non ha potuto nascondere le difficoltà industriali che evidenziavano un significativo calo dei risultati. Solo nel 2017 Il cantiere aveva subito una perdita di oltre 1,4 milioni di euro. La difficoltà di industrializzare la produzione di barche secondo i nuovi parametri a fronte di una domanda crescente, potrebbe in parte spiegare la crisi. Fino all’ombra della bancarotta e molte notti insonni per i 48 lavoratori impiegati nel cantiere.

Nei giorni scorsi tuttavia a salvare il cantiere dal fallimento è arrivato Grand Large yachting, quarto gruppo industriale del settore nautico francese, di proprietà di Stéphan Constance e Xavier Desmarets.

Grand Large, un gruppo in salute

Fondato nel 2003 Grand Large Yachting raggruppa cinque cantieri: oltre all’omonimo, ci sono Allures Yachting, specializzato in barche di alluminio, Outremer Yachting che sforna catamarani d’altura, Garcia Yachts, costruttore di barche per navigazioni estreme e Gunboat, dedicato ai catamarani ad alte prestazioni.

Il gruppo oggi si attesta come leader europeo per gli yachts da crociera a lungo raggio, impiega 250 dipendenti, ha 6 sedi operative e fino a ora ha costruito 1.065 scafi. Il tribunale della Rochelle ha quindi assegnato al gruppo Grand Large la possibilità di subentrare nella proprietà del cantiere Fora marine attraverso la procedura fallimentare. Ora bisognerà vedere cosa Grand Large vorrà fare con Fora Marine, ma il futuro del cantiere è un po’ più roseo.

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David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

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