Durante la Transat Café d’Or, nel Golfo di Biscaglia, un jet privato ha sorvolato a bassissima quota la barca dei navigatori belgi Jérôme Delire e Caroline Dieu, provocandone la scuffia. I due, tra paura e incredulità, sono riusciti a rimettere in sesto l’imbarcazione e a proseguire la regata.
Quello accaduto durante la Transat Café d’Or sembra la scena di un film, ma è realtà. Nel mezzo del Golfo di Biscaglia, un jet privato ha sorvolato più volte a quota pericolosamente bassa il Class 40 “Innovad.Group – XLG”, condotto dai belgi Jérôme Delire e Caroline Dieu. L’effetto dell’onda d’urto generata dal velivolo ha finito per rovesciare l’imbarcazione, mettendo seriamente a rischio la vita dei due navigatori.
In un video pubblicato sui social, visibilmente scossi e commossi, Jérôme e Caroline hanno descritto i drammatici momenti vissuti. “Eravamo nel primo tratto del Golfo di Biscaglia – spiegano – le condizioni erano perfette: vento stabile, mare tranquillo, andavamo bene di poppa. Poi, dal nulla, è comparso un jet privato che ha iniziato a passare sopra di noi, sempre più vicino.”

Quaranta minuti di lotta per riprendere il controllo
Dopo tre sorvoli ravvicinati, la pressione dell’aria ha spezzato la drizza dello spinnaker, facendo cadere la vela in mare. L’imbarcazione, destabilizzata, si è capovolta in pochi istanti. “Abbiamo pensato fosse una bravata di qualche milionario in cerca di emozioni forti,” ha raccontato Jérôme, “ma ciò che ha fatto è stato incredibilmente pericoloso.”
Dopo la scuffia, i due navigatori hanno impiegato oltre quaranta minuti per recuperare la vela, districandola dalle appendici e rimettendo la barca in assetto di navigazione. Nonostante lo spinnaker danneggiato in più punti, la coppia è riuscita a riprendere la corsa, improvvisando una nuova vela con i materiali di bordo. “Non volevamo lasciare in mare 150 metri quadrati di tessuto,” ha spiegato Caroline, “e nonostante la fatica e lo spavento, abbiamo deciso di continuare. Fermarci non era un’opzione.”
GUARDA IL VIDEO:
https://www.instagram.com/reel/DQZkzQTABzQ/
Lacrime, forza e complicità in mare aperto
Nel video diffuso online, Jérôme e Caroline appaiono esausti ma determinati. Le loro parole trasmettono tanto la paura quanto la forza interiore. “C’è un momento in cui i nervi cedono,” dice Jérôme. “Quel video è stato il nostro modo di sfogarci e allo stesso tempo mostrare la nostra resilienza”. Caroline sottolinea l’importanza del sostegno reciproco: “Affrontare tutto questo in due fa la differenza. Condividere l’avventura con la persona che ami ti dà energia per andare avanti, anche quando tutto sembra crollare.”
Già prima dell’incidente, la partecipazione dei due velisti alla Transat era stata segnata da numerose difficoltà: guasti tecnici, vele danneggiate e condizioni meteo impegnative nella Manica e nel Golfo di Biscaglia. Eppure, la determinazione di Jérôme e Caroline non è mai venuta meno. “Il nostro obiettivo è arrivare a La Coruña prima della prossima depressione atlantica,” spiegano. “Abbiamo perso una vela, abbiamo rischiato tanto, ma non abbiamo intenzione di mollare.”
Indagini in corso sul “pirata dell’aria”
Le autorità stanno ora cercando di identificare il pilota del jet, responsabile di un comportamento che avrebbe potuto avere conseguenze tragiche. Le prime ricostruzioni fanno pensare a un gesto sconsiderato più che a un incidente tecnico. Gli investigatori contano di risalire presto al responsabile, grazie alle registrazioni radar e alle testimonianze raccolte. L’obiettivo è stabilire una responsabilità esemplare, affinché episodi del genere non si ripetano mai più.
Nonostante la paura e i danni subiti, Jérôme e Caroline continuano la loro traversata, simbolo di resilienza e passione per il mare. “Siamo qui per concludere la regata,” dicono uniti. “E lo faremo, insieme.”

