Energia a bordo: arriva la vela fotovoltaica con celle organiche

L’azienda francese Heole ha prodotto una nuova vela fotovoltaica che incorpora al suo interno celle organiche e flessibili. Il test di collauda avverrà sulla barca dello skipper Marc Guillemot alla prossima Route du Rhum.

Arriva la vela fotovoltaica con celle organiche. Quella tra energia elettrica e pannelli solari è una connessione che già da tempo viene impiegata in tutto il mondo come fonte alternativa e anche a bordo delle barche viene impiegata ampiamente. Soprattutto per quegli equipaggi che compiono lunghe navigazioni e desiderano la massima autonomia a livello energetico per alimentare impianti e dispositivi elettronici di bordo.

La tecnologia tradizionale in fatto di pannelli fotovoltaici è quella che sfrutta le proprietà del silicio. Anche in questo campo tuttavia la tecnologia è in evoluzione e c’è chi prende nuove strade. È il caso per esempio dell’azienda francese Heole la quale ha recentemente ideato una nuova vela fotovoltaica che incorpora al suo interno delle celle organiche, anche dette “OPV”, ossia per Organic PhotoVoltaic. Si tratta di un’alternativa al silicio basata su assorbitori molecolari o polimerici. Tali celle vengono incapsulate in diversi supporti e i loro punti di forza sono flessibilità, leggerezza, traslucenza.

vela fotovoltaica

Un test d’eccezione per le nuove celle ad alta efficienza

La nuova vela fotovoltaica verrà testata su un banco di prova eccezionale. Sarà issata infatti a bordo della barca Leyton Ocean Fifty con cui lo skipper Marc Guillemot prenderà parte alla prossima Route du Rhum in programma ad ottobre. La randa di Guillemot incorporerà circa 12 metri quadri di celle fotovoltaiche che produrranno i kilowatt di elettricità. Più che sufficienti ogni giorno per alimentare i servizi di bordo, dall’illuminazione, agli impianti ai dispositivi di navigazione.

La vela fotovoltaica Heole può generare una produzione di energia giornaliera (Wh) da 2 a 3 volte superiore a quella dei pannelli in silicio della stessa potenza (Wp). Inoltre tra i vantaggi di queste nuove celle impiegate da Heole c’è la capacità di carico che rimane efficiente anche in condizioni di luce medie e qualunque sia la posizione della barca rispetto al sole. Lo skipper quindi non deve preoccuparsi di adattare l’orientamento delle sue vele. Inoltre la vela sarà gestita a tutti gli effetti come una vela classica non fotovoltaica. Quindi senza un impatto significativo sulle prestazioni a causa del suo peso.

“Se parliamo del mercato dello yachting e prendiamo una barca a vela da 10 a 12 metri – spiega il manager di Heole Jean-Marc Kubler – con una randa di 60 metri quadri con 40 di celle OPV, possiamo puntare a 6 kilowattora di produzione di energia. Possiamo anche pensare di ricaricare le batterie per i motori elettrici ausiliari. Pensiamo di sfruttare le caratteristiche di queste nuove celle oltre che nella vela, anche per le tende degli edifici, delle serre ma pure dei dirigibili”.

David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

1 Comment
  1. A mio parere rispetto le idee di altri ma, in questo caso non condivido.
    Per me il fotovoltaico per esperienza personale posso dichiarare che non serve, sono a favore per l’eolico.
    Buona giornata..

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