Oggi che a bordo delle barche sono saliti i dispositivi tecnologici più disparati, la navigazione dà l’idea di essere più accessibile e sicura. È però altrettanto vero che il mare rimane sempre un ambiente naturale in continuo mutamento, con le sue bellezze ma anche le sue insidie.

Chi vuole navigare deve non solo essere pronto a mettere da parte alcune brutte abitudini come sprecare le risorse, inquinare l’ambiente, fare chiasso, ma soprattutto rendersi conto che Madre Natura non scherza e in mare vigono regole di comportamento che non rappresentano solo l’etichetta dei lupi di mare, ma attengono a fondamentali principi di sicurezza. Le emergenze in mare non possono essere sempre previste ma ci si può preparare a dovere per ridurle al minimo e affrontarle al meglio.

Studio del meteo

Stabilito l’itinerario della navigazione, le tappe e le distanze da percorrere, si deve tenere d’occhio l’evoluzione del meteo attraverso i bollettini emessi dalla via Costiera o il servizio Meteomar, i giornali e i siti internet specializzati. Particolare attenzione va rivolta ai venti previsti con le rispettive direzioni e intensità, ma anche alle correnti, alle maree e alla pressione barometrica. La sicurezza della navigazione deve essere sempre salvaguardata e se qualche cosa va storto bisogna sapere chi chiamare. C’è la radio Vhf e il canale 16, ma se non si è distanti dalla costa si può ricorrere anche al cellulare. Tra i recapiti utili da segnare c’è il numero blu, il famoso 15-30 della capitaneria di porto per il soccorso in mare, ma anche quello del Centro Internazionale Radio Medico (telefono 3483984229) che fornisce utili consigli di pronto intervento medico. Da appuntare anche i telefoni di porti e strutture vicini alla zona in cui si naviga.

Importante è anche comunicare a qualcuno a terra il proprio programma di viaggio: meglio che sia una persona che conosce il mare e sia in grado di interpretare le condizioni meteorologiche per richiedere eventualmente i soccorsi, che sia informata sulla barca (modello, nome e numero di immatricolazione) e che sappia a chi rivolgersi in caso di emergenza.

Preparazione della barca

Innovazioni e attrezzature hi-tech hanno reso i cabinati moderni degli oggetti piuttosto complicati. Preparare la barca significa eseguire una serie di controlli tecnici. Il consiglio è di redigere una checklist suddivisa in varie sezioni. Ci sono infatti i controlli prioritari che vanno assolutamente effettuati prima di mollare gli ormeggi e altri che si possono rimandare nel corso della navigazione, altri ancora che saranno oggetto di attenzione nel corso dei vari scali. Tra i controlli più importanti hanno certamente la precedenza quelli al motore, all’alberatura, alla timoneria, alla bussola, al pilota elettrico, al Gps, alla radio Vhf, allo stato di carica delle batterie e al funzionamento della cucina a gas. Non può mancare infine una scrupolosa attenzione alla sicurezza della navigazione quindi un controllo sulle dotazioni di sicurezza è indispensabile. Sarà opportuno quindi iniziare a verificare il numero dei giubbotti di salvataggio e le loro condizioni. Se sono autogonfiabili, meglio controllare anche che la bomboletta di propellente sia integra. Le cinture di sicurezza devono essere in numero sufficiente e fornite degli appositi cavi di attacco con i moschettoni. La zattera di salvataggio sarà in ordine con la data di scadenza valida. Toglierla dalla coperta e stivarla in cabina non è mai consigliabile: quando serve le condizioni meteomarine sono sempre difficili e trasportare all’esterno un peso di quasi 50 kg può rivelarsi un’impresa ardua.

Non bisogna dimenticare gli estintori: l’indicatore della pressione deve essere sul verde, ma se sono a bordo da anni meglio farli visionare comunque: la polvere estinguente infatti potrebbe essere deteriorata. Ricordarsi sempre che un incendio a bordo è una delle peggiori sciagure che può capitare, per fortuna abbastanza rara. Razzi e boe fumogene devono avere sempre la data di scadenza valida ed essere stivate in un luogo accessibile e conosciuto da tutti. Da controllare infine anche la barra del timone di emergenza relegata in fondo a un gavone. Meglio ripassare dove e come installarlo.

Briefing all’equipaggio

Sia che si lascino gli ormeggi per una tranquilla veleggiata sottocosta o per una crociera di più giorni è un preciso dovere dello skipper istruire l’equipaggio una volta a bordo con un vero e proprio briefing di imbarco degli ospiti. Non bisogna infatti dare per scontato che tutte le persone imbarcate siano esperte di mare e di navigazione e quand’anche lo siano quasi certamente non conoscono e non hanno confidenza con quella specifica imbarcazione, le sue manovre, i suoi strumenti di navigazioni, le dotazioni, gli impianti e gli spazi tecnici di bordo. Obiettivo di questa riunione dunque è dare a tutti i membri dell’equipaggio una serie di informazioni importanti che vanno dall’uso dei servizi, della cucina delle cabine, alle dotazioni di sicurezza e la loro collocazione a bordo, l’uso degli impianti e degli strumenti di comunicazione come il Gps o il Vhf, fino alle corrette procedure di emergenza. Visto che il mare esige rispetto, per prima cosa è bene che ogni membro venga istruito sulla posizione delle dotazioni di sicurezza dell’imbarcazione, a partire dai giubbotti salvagente che andrebbero sempre esposti e mostrati nel loro utilizzo facendoli indossare. Andrebbe anche stabilito dove vanno riposti. In genere sarebbe bene che ogni membro tenga il proprio salvagente in uno stesso posto e sempre a portata di mano, per esempio nella sua cabina. Stessa rappresentazione andrebbe eseguita sulle cinture di sicurezza: queste andrebbero indossate, regolate a misura e attrezzate con il cordolo che al momento opportuno, per esempio di notte o in caso di maltempo, va assicurato alla jack-line predisposta da poppa a prua della barca. Anche per questa dotazione è bene trovare un ripostiglio semplice e facilmente raggiungibile. Poi ancora si passa a indicare dove si trovano i razzi a mano, le boette fumogene e se ne mostra l’uso. In genere questi dispositivi hanno apposite istruzioni sulla confezione, ma spesso sono in inglese. Per ultimo l’armatore o lo skipper illustrano la collocazione e l’uso degli estintori anti incendio.

Tra le dotazioni di sicurezza c’è anche l’anulare e la zattera di salvataggio. Anche per quest’ultima occorre mostrare la sua collocazione e spiegare come si lancia in mare sottolineando l’importanza della sagola del sistema di azionamento della zattera e di come questa vada assicurata alla barca prima di qualsiasi operazione di lancio fuoribordo. Importante infine è l’uso del motore che anche sulle barche a vela è necessario azionare in una serie di situazioni, dall’entrata e uscita dai porti agli ormeggi in rada, quando non c’è vento o in una manovra d’emergenza. Tutti devono sapere come si accende e come si manovra, agendo sul numero di giri e sfruttando gli effetti evolutivi dell’elica.

Pianificare la navigazione

Occorre prepararsi con un certo anticipo alla navigazione. Si comincia con la scelta del bacino di navigazione. Si può veleggiare lungo costa o esplorare un arcipelago di isole ormeggiando nei vari marina o sostando in rada all’ancora o ancora si può optare per una traversata di vari giorni macinando miglia anche con navigazioni notturne. Quello che non deve mancare è lo studio della zona in cui navigare: carte nautiche, portolani e piani dei porti devono essere scandagliati per scegliere il porto di partenza, tracciare una o più rotte alternative, ridossi, individuare scali interessanti, punti cospicui di riferimento, rade e approdi. In particolare occorre accertarsi leggendo gli avvisi ai naviganti dell’Istituto idrografico e le ordinanze marittime delle capitanerie di eventuali zone interdette o pericolose alla navigazione e prendere nota di eventuali ancoraggi e ridossi in cui si può fare affidamento lungo la rotta in caso di maltempo.

Se si naviga in zona è già battute, potrebbe essere utile rileggere il diario di bordo tenuto nelle precedenti crociere. Le sue pagine infatti sono ricche di annotazioni, dettagli di navigazione, riflessioni e spunti validi per nuovi itinerari e soprattutto per evitare errori. Se il periodo interessato dalla crociera coincide con l’alta stagione occorre contattare in anticipo porti e marina in cui si intende sostare, informarsi sulla disponibilità di posti di ormeggio e, quando possibile, prenotare.

Affrontare il maltempo

La percezione del maltempo non è uguale per tutti. Molto dipende dalle dimensioni dell’imbarcazione, dalle linee dello scafo, dall’andatura e da quanto si è in prossimità della costa. Non da ultimo è l’esperienza dell’equipaggio a fare la differenza. Solo la conoscenza delle proprie abilità e dello stato dell’imbarcazione possono contribuire a prendere la decisione giusta. Affrontare il maltempo significa essere disponibili a cambiare i propri piani ed evitare di mettere in pericolo equipaggio e imbarcazione. Per ridurre lo stress a bordo è meglio assecondare la forza degli elementi e studiare percorsi alternativi cercando magari approdi e porti ridossati, oppure saper aspettare al largo che è il posto più sicuro il passaggio della perturbazione. La navigazione con onde e scarsa visibilità non consente di tenere andature costanti. Pertanto il timoniere deve costantemente correggere la rotta e tenere un comportamento ancora più prudente nei confronti di ostacoli e bassi fondali. La prima regola è quella di tenersi alla larga da bassifondi, isolotti e promontori consultando gli strumenti di navigazione e la carta nautica. Vento e corrente possono aiutare se spingono al largo oppure rendere tutto più complicato. Equipaggio e timoniere devono collaborare comunicando le manovre, osservando la situazione circostante, osservando l’orizzonte alla ricerca di ostacoli e pericolosi incroci.

Se ci si muove in coperta con la barca sbandata e si va incontro a spruzzi e onde è imperativo che ogni membro dell’equipaggio sia assicurato con la propria cintura di sicurezza alla jack-line, una cavo che si stende per tutta la lunghezza della coperta e che evita di cadere fuoribordo. La jack-line va predisposta sia di giorno che di notte. Con il mare mosso e gli inevitabili spruzzi che si infrangono sullo scafo occorre ricordarsi di chiudere tutti gli oblò per evitare di ritrovarsi con le cabine o il quadrato allagati. La parte più sicura dell’imbarcazione è sempre quella sottocoperta. Negli spazi interni si è protetti, si evitano cadute accidentali fuoribordo e si rimane asciutti. I membri dell’equipaggio che non sono impegnati direttamente nelle manovre dovrebbero scendere e soprattutto i bambini che si trovano a bordo. In coperta restano solo il timoniere e i suoi aiutanti. Se la navigazione è lunga si predispongono dei turni di guardia per sostituire nelle manovre gente sempre fresca e riposata.

Lanciare un may day

La radio Vhf è lo strumento che può essere utilizzato in caso di emergenza. Tutti i membri dell’equipaggio devono sapere utilizzare la radio Vhf tenendo presente che le chiamate di soccorso e quelle relative alla sicurezza della navigazione devono essere lanciate sul canale 16. Ci sono tre tipi di chiamate di emergenza: il may day, il pan e il securitè. Il may day (si pronuncia medè, dal francese “m’aider”) è la chiamata di soccorso che si utilizza in una situazione di gravissimo pericolo imminente per l’imbarcazione e la vita umana. Il messaggio di soccorso comprende: il segnale di soccorso may day ripetuto tre volte, il nominativo dell’unità, le coordinate geografiche, la natura del pericolo, il genere degli aiuti richiesti e ogni altra informazione intesa a facilitare il soccorso. Qualora si capti un may day si devono sospendere le eventuali trasmissioni in corso, restare in ascolto e metterci a disposizione della centrale operativa della Capitaneria di porto che assume la direzione dell’intervento. Se da questa, per ragioni di lontananza, il messaggio non viene captato si deve fare agire da “sponda” alla barca in emergenza e rilanciare il suo may day.

Il segnale per indicare che si tratta del rilancio di un may day è il may day relais (relè), anche questo va ripetuto tre volte accompagnato dalla ripetizione del messaggio originale come è stato ricevuto. Poi c’è la chiamata d’urgenza, composta dalla parola pan (pronuncia: pan) ripetuta tre volte, con la quale si trasmette un messaggio urgentissimo riguardante la sicurezza di una imbarcazione o di una o più persone; deve essere trasmessa soltanto su ordine del Comandante o della persona responsabile dell’imbarcazione e ha la precedenza su tutte le altre comunicazioni eccetto quelle di soccorso. Infine c’è la chiamata di sicurezza, composta dalla parola securitè (pronuncia: securitè) ripetuta tre volte, con la quale si trasmette un messaggio riguardante la sicurezza della navigazione, per esempio un bollettino del mare o un avviso urgente ai naviganti. Questo messaggio andrebbe trasmesso preferibilmente subito dopo i tre minuti di silenzio.

Avatar
David Ingiosi

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore e reporter per testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici

2 Comments
  1. il mio commento è solo questo: siete proprio bravi il vostro blog mi piace molto.
    avrei da chiedervi un favore. siccome mi diletto a scrivere brevi romanzi soprattutto in questo momento di forzata reclusione per la situazione di emergenza sanitaria, avrei bisogno di accedere a notizie di incidenti in mare da parte di imbarcazioni. non cerco evnti parcticolarmente tragici che hanno già riempito le pagine di cronaca, ma quelli più modesti e meno noti. vi sono delle pubblicazioni o dei personaggi che possono essere intervistati?
    grazie per la vostra attenzione.
    mauro d’ascenzi
    ps. sono un velista e cliente di magellano store

    1. Ciao Mauro, per trovare e prendere spunti da piccoli incidenti per i tuoi romanzi ti consiglio di utilizzare i social media, seguire blog di famiglie che vivono in barca e navigano tutto l’anno, skipper professionisti e istruttori di vela. Sicuramente hanno la possibilità di raccontare aneddoti ed esperienze vissute in mare o in porto. In genere i velisti hanno sempre molta voglia di raccontare e condividere. In bocca al lupo!

Leave a Reply

Your email address will not be published.