Ecco perché Epirb e crash box salvano la vita in mare

Durante una tempesta con venti di oltre 30 nodi e onde di 3 metri, un catamarano con tre persone di equipaggio finisce a scogli. Tutti salvi grazie all’Epirb e alle paratie stagne negli scafi della barca.

L’uso di dispositivi di emergenza come l’Epirb, ma anche il modo in cui vengono progettate le strutture degli scafi, dotandoli per esempio di “crash box” possono fare la differenza tra la vita e la morte in mare. Sono fattori chiave per la sicurezza della navigazione come è stato dimostrato lo scorso 1° luglio 2024 in Australia, quando un catamarano di 12 metri con tre persone a bordo ha evitato il naufragio proprio grazie a questi componenti.

Durante una tempesta con venti di oltre 30 nodi e onde di 3 metri, il multiscafo è andato a sbattere contro gli scogli di Cow and Calf Rocks, situati in un’area di bassi fondali a circa 20 miglia dalla costa di Windy Harbour. L’impatto ha gravemente danneggiato la prua di dritta del multiscafo, mettendo l’imbarcazione in una situazione estremamente pericolosa.

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Photo credits: Guardia Costiera.

I soccorsi chiamati tramite l’Epirb

L’equipaggio della barca ha immediatamente attivato un Epirb (Emergency Position Indicating Radio Beacon), insieme ad altri segnalatori personali. Questo ha permesso alla Australian Maritime Safety Authority (AMSA) di localizzare rapidamente la barca alla deriva. Un elicottero e una motovedetta sono stati inviati sul posto, consentendo di raggiungere l’imbarcazione entro breve tempo. L’intervento tempestivo è stato possibile grazie alla tecnologia dell’Epirb che ha inviato un segnale di soccorso preciso e immediato.

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Il ruolo fondamentale delle paratie stagne

Altrettanto decisive per evitare l’affondamento della barca sono state le paratie stagne a prua, note come “crash box”. Queste strutture hanno impedito all’acqua di invadere completamente il catamarano, mantenendolo a galla. Grazie a questa protezione, l’equipaggio ha potuto rimanere a bordo e l’imbarcazione è stata rimorchiata per 4 ore e mezza fino alla baia di Windy Harbour, a circa 60 miglia da Albany.

Una volta constatato che i tre membri dell’equipaggio erano in buone condizioni, con solo una lieve ferita alla testa riportata da uno di loro, i soccorritori hanno portato la barca in sicurezza. La presenza delle paratie stagne ha permesso di evitare l’abbandono dell’imbarcazione e l’utilizzo della zattera di salvataggio, il che avrebbe reso il salvataggio più difficile e rischioso.

L’incidente sottolinea quanto sia cruciale una progettazione attenta alla sicurezza delle imbarcazioni. Dispositivi come l’Epirb e strutture come le paratie stagne non solo aumentano le probabilità di sopravvivenza in situazioni di emergenza, ma facilitano anche le operazioni di soccorso. Una piccola distrazione può trasformare una crociera in un dramma, ma una preparazione adeguata può garantire un lieto fine anche nelle situazioni più critiche.

David Ingiosi

Giornalista professionista, appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come redattore, reporter e direttore di testate nazionali e internazionali dove si è occupato di tutte le classi veliche, dalle piccole derive ai trimarani oceanici, compresi tutti i watersports.

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