A tenere operativa e curare la manutenzione della preziosa rete di fari italiani è la Direzione Fari e Segnalamenti Marittimi, un ente della Marina Militare che ha sede a Napoli, sull’isolotto di Nisida.
Sono 147 i fari ancora attivi lungo le coste e in prossimità dei porti italiani, ai quali si aggiungono 713 fanali (incluse le mede e le boe), da Trieste a Pantelleria. A loro è affidato il delicato compito di indicare a navi, yachts e natanti la rotta sicura e quindi lontana da pericoli per la navigazione, come secche, scogli emersi e relitti. Oltre che uno strumento di supporto fondamentale ai naviganti, questa schiera di “lanterne” che uniscono passato e presente, sono un vero patrimonio di cultura e storia e rappresentano a tutti gli effetti dei monumenti nazionali.
A gestire tutti i fari italiani, tenerli attivi e operativi, così come curarne la manutenzione stagionale, è la Direzione Fari e Segnalamenti Marittimi, un ente della Marina Militare che ha sede a Napoli, sull’isolotto di Nisida, e di cui è direttore il capitano di vascello Angelo Patruno. Questo centro operativo si è insediato nella città campana nel 2013 e per tutto l’anno il suo team di operatori è impegnato a pianificare e curare il funzionamento dei cosiddetti “ausili visivi” alla navigazione sempre in collegamento con i comandi territoriali di La Spezia, Venezia, Taranto, La Maddalena e Messina.

Un patrimonio tutelato dal Mit e dalla Marina Militare
Tra i 147 fari italiani ci sono torri che svettano al centro di città dalla lunga tradizione marinara, come per esempio la Lanterna di Genova, realizzata nel 1543, oppure il faro di Livorno, eretto in epoca medievale, ai tempi della Repubblica di Pisa. Altri fari si trovano invece in luoghi isolati e impervi. Uno dei fari più inaccessibili è quello siciliano di Strombolicchio, realizzato circa un secolo fa su un isolotto vulcanico delle Eolie e tutelato come riserva naturale. Il più isolato d’Italia sembra però il faro di Mangiabarche, costruito nel 1935 su alcuni scogli affioranti a 400 metri dalla costa di Calasetta, nella Sardegna meridionale.
Il Servizio Fari e Segnalamenti Marittimi e in generale la Marina Militare che gestisce le “lanterne” nautiche del nostro Paese dal lontano 1911 è estremamente attento alla conservazione di questi presidi per la sicurezza in mare e ha in corso un esteso piano di intervento per la loro manutenzione ordinaria. Invece, per gli interventi di manutenzione straordinaria, spesso necessari soprattutto per quei fari ubicati in luoghi remoti, la Marina Militare collabora con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Ogni anno vengono infatti finanziati dal Mit importanti interventi infrastrutturali, al termine dei quali i fari e le rispettive lanterne vengono riconsegnati alla Marina che ne ripristina la loro originaria funzione”.
